Se avete già viaggiato in Vietnam, vi sarà capitato di notare una cosa: gli stessi nomi delle strade tornano, identici, in città anche molto lontane tra loro. C’è una via Lê Lợi a Ho Chi Minh City, una a Hué e una a Da Nang. Lo stesso vale per Trần Hưng Đạo, per Nguyễn Huệ, per Hai Bà Trưng. Non è un caso, e non è nemmeno una questione di scarsa fantasia da parte degli urbanisti vietnamiti: dietro i nomi delle strade in Vietnam c’è un sistema preciso, quasi un piccolo manuale di storia nazionale scritto sui cartelli blu e verdi agli angoli degli incroci.

Capire il sistema dei nomi delle strade in Vietnam aiuta a orientarsi, ma soprattutto cambia il modo di guardare una città vietnamita. Ogni via, di fatto, racconta qualcosa: una battaglia, un poeta, una corporazione di artigiani, un evento. In questa guida proviamo a fare un elenco più ampio possibile dei nomi che si incontrano più spesso, spiegando sinteticamente chi erano le persone a cui sono dedicati.

Perché i nomi delle strade in Vietnam si ripetono in ogni città

in foto: l’incrocio tra via Phạm Hồng Thái e via Lê Lợi a Hue

La spiegazione è semplice: in Vietnam le strade principali attingono a un repertorio condiviso di figure e date che appartengono alla storia di tutto il paese. È lo stesso motivo per cui in Italia esistono centinaia di vie Roma, vie Garibaldi o Mazzini: la toponomastica diventa uno strumento di identità nazionale.

In Vietnam questo fenomeno è particolarmente marcato perché riguarda quasi esclusivamente tre categorie: i sovrani e i condottieri che nei secoli hanno combattuto contro le invasioni straniere (soprattutto quelle cinesi, ripetute per un paio di millenni), i rivoluzionari e i martiri della lotta anticoloniale del Novecento, e le date o gli eventi legati alla fondazione del Vietnam moderno, dalla dichiarazione d’indipendenza del 1945 alla riunificazione del 1975. Il risultato è che percorrendo una qualsiasi via Trần Hưng Đạo (che sia a Hanoi, a Hué o a Can Tho) si sta letteralmente attraversando la stessa pagina di storia, solo in un’altra città.

Le 36 strade di Hanoi, quando il nome era anche il mestiere

cartelli stradali con i nomi delle strade del Quartiere Vecchio di Hanoi in Vietnam
in foto: cartelli stradali con i nomi delle strade del Quartiere Vecchio di Hanoi

C’è un’eccezione importante a questa regola, ed è il Quartiere Vecchio di Hanoi, noto anche come le “36 strade” (in vietnamita Hà Nội 36 phố phường). Qui i nomi non vengono da eroi o battaglie ma dal commercio: nel XV secolo ogni via ospitava una corporazione artigiana diversa, e la via prendeva il nome dalla merce che vi si vendeva. Il prefisso hàng significa più o meno “merce”, seguito dal prodotto: Hàng Bạc è la via dell’argento, Hàng Gai quella della seta e della canapa, Hàng Mã quella degli oggetti di carta per le cerimonie buddiste, Hàng Quạt quella dei ventagli e degli articoli per i templi.

La cosa che colpisce, e che vale la pena raccontare quando si passeggia in quella zona (la guida completa a Hanoi e la lista delle cose da vedere in città partono proprio da qui), è che molte di quelle vie hanno mantenuto una vocazione simile a quella originaria, anche a distanza di sei secoli: in Hang Gai si trovano ancora negozi di seta e sartorie, mentre altre hanno cambiato completamente merce mantenendo però il vecchio nome, diventato ormai solo un’etichetta storica.

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Gli eroi e le epoche che danno il nome alle strade in Vietnam

Tornando alle vie “normali”, quelle che si ripetono da nord a sud, la lista dei nomi ricorrenti è piuttosto lunga. Vale la pena ripercorrerla per intero, perché è probabilmente la sequenza di nomi propri più ripetuta tra le strade in Vietnam.

