C’è un posto nel nord del Vietnam dove le risaie non sono terrazzate ma piatte, incastonate come un tappeto verde tra montagne calcaree. Si chiama Bac Son, è un distretto della provincia di Lang Son, e la sua particolarità è proprio questa: non essere ancora diventato una tappa fissa degli itinerari turistici del Vietnam del nord, a differenza di quanto è successo a Ha Giang o a Sapa. Chi ci arriva, di solito, lo fa perché ha letto per caso qualcosa da qualche parte, non perché gliel’ha consigliato un’agenzia di viaggi.
Bac Son si trova a circa 160 chilometri da Hanoi, in direzione nord-est, non lontano dal confine con la Cina. È una valle pianeggiante di circa 700 chilometri quadrati, circondata da montagne calcaree alte fino a 1.200 metri, abitata da circa 72mila persone, in gran parte appartenenti alle minoranze etniche Tay e Nung (ne abbiamo parlato più diffusamente nel nostro approfondimento sui gruppi etnici del Vietnam). Il nome stesso, Bac Son, è entrato nei libri di archeologia: qui, tra il 1922 e gli anni successivi, sono stati scoperti decine di siti preistorici che hanno dato origine alla definizione di “cultura di Bac Son”, una delle più importanti testimonianze del Neolitico nel Sud-est asiatico. Ci torniamo più avanti, perché è una storia che vale la pena raccontare per bene.
Dove si trova Bac Son e come arrivare da Hanoi
Per raggiungere Bac Son da Hanoi ci sono sostanzialmente due modi. Il primo, più comoda, è il noleggio di un”auto privata con autista: si prende l’autostrada per Thai Nguyen e poi si sale verso le montagne, con gli ultimi 50 chilometri che sono probabilmente la parte più bella del viaggio, tra curve e panorami che si aprono all’improvviso. La seconda opzione è il bus: ce ne sono diversi che partono dalle stazioni di My Dinh, Gia Lam o Luong Yen a Hanoi e arrivano a Lang Son città, con tariffe che vanno dai 100.000 ai 170.000 dong (circa 4-6 euro). Da lì, però, Bac Son è ancora a 60 chilometri, e bisogna prendere un taxi o un motorbike taxi per l’ultimo tratto.
Va detto con chiarezza: Bac Son è ancora scarsamente servita dai trasporti pubblici. È anche per questo che resta una meta poco battuta, ed è probabilmente anche il motivo per cui, se ci arrivi, ti sembrerà di essere capitato in un posto che nessun altro straniero ha ancora scoperto.
Cosa vedere nella valle di Bac Son
Bac Son non è una singola attrazione da spuntare in un pomeriggio ma un insieme di luoghi che vale la pena vedere con calma, meglio se ci si ferma almeno due giorni pieni. Ecco una mappa ragionata di cosa cercare, dalla montagna panoramica alle grotte meno conosciute.
Il Monte Na Lay, il balcone naturale sulla valle

Il modo migliore per capire perché Bac Son vale il viaggio è salire in alto. Letteralmente. Il Monte Na Lay (a volte scritto anche Nà Lay) è una montagna calcarea di circa 600 metri sul livello del mare, proprio accanto alle risaie, raggiungibile in un paio d’ore di camminata non semplicissima ma alla portata di chiunque abbia un minimo di allenamento. In cima ci sono un vecchio ripetitore e qualche postazione panoramica: da lì si vede la vista che rende famosa Bac Son nelle fotografie, con i campi di riso disposti come tessere di un mosaico e, in mezzo, il fiume Thuong che si snoda come un nastro d’argento tra le case su palafitte della valle.
Quynh Son, il villaggio delle tegole yin-yang

Ai piedi della montagna si trova Quynh Son, il villaggio più conosciuto della valle, a circa 2 chilometri dal centro di Bac Son, oggi diventato il fulcro del turismo comunitario locale (per capire meglio come funziona questo tipo di ospitalità, vale la pena leggere anche la nostra guida su come si scelgono le homestay in Vietnam). Il villaggio conta oltre 400 case tradizionali su palafitte della minoranza Tay, tutte orientate verso sud e appoggiate con le spalle alla montagna, una disposizione che nell’architettura Tay non è casuale: protegge dai venti freddi che scendono da nord in inverno e lascia entrare la luce del mattino. Nel 2025 Quynh Son è stato inserito dall’UN Tourism, l’agenzia turistica delle Nazioni Unite, tra i migliori villaggi turistici al mondo: un riconoscimento raro per un paese di poche centinaia di famiglie, e un buon indicatore di quanto la conservazione dell’architettura tradizionale sia presa sul serio.

