La lingua vietnamita è la lingua ufficiale del Vietnam, parlata da oltre 90 milioni di persone nel paese e da numerose comunità di diaspora in tutto il mondo, Italia compresa. Per chi si prepara a un viaggio o vuole avvicinarsi alla cultura vietnamita, capire le basi di questa lingua è un investimento che ripaga da subito.

Questa guida raccoglie tutto quello che c’è da sapere: dall’alfabeto alla pronuncia, dai toni alla grammatica di base, dalle frasi utili per il viaggio alle risorse per chi vuole studiare davvero. Ogni sezione rimanda agli approfondimenti dedicati del sito.

Storia e origini della lingua vietnamita

La lingua vietnamita ha radici antichissime, con origini che risalgono a oltre duemila anni fa nella regione del delta del Fiume Rosso, nel nord dell’attuale Vietnam. Appartiene alla famiglia linguistica austroasiatica, ramo Mon-Khmer, condividendo lontane parentele con il khmer della Cambogia.

Per secoli, la scrittura vietnamita utilizzò i caratteri noti come chữ nôm.

Il periodo di dominazione cinese, durato circa un millennio (111 a.C. – 939 d.C.), ha lasciato tracce profonde nel vocabolario: molte parole di ambito colto, amministrativo e filosofico derivano dal cinese antico. Tuttavia, non ha scalfito la struttura grammaticale di fondo. Il vietnamita ha infatti mantenuto la propria identità sintattica e fonologica anche sotto la pressione culturale più intensa che il paese abbia mai vissuto.

Il sistema di scrittura utilizzato oggi per la lingua vietnamita è noto come quốc ngữ,

Per secoli la scrittura vietnamita usò i chữ nôm, caratteri derivati da quelli cinesi adattati per rappresentare i suoni vietnamiti. Era un sistema complesso, riservato all’élite colta. La svolta arrivò nel XVII secolo quando i missionari gesuiti europei, in particolare il francese Alexandre de Rhodes, svilupparono un sistema di trascrizione basato sull’alfabeto latino. Questo sistema, perfezionato nei secoli successivi, è il quốc ngữ ancora in uso oggi.

Alfabeto e sistema di scrittura vietnamita

L'alfabeto vietnamita comprende 29 lettere.

Il quốc ngữ (letteralmente “scrittura nazionale”) è il sistema in uso oggi: un alfabeto latino modificato con l’aggiunta di segni diacritici per rappresentare i suoni specifici del vietnamita e, soprattutto, i sei toni della lingua.

L’alfabeto vietnamita conta 29 lettere: 17 consonanti e 12 vocali. Rispetto all’italiano mancano f, j, w e z (compaiono solo in parole straniere), mentre si aggiungono la đ (d con tratto orizzontale) e le vocali modificate ă, â, ê, ô, ơ, ư.

Tipo Lettere Note per italofoni
Consonanti b, c, d, đ, g, h, k, l, m, n, p, q, r, s, t, v, x Alcune con pronuncia diversa dall’italiano
Vocali semplici a, e, i (y), o, u Simili all’italiano
Vocali modificate ă, â, ê, ô, ơ, ư Suoni senza equivalente italiano — richiedono pratica
Curiosità: proprio l’adozione dell’alfabeto latino rende il vietnamita più accessibile agli europei rispetto a cinese, giapponese o coreano. Con qualche ora di pratica si riesce a leggere qualsiasi parola scritta in vietnamita — anche senza capirne il significato.

I sei toni: il cuore della pronuncia

Il vietnamita è una lingua tonale: ogni sillaba porta un tono che è parte integrante del suo significato. Non si tratta di sfumature espressive: cambiare il tono cambia completamente la parola. La sillaba ma, a seconda del tono, può significare fantasma, congiunzione, tomba, cavallo, guancia o risaia.

La lingua vietnamita ha sei toni distinti, ognuno identificato da un segno diacritico sopra (o sotto) la vocale:

N. Nome Segno Descrizione Esempio Significato
Ngang — piano (nessuno) Voce piatta, tono medio ma fantasma
Huyền — grave à Discendente, voce grave ma (cong.)
Hỏi — interrogativo Scende poi risale, leggermente nasale mả tomba
Ngã — cadente ã Inizia alto, si interrompe bruscamente cavallo
Sắc — acuto á Ascendente, voce acuta e sostenuta guancia
Nặng — pesante Discendente brusco, quasi strozzato mạ risaia

Per i viaggiatori: non è necessario padroneggiare tutti i toni prima di partire. Concentrarsi sui toni delle frasi più usate (saluti, numeri, prezzi…) è sufficiente per la maggior parte delle situazioni.

