L’alfabeto vietnamita è, a prima vista, sorprendentemente familiare. A differenza del cinese, del giapponese o del coreano, il vietnamita si scrive con le stesse lettere latine che usiamo in italiano, con qualche aggiunta. Eppure quella familiarità è in parte ingannevole: dietro un testo vietnamita si nasconde un sistema di segni diacritici complesso, che indica sia la qualità delle vocali sia il tono con cui ogni sillaba va pronunciata.
Capire come funziona questo sistema è il primo passo concreto per chiunque voglia leggere il vietnamita, anche solo per orientarsi su un menu, riconoscere i nomi delle città o provare a pronunciare qualche parola durante il viaggio.
In questa guida vediamo come è fatto l’alfabeto vietnamita, quali lettere lo compongono, cosa indicano i segni diacritici e come si legge una parola in quốc ngữ, il sistema di scrittura ufficiale del Vietnam.
Il quốc ngữ: perché il vietnamita si scrive con lettere latine
Il sistema di scrittura vietnamita attuale si chiama quốc ngữ (國語), che significa letteralmente “scrittura nazionale”. Non è però un’invenzione vietnamita: fu sviluppato nel XVII secolo da missionari gesuiti europei, in primo luogo dal portoghese Francisco de Pina e poi sistematizzato dal francese Alexandre de Rhodes, che nel 1651 pubblicò il primo dizionario vietnamita-portoghese-latino usando questo sistema.
L’obiettivo originario era pratico: permettere ai missionari di imparare il vietnamita e tradurre testi religiosi. Per secoli rimase un sistema usato quasi esclusivamente dai cristiani e dagli europei. La scrittura tradizionale vietnamita era invece il chữ nôm, un sistema logografico derivato dai caratteri cinesi, difficile da imparare e accessibile solo a una piccola élite istruita.
Fu solo durante il periodo coloniale francese, all’inizio del XX secolo, che il quốc ngữ venne adottato ufficialmente e diffuso nell’istruzione pubblica. Paradossalmente, uno strumento coloniale divenne uno degli elementi che permisero l’alfabetizzazione di massa e la diffusione della stampa vietnamita indipendente. Oggi il quốc ngữ è l’unico sistema di scrittura ufficiale del Vietnam.
Se ti interessa la storia completa di questa transizione, leggi il nostro approfondimento su come il Vietnam ha adottato l’alfabeto latino →
Le 29 lettere dell’alfabeto vietnamita
L’alfabeto italiano ha 21 lettere (a cui se ne aggiungono 5 per parole di derivazione per lo più straniera o latina). L’alfabeto vietnamita ne ha 29, tutte derivate dall’alfabeto latino ma con alcune modifiche significative.
Le 29 lettere a colpo d’occhio
Le lettere in arancione — Ă, Â, Đ, Ê, Ô, Ơ, Ư — hanno un diacritico che modifica la qualità del suono e non esistono nell’alfabeto latino standard. La tabella qui sotto fornisce il dettaglio completo per ogni lettera.
