Nel cuore di Hanoi, tra il frastuono dei motorini e i vicoli del Quartiere Vecchio, si apre un’oasi d’acqua verde smeraldo che i vietnamiti considerano il centro simbolico della loro capitale. È il lago Hoan Kiem (Hồ Hoàn Kiếm, letteralmente “lago della spada restituita”) un nome che racchiude una delle leggende più amate e più raccontate di tutto il Vietnam.
Chiunque visiti Hanoi finisce prima o poi seduto su una delle panchine che costeggiano le sue rive, magari all’alba, quando gli anziani praticano tai chi e il vapore si alza lento dall’acqua. Ma pochi turisti conoscono davvero la storia che ha dato al lago il suo nome, e il motivo per cui, ancora oggi, i vietnamiti ci tengono così tanto.
La leggenda della spada restituita

Siamo nel XV secolo. Il Vietnam è sotto il giogo della dinastia cinese dei Ming, che opprime la popolazione con tasse pesanti e un dominio spietato. Nella provincia di Thanh Hóa, un uomo chiamato Lê Lợi decide di ribellarsi, dando vita alla rivolta di Lam Sơn. All’inizio la sua rivolta è disorganizzata e mal armata: i suoi uomini vengono sconfitti più volte dalle truppe cinesi, nettamente superiori.
Secondo la leggenda, gli dèi decidono di intervenire. Un pescatore del popolo di nome Lê Thận, gettando le reti nel fiume, tira su qualcosa di pesante per ben tre volte: non è un pesce, ma una lama di spada arrugginita. Incuriosito, Lê Thận si unisce alla rivolta di Lê Lợi portando con sé quella strana lama. Tempo dopo, lo stesso Lê Lợi, in fuga tra gli alberi durante un inseguimento, nota un bagliore su un ramo: è l’elsa che completa quella lama. Quando i due pezzi si uniscono, formano una spada perfetta, che porta incisa la scritta Thuận Thiên, cioè “in armonia con il volere del cielo”.
Da quel momento la sorte della rivolta cambia. Con la spada magica in pugno, Lê Lợi non conosce più sconfitte: riorganizza l’esercito, libera il paese dall’occupazione cinese e nel 1428 si autoproclama imperatore con il nome di Lê Thái Tổ, dando inizio alla dinastia Lê, una delle più importanti e durature della storia vietnamita.
La tartaruga e la restituzione della spada
La parte più suggestiva della leggenda arriva dopo la vittoria. Un giorno, mentre l’imperatore naviga in barca sul lago allora chiamato Tả Vọng, nel cuore di Hanoi (all’epoca conosciuta come Thăng Long), dalle acque emerge una gigantesca tartaruga dorata, la Rùa Vàng. La creatura gli si rivolge e gli chiede, a nome del Re Drago del mare, di restituire la spada magica: la pace è tornata, e l’arma che serviva a scacciare l’invasore ora deve tornare al suo legittimo proprietario divino.
Lê Lợi solleva la spada verso di lei: in un attimo, la tartaruga l’afferra con le fauci e scompare sott’acqua. Da quel giorno il lago prende il nome di Hồ Hoàn Kiếm, il “lago della spada restituita”, e diventa per i vietnamiti il simbolo del passaggio dalla guerra alla pace, e del sacrificio che si trasforma in dono quando non è più necessario.
Perché questa leggenda conta ancora oggi
Non è un caso che questa storia sia probabilmente la più raccontata ai bambini vietnamiti fin da piccoli. Racchiude in poche immagini alcuni dei valori più radicati nella cultura del paese: la resistenza contro l’invasore straniero (un tema che attraversa gran parte della storia vietnamita, dal mito delle origini di Lạc Long Quân e Âu Cơ in poi), l’idea che il potere debba essere restituito quando non serve più, e un rapporto quasi sacro con la natura e con gli animali sacri, in particolare con le tartarughe, considerate in Vietnam simbolo di saggezza e longevità.
Non stupisce che al centro del lago sorga la piccola Tháp Rùa, la Torre della Tartaruga, oggi uno dei simboli più fotografati di Hanoi, costruita proprio in omaggio a questa leggenda. È una leggenda “gemella”, per certi versi, di quella del Tempio di Bạch Mã, il più antico della città, legato al cavallo bianco che tracciò il perimetro delle mura di Thăng Long: entrambe raccontano di un segno divino che guida la nascita e la difesa della capitale.
Dalla leggenda alla realtà: la vera tartaruga del lago Hoan Kiem
C’è un capitolo di questa storia che appartiene più alla cronaca recente che al mito. Per secoli gli abitanti di Hanoi hanno raccontato di aver avvistato riemergere dalle acque scure del lago un enorme esemplare di tartaruga, troppo grande per essere una specie comune. Si trattava del Rafetus swinhoei, o tartaruga gigante dal guscio molle dello Yangtze, una delle specie di rettili più rare al mondo.
L’ultimo esemplare noto del lago Hoan Kiem, soprannominato affettuosamente Cụ Rùa (“nonno tartaruga”) dagli abitanti, morì nel gennaio 2016, generando un’ondata di commozione a livello nazionale: in molti vi lessero un presagio, proprio nell’anno in cui il Vietnam attraversava importanti cambiamenti politici. Da allora la situazione della specie è precipitata ulteriormente: nel 2023 è morta anche l’ultima femmina nota, trovata nel lago Đồng Mô, sempre nella zona di Hanoi.
Secondo i dati più recenti (2024-2025), restano al mondo solo due esemplari confermati. Un maschio vive allo zoo di Suzhou, in Cina, e un individuo di sesso non determinato nel lago Xuân Khanh, sempre ad Hanoi. Un possibile terzo esemplare non ancora confermato potrebbe vivere nello stesso Đồng Mô. Il legame tra l’animale reale e la leggenda della spada restituita continua comunque ad alimentare il fascino del lago Hoan Kiem.
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Cosa vedere oggi intorno al lago Hoan Kiem
Al di là della leggenda, il lago Hoan Kiem è oggi una delle tappe imprescindibili di qualunque visita a Hanoi, e il punto di partenza ideale per esplorare la città. Non è un caso che il lago segni anche il confine simbolico tra le due anime del quartiere di Hoan Kiem: a nord il phố cổ, cioè il Quartiere Vecchio con le sue case-tubo, a sud il Quartiere Francese.
Il Quartiere Vecchio (Phố Cổ)