C’è poi un dettaglio che a Quynh Son raramente sfugge a chi guarda con attenzione i tetti delle case: sono fatti di ngói âm dương, letteralmente “tegole yin e yang”, coppie di tegole concave e convesse che si incastrano una nell’altra formando file ondulate. Il villaggio è oggi l’unico in tutta la provincia di Lang Son a conservare ancora questa lavorazione completamente artigianale, tramandata da oltre un secolo in una manciata di famiglie; è possibile chiedere di assistere alla produzione, che passa dalla modellazione dell’argilla alla cottura in forni tradizionali. Il villaggio ospita anche il tempio comunale dedicato a Quy Minh Dai Vuong, una figura venerata come protettrice del confine.
La grotta di Khuôn Bồng

Le montagne calcaree che circondano Bac Son non sono solo scenografia: nella zona di Vu Le, una delle frazioni del distretto, si trova la grotta di Khuôn Bồng, che si sviluppa per circa 10 chilometri. È uno dei punti di riferimento per chi visita la zona in cerca di grotte, ma resta poco conosciuta anche tra i viaggiatori più esperti del Vietnam del nord, e difficilmente si trova citata nelle guide in italiano.
La Valle dei Fiori di Bac Son

A pochi chilometri da Quynh Son, nel comune di Tran Yen, si trova la Thung Lũng Hoa, la Valle dei Fiori di Bac Son: oltre 20 ettari di campi coltivati a fiori, soprattutto senape gialla, che un tempo erano dedicati al mais e sono stati riconvertiti a partire dal 2017 da un’azienda turistica locale. Oggi il sito accoglie decine di migliaia di visitatori l’anno, per lo più vietnamiti in cerca dello scatto perfetto tra i colori: l’ingresso costa circa 50.000 dong, meno di 2 euro.

Attenzione però alla stagionalità: la fioritura della senape, quella che rende famoso il posto nelle fotografie, dura solo una ventina di giorni, concentrata soprattutto a dicembre. Fuori da quella finestra il campo torna a essere un semplice terreno agricolo, e diversi visitatori arrivati nel periodo sbagliato lo hanno segnalato online con una certa delusione: prima di organizzare la tappa, meglio verificare con la struttura se i fiori sono effettivamente in fiore.
Il passo di Tam Canh e i luoghi della memoria