Tabella completa delle 29 lettere dell’alfabeto vietnamita
| Lettera | Nome (vietnamita) | Suono approssimativo |
|---|---|---|
| A a | a | come in “casa” |
| Ă ă | á ngắn | “a” breve, più chiusa |
| Â â | á mũ | “a” centralizzata, simile a una “e” schiacciata |
| B b | bê | come in “bello” |
| C c | xê | come “k” in “casa” |
| D d | dê | al Sud: come “y” in “yoga” / al Nord: come “z” |
| Đ đ | đê | “d” dentale implosiva, più intensa dell’italiano |
| E e | e | come “è” aperta in “bello” |
| Ê ê | ê | come “e” chiusa in “sera” |
| G g | giê | fricativa: come “g” in “gatto” ma senza chiusura completa |
| H h | hát | come “h” aspirata inglese |
| I i | i ngắn | come “i” in “vita” |
| K k | ca | come “c” in “casa” (usata davanti a E, I, Y) |
| L l | e-lờ | come “l” in “luna” |
| M m | e-mờ | come “m” in “mano” |
| N n | e-nờ | come “n” in “notte” |
| O o | o | come “o” aperta in “cosa” |
| Ô ô | ô | “o” chiusa e arrotondata |
| Ơ ơ | ơ | vocale senza equivalente italiano: suono centrale, simile alla “e” di “the” in inglese |
| P p | pê | come “p” in “pane” (rara, quasi solo in parole straniere) |
| Q q | cu | usata solo nel gruppo “qu-“ |
| R r | e-rờ | al Nord: come “z” (si fonde con D e GI) / al Sud: come “r” italiana |
| S s | ét-sì | al Nord: come “sc” in “scena” / al Sud: come “s” in “sole” |
| T t | tê | “t” aspirata, più secca dell’italiano |
| U u | u | come “u” in “luna” |
| Ư ư | ư | vocale senza equivalente italiano: “u” non arrotondata, prodotta con le labbra più rilassate |
| V v | vê | al Nord: come “v” italiana / al Sud: simile a “y” |
| X x | ích-xì | come “s” in “sole” (non come “ks” italiano) |
| Y y | i dài | come “i” in “vita” (in certi contesti) |
Le lettere in arancione hanno un diacritico di qualità: Ă, Â, Đ, Ê, Ô, Ơ, Ư. Le pronunce al Nord si riferiscono allo standard di Hanoi, usato come varietà di riferimento in questa guida.
Lettere assenti in vietnamita
Quattro lettere non esistono in vietnamita: F, J, W, Z. Le parole straniere che le contengono vengono trascritte con suoni equivalenti o scritte mantenendo la grafia originale (es. “wifi” e “pizza” si leggono e si scrivono invariati ma sono chiaramente dei prestiti).
Lettere dell’alfabeto italiano assenti in vietnamita
F
→ sostituita da PH
J
→ sostituita da GI
W
→ sostituita da OA
Z
→ sostituita da D
Le vocali e i modificatori di forma
Questa è la parte che sorprende di più chi si avvicina al vietnamita per la prima volta. Il sistema vocalico è molto più ricco di quello italiano: non ci sono 5 vocali ma 12 suoni vocalici di base, alcuni dei quali si ottengono aggiungendo un modificatore alla lettera di partenza.
Le 12 vocali di base del vietnamita
Vocale aperta
a
[aː]
«A» lunga e aperta, simile all’italiano
ba tre / papà
ca canzone
A breve
ă
[a]
«A» breve e tesa; dura la metà di a. Diacritico: breve
ăn mangiare
băng nastro
A chiusa
â
[ɐ]
Suono centrale breve; tra «a» e «e» schwa. Diacritico: circonflesso
tâm cuore
ân grazia
E aperta
e
[ɛ]
«E» aperta come in «petto»
em fratello/sorella minore
E chiusa
ê
[e]
«E» chiusa come in «sera». Diacritico: circonflesso
bê vitello
lê pera
I
i
[i]
«I» chiusa. Si usa in sillaba aperta e dopo consonante
im silenzioso
tin notizia
Y
y
[i]
Stesso suono di i. Si usa dopo vocale o a inizio parola
yêu amare
ay questo
O aperta
o
[ɔ]
«O» aperta come in «forte». Labiale e ampia
con figlio / animale
O chiusa
ô
[o]
«O» chiusa e arrotondata. Diacritico: circonflesso
ôm abbracciare
cô signorina
Ơ — O non arrot.
ơ
[əː]
Posteriore non arrotondata, lunga. Non esiste in italiano. Diacritico: corno
ơi ehi!
cơm riso cotto
U
u
[u]
«U» chiusa e arrotondata, simile all’italiano
cụ bisnonno
thu autunno
Ư — U non arrot.
ư
[ɯ]
Come «u» ma con le labbra distese, non arrotondate. Non esiste in italiano. Diacritico: corno
nước acqua
lựa scegliere
Le tre vocali con modificatore di forma
Tre vocali italiane (A, O, U) hanno ciascuna una versione modificata che rappresenta un suono diverso:
A → Ă e Â
- Ă (a breve): si pronuncia come una “a” più corta e leggermente più chiusa. Compare in parole come ăn (mangiare).