Guida completa: I 6 toni del vietnamita — come funzionano e come impararli

Fonetica e pronuncia della lingua vietnamita

Oltre ai toni, la fonetica vietnamita presenta alcune peculiarità che gli italofoni devono affrontare:

  • Consonanti finali: molte sillabe terminano con una consonante (c, ch, m, n, ng, nh, p, t) che non viene pronunciata completamente, ma modifica il suono della vocale precedente.
  • La “đ”: consonante occlusiva dentale sonora. Si distingue dalla “d” normale, che al nord suona come una “z” italiana.
  • “ng” a inizio parola: suono estraneo all’italiano, simile alla “ng” finale della parola inglese “ring”. Compare in cognomi comunissimi come Nguyễn.
  • Le vocali ơ e ư: suoni arrotondati senza equivalente in italiano, simili rispettivamente alla “ö” e alla “ü” del tedesco.

Consiglio pratico: per i viaggiatori, imparare la pronuncia corretta delle vocali modificate (ơ, ư) e del segno đ è più utile che concentrarsi solo sui toni. Una pronuncia approssimativa con i toni giusti funziona meglio di una pronuncia perfetta senza toni.

Grammatica di base della lingua vietnamita

La grammatica vietnamita è, da un certo punto di vista, più semplice di quelle europee:

  • Nessuna coniugazione verbale: il verbo non cambia mai forma. Il tempo è indicato da particelle separate: đã per il passato, đang per il presente in corso, sẽ per il futuro.
  • Nessun genere grammaticale: i sostantivi non sono maschili o femminili.
  • Nessun plurale irregolare: i sostantivi non cambiano forma al plurale.
  • Ordine Soggetto–Verbo–Oggetto: come in italiano. Gli aggettivi seguono il sostantivo (nhà đỏ significa letteralmente “casa rossa”).

La complessità principale sta nei classificatori: parole che si inseriscono tra il numero e il sostantivo per indicare la categoria dell’oggetto. Con per animali, cái per oggetti, người per persone, cuốn per libri.

Italiano Vietnamita Letterale
Un cane một con chó uno [animale] cane
Tre persone ba người tre persona
Ho mangiato Tôi đã ăn Io [passato] mangiare
Mangerò Tôi sẽ ăn Io [futuro] mangiare
Casa rossa nhà đỏ casa rossa (aggettivo dopo sostantivo)

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Pronomi e gerarchia sociale

Uno degli aspetti più affascinanti, e inizialmente disorientanti, del vietnamita è il sistema dei pronomi personali. Non esiste un semplice “io” e “tu” valido in ogni contesto: il pronome da usare dipende dall’età relativa e dal tipo di relazione con l’interlocutore.

Il sistema riflette i valori confuciani di rispetto gerarchico che permeano la cultura vietnamita: usare il pronome sbagliato non è solo un errore grammaticale, è una forma di scortesia non intenzionale.

Pronome Uso Situazione tipica
tôi io (neutro/formale) Contesto professionale, sconosciuti della stessa età
em io (verso qualcuno più anziano) Studente a professore, giovane ad adulto
anh tu (uomo leggermente più anziano) Donna o giovane a uomo più anziano
chị tu (donna leggermente più anziana) Chiunque più giovane a donna anziana
bạn tu (amico, pari) Tra coetanei in contesto informale

Per i viaggiatori: usare tôi come “io” funziona in quasi tutti i contesti. Usare em quando si parla con qualcuno chiaramente più anziano sarà molto apprezzato come segno di rispetto, anche se sbagliato di un gradino gerarchico.
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Frasi utili per il viaggio

Anche solo una manciata di frasi in vietnamita cambia radicalmente l’esperienza di viaggio. I vietnamiti apprezzano moltissimo ogni tentativo di parlare la loro lingua. Anche approssimativo, anche con accento straniero.