Chi si sposta verso sud incontra il passo di Tam Canh, sulla National Highway 1B: una strada di montagna ripidissima, tra le più impervie della provincia, che fa parte del sito commemorativo della rivolta del 1940 (ne parliamo più diffusamente nel prossimo paragrafo). Vale anche una tappa il Ra Rieng, un ponte dove, secondo la tradizione locale, la milizia di Bac Son tese un’imboscata alle truppe francesi nello stesso anno.
La cultura di Bac Son: dalla preistoria alla resistenza anticoloniale
Le asce levigate della cultura Bacsoniana
Bac Son è anche uno dei riferimenti più citati nei libri di preistoria del Sud-est asiatico. Tra il 1922 e il 1925 l’archeologa francese Madeleine Colani esplorò a fondo la provincia di Lang Son e identificò 43 siti collegati a quella che oggi viene chiamata “cultura di Bac Son” (in letteratura scientifica internazionale, Bacsonian). Si tratta di una variante della più ampia cultura Hoabinhiana, diffusa in tutto il Sud-est asiatico continentale tra circa il 10.000 e il 4.000 a.C., e si distingue per un dettaglio tecnico preciso: gli utensili in pietra, soprattutto le asce, non sono solo scheggiati ma levigati sul filo. È una tecnica più raffinata, che gli archeologi considerano tra i primi segnali di un passaggio verso forme di vita più stanziali nella regione.
La rivolta di Bac Son del 1940
Bac Son è anche uno dei luoghi simbolo della resistenza vietnamita contro il colonialismo francese. Il 27 settembre 1940 qui scoppiò la cosiddetta rivolta di Bac Son, un’insurrezione armata organizzata dal Partito Comunista Indocinese contro l’amministrazione coloniale francese, che in quei mesi si trovava indebolita dall’invasione tedesca in Europa e dall’arrivo delle truppe giapponesi in Indocina. La rivolta venne repressa nel giro di poche settimane ma è considerata uno dei primi episodi della lunga strada che porterà, cinque anni dopo, all’indipendenza del Vietnam. Nel 1945, proprio sul passo di Tam Canh, i guerriglieri di Bac Son tesero un’imboscata a un reparto giapponese, uccidendo sette soldati e sottraendo loro delle armi: un episodio meno noto della vicenda, ma raccontato nella stessa area commemorativa.
Se l’aspetto storico e geologico della regione vi interessa, è utile sapere che l’intera provincia di Lang Son è entrata nel 2025 a far parte della rete dei Geoparchi Globali UNESCO, che raccontano oltre 500 milioni di anni di storia geologica attraverso fossili marini e formazioni carsiche. Ne avevamo parlato in dettaglio nel nostro articolo sui geoparchi del Vietnam: Bac Son, con le sue montagne calcaree, rientra proprio in quest’area protetta. Per chi vuole approfondire la storia della resistenza anticoloniale vietnamita anche dopo il rientro dal viaggio, in libreria si trovano diversi libri sul Vietnam che raccontano quel periodo, tra saggistica e romanzi.
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Quando andare a Bac Son: la stagione giusta per le risaie
A differenza di molte altre zone di risaie del Vietnam del nord, a Bac Son il terreno è pianeggiante, non terrazzato: una caratteristica che rende il paesaggio diverso da quello di Sapa o Mu Cang Chai, e che ha anche una conseguenza pratica. Grazie alla pianura, l’irrigazione è più semplice, e questo permette ai contadini locali di piantare il riso in due stagioni, spesso con un ritardo di due o quattro settimane rispetto ad altre zone del paese. Il risultato è che i campi non maturano tutti insieme: si vedono contemporaneamente sfumature di verde intenso (riso ancora giovane), giallo dorato (riso maturo) e marrone-rossiccio (campi appena mietuti). È proprio questa asincronia a rendere la valle di Bac Son un caso particolare anche dal punto di vista agricolo, e il periodo tra luglio e ottobre, quando il contrasto tra le tonalità è più marcato, è generalmente considerato il momento più fotogenico per visitarla (per un quadro più ampio sulle risaie in tutto il paese, la nostra guida sulle risaie del Vietnam offre altri spunti su dove e quando andare).
Dove dormire a Bac Son: le homestay di Quynh Son

La quasi totalità dell’offerta ricettiva di Bac Son è concentrata a Quynh Son, in case su palafitte gestite direttamente dalle famiglie Tay del villaggio. Non aspettatevi hotel: si dorme in stanze condivise all’interno della casa di famiglia, con la cena preparata dai padroni di casa. È lo stesso modello di turismo comunitario che si trova, con caratteristiche simili, nel vicino Parco Nazionale di Ba Be, altra destinazione della stessa area del Vietnam nord-orientale.
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Bac Son o Ha Giang? Come scegliere
Chi ha già fatto il giro dell’Ha Giang Loop (di cui abbiamo scritto qui: viaggio a Ha Giang, guida completa) troverà a Bac Son un’atmosfera molto diversa. Ha Giang è spettacolare ma inizia a essere frequentata soprattutto in alta stagione, senza tuttavia essere diventata una meta affollata. Bac Son resta un luogo dove capita di essere gli unici turisti in giro. Non ci sono i passi di montagna mozzafiato dell’estremo nord ma c’è una quiete e un’autenticità che altrove sono ormai più difficili da trovare.
Chi vuole allargare lo sguardo alla natura del Vietnam settentrionale può approfondire anche la nostra guida ai parchi nazionali del nord, che raccontano paesaggi simili in altre province della regione.
Qualche informazione pratica per organizzare il viaggio
Per chi vuole partire, qualche indicazione essenziale: la distanza da Hanoi è di circa 160 km (3-4 ore di auto); il pernottamento consigliato è in homestay a Quynh Son, il villaggio dove si concentra l’offerta ricettiva della valle. Se state organizzando un itinerario più ampio nel Vietnam del nord, vale la pena anche sfogliare una guida turistica sul Vietnam aggiornata, utile per orientarsi tra le zone meno battute come questa e incastrarle in un percorso più lungo.

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