- Â (a con cappello): suono centralizzato, difficile da rendere in italiano. Si pronuncia con la bocca quasi chiusa. Compare in tân (nuovo).
O → Ô e Ơ
- Ô (o con cappello): “o” chiusa e arrotondata, simile all’italiano “o” in posizione tonica. Compare in bố (padre).
- Ơ (o con corno): vocale senza equivalente diretto. Si pronuncia aprendo la bocca come per dire “o” ma senza arrotondare le labbra. Compare in cơm (riso cotto).
U → Ư
- Ư (u con corno): simile a “u” ma con le labbra non arrotondate. È il suono che si ottiene provando a dire “u” sorridendo. Compare in nước (acqua).
Questi suoni sono difficili da descrivere a parole: nella nostra guida alla pronuncia vietnamita → trovi una spiegazione più approfondita con esempi.
I diacritici dei toni
Oltre ai modificatori di forma sulle vocali, il vietnamita usa un secondo tipo di segni diacritici: quelli che indicano il tono con cui va pronunciata ogni sillaba.
Il vietnamita ha sei toni. Cinque di essi si indicano con un segno diacritico sulla vocale; il sesto (tono piano) non ha segno e la vocale rimane “pulita”.
| Segno | Nome del tono | Come appare | Esempio |
|---|---|---|---|
| (nessuno) | Bằng — tono piano | ma | ma (fantasma) |
| ˋ (accento grave) | Huyền — tono discendente | mà | mà (ma, congiunzione) |
| ˊ (accento acuto) | Sắc — tono ascendente | má | má (guancia) |
| ˀ (gancio) | Hỏi — tono interrogativo | mả | mả (tomba) |
| ˜ (tilde) | Ngã — tono spezzato | mã | mã (codice) |
| ˳ (punto sotto) | Nặng — tono pesante | mạ | mạ (risaia) |
→ Per approfondire come si pronunciano questi toni, leggi la guida completa ai sei toni del vietnamita.
La conseguenza diretta di questo sistema è che una vocale modificata può portare contemporaneamente due segni diacritici: uno che ne cambia la qualità (es. la trasforma da “a” in “â”) e uno che indica il tono. Il risultato è parole come ầ, ộ, ướ — che a prima vista sembrano incomprensibili ma seguono una logica perfettamente regolare.
Le consonanti: cosa cambia rispetto all’italiano
La maggior parte delle consonanti vietnamite si pronuncia in modo simile all’italiano, ma ci sono alcune eccezioni importanti da conoscere.
Consonanti che si comportano diversamente
D e Đ (d con trattino) — Sono due lettere distinte con suoni completamente diversi. La Đ (d con trattino) è una “d” dentale e implosiva: viene prodotta con la lingua contro i denti superiori e con un leggero moto deglutitivo della glottide che le dà un suono leggermente “aspirato verso l’interno”. La D senza trattino non è affatto una “d”: al Sud si pronuncia come “y” in “yoga” (/j/), al Nord come “z” in “zanzara” (/z/). Al Nord standard, D, GI e R producono tutte lo stesso identico suono /z/ — tre lettere diverse, un suono solo. Questo spiega molti errori di ortografia caratteristici dei parlanti di Hanoi.
C e K — Entrambe si pronunciano come “k”. La scelta tra le due dipende dalla vocale che segue: C si usa davanti ad A, O, U; K si usa davanti ad E, I, Y. Non è una differenza sonora ma grafica.
G, GH e GI — G davanti ad A, O, U si pronuncia come una “g” di “gatto”, tecnicamente leggermente fricativa (senza chiusura completa). Davanti a E e I la grafia diventa GH, ma in vietnamita moderno questo suono palatalizza verso /z/, non mantiene la “g” dura come in italiano “ghetto”. GI è un digramma a sé con suono proprio: /z/ al Nord (dove si fonde con D e R) e /j/ come “y” di “yoga” al Sud. La parola già (casa) si legge “za” al Nord, “ya” al Sud.