Situazione Vietnamita Pronuncia approx.
Salutare Xin chào sin ciào
Grazie Cảm ơn càm ơn
Quanto costa? Bao nhiêu tiền? bao niêu tiền?
Troppo caro Đắt quá đắt quà
Non capisco Tôi không hiểu tôi kông hiểu
Arrivederci Tạm biệt tàm biệt

Varianti regionali: nord, centro e sud

Il vietnamita parlato a Hanoi (nord), Huế (centro) e Ho Chi Minh City (sud) presenta differenze significative di pronuncia, ma i parlanti delle diverse regioni si capiscono senza difficoltà come un milanese, un romano e un palermitano che parlano italiano.

Le differenze principali riguardano alcune consonanti: la “d” al nord suona come una “z”, al sud come una “y”. La “gi” al nord è “z”, al sud è “y”. Il tono ngã (4°) al sud spesso si fonde con il nặng (6°), riducendo di fatto i toni percepibili da sei a cinque. Il vietnamita insegnato nei corsi è generalmente basato sul dialetto settentrionale di Hanoi, considerato lo standard.

Come iniziare a studiare il vietnamita

Per chi vuole andare oltre le frasi di sopravvivenza, esistono percorsi diversi a seconda dell’obiettivo:

  • App: Duolingo (gratuito, buono per i principianti), Pimsleur (audio, ottimo per i toni), Language Transfer (gratuito, spiega la logica grammaticale), Anki (flashcard con ripetizione spaziata).
  • Manuali in italiano: Corso di lingua vietnamita di Casacchia (Hoepli) per un approccio accademico tradizionale; Vietnamese Vibes (Cafoscarina) per un manuale moderno allineato agli standard CEFR.
  • Università italiane: L’Orientale di Napoli e Ca’ Foscari di Venezia offrono corsi di vietnamita.
  • Online: Superprof per lezioni con madrelingua, VDict per il dizionario.

Guida completa: Come studiare vietnamita nel 2026 — app, corsi e risorse

Domande frequenti sulla lingua vietnamita

Quanti toni ha la lingua vietnamita?
La lingua vietnamita ha sei toni: ngang (piano), huyền (grave), hỏi (interrogativo), ngã (cadente), sắc (acuto) e nặng (pesante). Ogni tono cambia completamente il significato di una parola: la sillaba ma, a seconda del tono, può significare fantasma, congiunzione, tomba, cavallo, guancia o risaia.
Il vietnamita usa l’alfabeto latino?
Sì. Il vietnamita moderno usa il quốc ngữ, un sistema di scrittura basato sull’alfabeto latino con l’aggiunta di segni diacritici per i toni e alcune vocali speciali. L’alfabeto vietnamita conta 29 lettere. Questo lo rende molto più accessibile agli studenti europei rispetto al cinese, al giapponese o al coreano.
Il vietnamita è difficile da imparare per gli italiani?
Moderatamente difficile. I sei toni rappresentano la sfida principale, ma la grammatica è sorprendentemente semplice: nessuna coniugazione verbale, nessun genere grammaticale, nessun plurale irregolare, ordine delle parole simile all’italiano. Il FSI (Foreign Service Institute) americano classifica il vietnamita come lingua di categoria III su IV — più difficile del francese, meno del cinese.
Qual è la differenza tra il vietnamita del nord e del sud?
Le principali differenze sono di pronuncia: la “d” al nord suona come “z”, al sud come “y”. La “gi” al nord è “z”, al sud è “y”. Il tono ngã al sud si fonde spesso con il nặng. I parlanti di diverse regioni si capiscono senza difficoltà. Il vietnamita insegnato nei corsi è generalmente quello settentrionale di Hanoi.
Come si dice grazie in vietnamita?
Grazie in vietnamita si dice cảm ơn (pronuncia approssimativa: “gàm ơn”). Per un ringraziamento più enfatico: cảm ơn rất nhiều (“grazie mille”). Prego si dice không có gì (“non c’è di che”).
Dove si può studiare vietnamita in Italia?
In Italia il vietnamita si studia all’Università degli Studi di Napoli L’Orientale e all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Per lo studio autonomo sono disponibili il manuale Corso di lingua vietnamita di Casacchia (Hoepli) e il più recente Vietnamese Vibes (Cafoscarina).
Quante persone parlano il vietnamita nel mondo?
Il vietnamita è parlato da oltre 90 milioni di persone in Vietnam e da una diaspora di circa 4-5 milioni in tutto il mondo, con comunità significative in Stati Uniti, Francia, Australia, Canada, Germania e anche Italia.

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