Subito a nord del lago si apre il Quartiere Vecchio, il labirinto di 36 strade storiche che per secoli hanno ospitato le corporazioni degli artigiani di Thăng Long. È la naturale prosecuzione di una passeggiata intorno al lago, e viceversa: la maggior parte dei visitatori arriva al lago proprio da qui.
Ognuna delle 36 strade porta ancora il nome del prodotto che vi si vendeva un tempo. Tutte iniziano con “Hàng” (merce): Hàng Bạc era la via degli argentieri, Hàng Gai quella della seta, Hàng Đường quella dello zucchero. Camminarci oggi, tra negozi moderni che hanno spesso mantenuto la stessa specializzazione dei loro antenati, è un po’ come leggere una mappa commerciale vecchia di secoli.
Il Tempio della Montagna di Giada (Đền Ngọc Sơn)

Sorge su una piccola isola nel lago ed è dedicato al generale Trần Hưng Đạo, eroe nazionale che guidò la resistenza vietnamita contro tre invasioni mongole nel corso del XIII secolo, e a Văn Xương, divinità protettrice della letteratura e del successo negli esami. Vi si accede attraverso l’iconico ponte rosso Cầu Thê Húc, uno dei ponti più iconici del Vietnam e uno dei soggetti più fotografati della città, particolarmente suggestivo al tramonto quando si riflette sull’acqua.
- Orari: 7:00–18:00 circa
- Costo: 30.000 VND
- Tempo di visita consigliato: 30–45 minuti
All’interno del tempio sono conservati, in due teche di vetro, gli esemplari imbalsamati di due tartarughe giganti del lago: una trovata morta nel 1967 e l’altra, la celebre Cụ Rùa, morta nel 2016. Per prepararla, l’Accademia vietnamita delle scienze ha lavorato con esperti tedeschi usando una tecnica di plastinazione, la stessa impiegata per le mostre anatomiche museali. Vederle da vicino rende la leggenda improvvisamente molto concreta.
La Torre della Tartaruga (Tháp Rùa)

Piccola costruzione su un isolotto al centro del lago, non visitabile dall’interno ma splendida da ammirare, soprattutto di sera quando viene illuminata.
La torre, costruita nel 1886, non nasce affatto come monumento alla leggenda. Fu voluta da un intermediario locale dell’amministrazione coloniale francese, un certo Bá hộ Kim, convinto che l’isolotto fosse un punto di feng shui vietnamita perfetto: il suo vero scopo era seppellirvi in segreto le spoglie del padre, per portare fortuna alla propria famiglia. Il progetto originale, dicono le fonti vietnamite, non andò mai a buon fine, ma la torre rimase, e nel tempo iniziò a essere chiamata da tutti Tháp Rùa, in omaggio alla leggenda della spada, il nome era già in uso entro il 1890, quando sulla sua sommità troneggiò per alcuni anni perfino una piccola replica della Statua della Libertà, che i locali soprannominarono con affetto “Đầm Xòe” prima che venisse rimossa nel 1896.
Piazza e giardino Lý Thái Tổ

Sulla sponda orientale del lago si apre questa piazza, dominata dalla statua in bronzo (32 tonnellate, oltre 10 metri di altezza) dell’imperatore Lý Thái Tổ, il fondatore di Thăng Long nel 1010, inaugurata nel 2004 per i 50 anni dalla liberazione di Hanoi. È il luogo dove la città celebra le grandi occasioni pubbliche, dal conto alla rovescia di Capodanno alle feste nazionali.
Non fatevi confondere dai nomi molto simili. Sulla sponda occidentale del lago, all’altezza di via Đinh Tiên Hoàng, c’è un’altra statua reale, più antica (risale al 1894): quella di Lê Thái Tổ, cioè Lê Lợi in persona, il protagonista della leggenda della spada restituita. Due sovrani diversi, distanti quasi cinque secoli l’uno dall’altro, con un titolo praticamente identico. Capita spesso che i visitatori li scambino.
Il Quartiere Francese (Khu phố Tây) e via Tràng Tiền

A sud e sud-est del lago si estende il Quartiere Francese, con i suoi larghi viali alberati, gli edifici coloniali e un’atmosfera più ordinata rispetto al caos del Quartiere Vecchio. L’asse principale è via Tràng Tiền, che dal lago conduce dritta al Teatro dell’Opera di Hanoi: qui si affacciano boutique, gallerie d’arte e il celebre gelato Tràng Tiền.