NH — Si pronuncia come “gni” in “gnomo”: /ɲ/. Compare sia all’inizio che alla fine di sillaba. Nhà (casa) si legge approssimativamente “gnia”, nhiều (molto) “ghieu”. È un suono che gli italiani in realtà conoscono bene, ma si aspettano di vederlo scritto diversamente.
KH — È una fricativa velare sorda: /x/. Il suono più vicino in lingue che molti italiani conoscono è la “j” spagnola in “jota” o la “ch” tedesca in “Bach”. Non ha equivalente diretto in italiano. Không (no/non) si pronuncia con quella fricazione gutturale.
NG e NGH — Il suono “ng” (come il finale di “ring” in inglese) può trovarsi anche all’inizio di parola in vietnamita — cosa impossibile in italiano. È uno dei suoni più difficili per gli italofoni. NGH è la variante grafica usata davanti a E e I, ma rappresenta lo stesso suono.
PH — Si pronuncia come “f”. È un digramma stabile: phở si legge “fö”.
TH — Non è come l’inglese “th” di “the”. In vietnamita è una “t” fortemente aspirata, quasi una “t” seguita da un soffio d’aria.
TR e CH — Al Nord i due suoni convergono: TR e CH si pronunciano entrambi come una “ci” palatale (simile al suono di “ciao” ma più interno, con la lingua già posizionata come per “gni”). È per questo che i vietnamiti del Nord fanno spesso errori di ortografia tra TR e CH. Al Sud invece rimangono distinti: CH è palatale, TR è retroflessa (un suono prodotto con la lingua arricciata verso l’indietro, senza equivalente italiano).
Una curiosità: le consonanti implosive
Due consonanti vietnamite (B e Đ) sono tecnicamente implosive: vengono prodotte con un leggero moto della glottide (la valvola in fondo alla gola), che crea una sorta di deglutizione appena percettibile prima del suono vero e proprio. In italiano non esiste nulla di simile. Chi ascolta un parlante nativo spesso non coglie questa differenza consciamente, ma contribuisce al “sapore” fonico del vietnamita rispetto ad altre lingue.
Le consonanti in chiusura di sillaba
In vietnamita ogni sillaba è scritta separata dalle altre, e molte si chiudono con una consonante finale. Queste consonanti finali si comportano in modo insolito per un orecchio italiano: sono stop senza rilascio sonoro.
Quando in italiano diciamo “pac-ato”, la lingua tocca il palato per la /k/ e poi si stacca producendo il suono della vocale successiva. In vietnamita, la consonante finale tocca il punto di articolazione ma non si sgancia mai: il suono si interrompe di netto, senza rilascio udibile. È come se la sillaba venisse tagliata.
Le consonanti che funzionano così in posizione finale sono: -p, -t, -c, -ch, -nh, -ng, -m, -n. Le ultime tre (-m, -n, -ng) sono nasali e si sentono normalmente; le prime cinque producono questo effetto di chiusura brusca che è molto caratteristico dell’ascolto del vietnamita.
Le 8 consonanti (e semivocali) finali del vietnamita
Finale — c / ch
-c / -ch
[k̚] / [tɕ̚]
Stop velare non esplosivo. -ch dopo vocale anteriore (i, ê)
học studiare
ích utile
Finale — m
-m
[m̚]
Chiusura bilabiale. Le labbra si chiudono senza rilasciare suono
tôm gambero
năm cinque / anno
Finale — n / nh
-n / -nh
[n̚] / [ɲ̚]
Chiusura alveolare o palatale. -nh dopo vocale anteriore
bàn tavolo
anh fratello maggiore
Finale — ng
-ng
[ŋ̚]
Chiusura velare nasale. Molto comune; non si esprime in italiano
không no / non
đường strada
Finale — p
-p
[p̚]
Chiusura bilabiale non esplosiva. Le labbra si serrano senza emettere suono
gặp incontrare
hợp adatto
Finale — t
-t
[t̚]
Chiusura dentale non esplosiva. La lingua tocca gli alveoli ma non c’è rilascio
một uno
mắt occhio
Finale vocalica — i / y
-i / -y
[j̚]
Semivocale palatale finale; la sillaba termina con un glide verso «i»
tai orecchio
bay volare
Finale vocalica — u / o
-u / -o
[w̚]
Semivocale labiale finale; la sillaba termina arrotondando le labbra
sau dopo
vào entrare
Come si legge una parola in vietnamita
Una volta conosciuto l’alfabeto, leggere il vietnamita è più meccanico di quanto sembri. A differenza dell’inglese, dove l’ortografia è spesso imprevedibile, il quốc ngữ è quasi completamente fonetico: ogni lettera o combinazione di lettere corrisponde sempre allo stesso suono.
La struttura di una sillaba vietnamita segue questo schema:
La struttura di una sillaba vietnamita
Esempio: Việt (come in “Vietnam”)
cons. iniziale
V
nucleo vocalico
iê
cons. finale
t
tono nặng
ˬ
Prendiamo la parola “Việt” (come in Vietnam):
- Consonante iniziale: V
- Nucleo vocalico: iê (dittongo)
- Consonante finale: t
- Tono: ˊ (nặng — punto sotto la vocale principale)
Il risultato si legge approssimativamente “viet” con tono pesante e cadente.
Ogni carattere visibile (lettera, modificatore di forma, segno del tono) ha una funzione precisa. Non c’è niente di decorativo. Imparare a riconoscere questi elementi trasforma quello che sembra un testo incomprensibile in qualcosa di leggibile, anche se all’inizio la pronuncia sarà imperfetta.
Se a questo punto senti che vuoi andare oltre la semplice lettura e iniziare a studiare il vietnamita sul serio, il passo successivo è scegliere un buon manuale. Ce ne sono alcuni pensati appositamente per italiani, con esercizi, audio e spiegazioni grammaticali che partono esattamente da zero. Nella nostra guida a corsi e risorse per studiare il vietnamita → trovi una selezione ragionata dei manuali disponibili in italiano, con indicazioni su quale si adatta meglio a chi vuole prepararsi per un viaggio e a chi invece punta a una conoscenza più strutturata della lingua.
Varianti regionali nella scrittura
La scrittura ufficiale del quốc ngữ è uniforme in tutto il Vietnam. Un testo scritto si legge allo stesso modo indipendentemente da dove è stato prodotto. Le differenze regionali esistono però nella pronuncia, non nella grafia. Lo stesso testo scritto viene letto con suoni diversi a Hanoi e a Ho Chi Minh City. La D, la R, la S, la X (e in parte i toni hỏi e ngã) si pronunciano diversamente al Nord e al Sud.
Il risultato è che imparando a leggere impari un sistema unico, ma ascoltando parlanti di diverse regioni sentirai suoni diversi per le stesse lettere. Questo non è un problema di apprendimento ma una caratteristica normale di qualsiasi lingua viva.
Le differenze tra il vietnamita del nord e del sud (in pronuncia, vocabolario e registro) sono il tema della nostra guida sui dialetti regionali del vietnamita → che pubblicheremo online prossimamente.
Una nota sulla calligrafia tradizionale
Il quốc ngữ ha sostituito il chữ nôm nella scrittura quotidiana, ma la grafia tradizionale non è scomparsa del tutto. Viene ancora praticata come forma d’arte, la calligrafia vietnamita, ed è visibile durante le festività, in particolare durante il Tết quando i calligrafi di strada scrivono auguri su carta rossa in caratteri tradizionali.
Leggi il nostro approfondimento sulla calligrafia vietnamita →
Domande frequenti sull’alfabeto vietnamita
Continua a esplorare la lingua vietnamita
Ora che conosci l’alfabeto, il passo successivo è capire come funzionano concretamente i toni nella pronuncia e perché sbagliare un tono può cambiare completamente il significato di una parola.
- I sei toni del vietnamita: guida completa con esempi →
- Come funziona la pronuncia vietnamita →
- Come salutare in vietnamita: formale e informale →
- Numeri in vietnamita da 1 a 1000 →
- Guida completa alla lingua vietnamita →
- Giorni della settimana, mesi e stagioni in vietnamita →

2026: L’Anno del Cavallo
Il cavallo nella cultura vietnamita / Il Capodanno vietnamita, spiegato bene
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