La gelateria Kem Tràng Tiền esiste dal 1958, ha sede allo stesso indirizzo (il civico 35) da oltre sessant’anni, e resta talmente radicata nell’identità cittadina che circola un detto informale secondo cui non si può dire di essere davvero di Hanoi senza averci mangiato un gelato almeno una volta. Non aspettatevi tavolini: si mangia in piedi, sul marciapiede, tra i motorini parcheggiati: è parte dell’esperienza.
Casa Italia

Poco distante dalla piazza, dietro il parco di Lý Thái Tổ, si trova Casa Italia: l’ex residenza dell’ambasciatore italiano, oggi sede del Centro di promozione della cultura italiana ad Hanoi, proprio di fronte all’Ambasciata d’Italia. È un luogo che vale una sosta non tanto per la sua storia in sé, quanto per quello che racconta: è qui che l’Italia sceglie di presentarsi al Vietnam, tra i marchi del made in Italy, eventi culturali e un bar-ristorante che porta la cucina italiana nel cuore di Hanoi. Per un visitatore italiano può essere curioso vedere quali aspetti del proprio paese vengono scelti per rappresentarlo all’estero.
Il lago Hoan Kiem durante la Festa di Metà Autunno

Se vi capita di essere ad Hanoi in autunno, intorno al quindicesimo giorno dell’ottavo mese lunare, il lago Hoan Kiem si trasforma. In occasione del Tết Trung Thu, la Festa di Metà Autunno, la via pedonale che costeggia il lago si riempie di danze del leone e del drago, giochi popolari e bancarelle che vendono anche i tradizionali bánh trung thu, le torte lunari. Il vero cuore del mercato di lanterne e giocattoli resta comunque il Quartiere Vecchio, in particolare le vie Hàng Mã e Lương Văn Can, a pochi passi dal lago: è lì che conviene andare per la scelta più ampia. In entrambi i casi, è uno dei momenti dell’anno in cui il lago, da luogo di quiete mattutina, diventa il cuore pulsante della festa più amata dai bambini vietnamiti.
Domande frequenti sul lago Hoan Kiem
Il nome deriva dalla leggenda secondo cui l’imperatore Lê Lợi, dopo aver liberato il Vietnam dall’occupazione cinese grazie a una spada magica, la restituì a una tartaruga gigante emersa dal lago, inviata dal Re Drago per riprendersi l’arma ora che la pace era tornata.
Sì, passeggiare intorno al lago è gratuito. Si paga solo un piccolo biglietto d’ingresso (30.000 VND) per visitare il Tempio della Montagna di Giada sull’isola.
Tra passeggiata e visita al tempio, si può dedicare un’oretta, ma è anche un luogo che vale la pena vivere con calma più volte durante il soggiorno a Hanoi, in orari diversi della giornata.
L’ultimo esemplare noto di Rafetus swinhoei del lago Hoàn Kiếm, Cụ Rùa, è morto nel 2016. Oggi la specie è tra le più a rischio di estinzione al mondo, ma il legame simbolico tra la tartaruga e il lago resta vivissimo nella cultura vietnamita.
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Qualche suggerimento in più sul lago Hoan Kiem e su Hanoi

Se questa leggenda vi ha incuriosito, il Vietnam ha un patrimonio di miti e racconti fantastici molto più vasto. In italiano si può partire da Viêt Nam. Miti e racconti, a cura di Alessandra Chiricosta e Maurizio Gatti (O Barra O Edizioni), una selezione di miti e leggende della tradizione orale vietnamita che spazia dalla fondazione del regno dei Việt alle storie di eroi ed eroine, fino al simbolismo dei cibi tradizionali. Sullo stesso filone si muovono due raccolte pubblicate da Anteo Edizioni e curate da Sandra Scagliotti: Il corvo e il pavone, che raccoglie proprio la leggenda della spada restituita insieme ad altre narrazioni popolari, e il suo seguito Il granchio di sabbia e la pietra colpevole.
Per organizzare la visita ad Hanoi nel dettaglio, date un’occhiata alla nostra selezione di guide di viaggio sul Vietnam aggiornate e, se volete conoscere meglio storia, cultura e tradizioni del paese prima di partire, trovate altri spunti tra i libri sul Vietnam consigliati. Chi preferisce invece lasciarsi trasportare dalla narrativa può scoprire i romanzi e i libri ambientati a Hanoi nella nostra guida completa sulla città.

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