Le origini leggendarie e la prima indipendenza

cartelli stradali con i nomi delle strade dedicate ai fondatori del Vietnam
in foto: via Hùng Vương a Da Nang

Si parte dalla leggenda: gli Hùng Vương sono i mitici re fondatori del popolo Lac Viet, considerati gli antenati di tutti i vietnamiti, e danno il nome a viali e piazze in praticamente ogni città. An Dương Vương è il sovrano che, secondo la tradizione storica, nel 257 avanti Cristo spodestò l’ultimo degli Hung Vuong.

Poi arriva il lungo periodo della dominazione cinese, e con esso i primi grandi eroi della resistenza. Le sorelle Hai Bà Trưng guidarono una rivolta contro l’occupazione degli Han nel I secolo dopo Cristo: sconfitte, si tolsero la vita gettandosi in un fiume piuttosto che arrendersi. Due secoli dopo tocca a Bà Triệu (Triệu Thị Trinh), una giovane combattente che, secondo la tradizione, guidò a cavallo di un elefante una rivolta contro i governatori cinesi del regno di Wu, prima di morire nel 248.

Nel X secolo Ngô Quyền mette fine a un millennio di dominazione cinese grazie a una tattica diventata leggendaria: pali appuntiti piantati sul fondo del fiume Bạch Đằng, che impalarono le navi nemiche. Poco dopo Đinh Tiên Hoàng unifica il paese e diventa il primo imperatore di un Vietnam indipendente, mentre Lý Thái Tổ, fondatore della dinastia Ly, nel 1010 sposta la capitale nell’attuale Hanoi, allora ribattezzata Thang Long (“drago che ascende”).

Dai Song ai Mongoli, fino alla liberazione dai Ming

Nell’XI secolo il generale Lý Thường Kiệt respinge un’invasione cinese della dinastia Song: gli viene tradizionalmente attribuita la composizione di Nam quốc sơn hà, un componimento che oggi molti storici vietnamiti considerano la prima “dichiarazione d’indipendenza” del paese, anche se la sua autorship resta oggetto di dibattito accademico.

Via Tran Hung Dao nei pressi della stazione di Hanoi, tra i nomi delle strade in Vietnam

Nel XIII secolo il nome più importante è quello di Trần Hưng Đạo, il generale che nel 1288 sconfisse un esercito mongolo proprio sul fiume Bạch Đằng, riprendendo la tattica di Ngo Quyen: è uno dei nomi più diffusi in tutto il paese, e a Hanoi la via a lui dedicata costeggia la stazione ferroviaria della capitale, all’angolo con via Le Duan. Al suo fianco, come genero e come comandante, combatté Phạm Ngũ Lão, che dopo la vittoria di Bach Dang tese un’imboscata alle truppe mongole in ritirata: gli è dedicata una via nel centro di Hanoi, ma per chi viaggia in Vietnam il suo nome è probabilmente più familiare come quello della via di Ho Chi Minh City intorno a cui si concentra il quartiere dei backpacker.

Via Pham Ngu Lao a Ho Chi Minh City, uno dei nomi delle strade in Vietnam dedicati agli eroi della battaglia di Bach Dang
in foto: via Pham Ngu Lao a Ho Chi Minh City, uno dei nomi delle strade in Vietnam dedicati agli eroi della battaglia di Bach Dang.

Nel Quattrocento Lê Lợi guida la rivolta che nel 1428 libera il paese dall’occupazione della dinastia cinese dei Ming e fonda la dinastia Le; il suo generale più fidato, Lê Lai, è ricordato per essersi finto Le Loi durante un assedio del 1418, indossandone l’armatura per attirare su di sé l’attacco nemico e permettere al vero sovrano di fuggire: un sacrificio che gli costò la vita. Un altro nome che ricorre spesso in questo periodo è Nguyễn Trãi, generale e consigliere di Le Loi, a cui l’imperatore affidò la stesura del proclama che annunciò al paese la vittoria contro i Ming.

Dal Settecento alla resistenza anticoloniale

Vale la pena ricordare due nomi legati al lungo periodo della dinastia Le: Lê Thánh Tông, considerato il più grande dei sovrani Le, che tra il 1460 e il 1497 riorganizzò l’amministrazione del paese e ne estese i confini verso sud, e Nguyễn Bỉnh Khiêm, funzionario, poeta e consigliere del XVI secolo passato alla storia come profeta: le sue previsioni in versi sono ancora oggi citate in Vietnam, e gli è dedicata una via nella maggior parte delle città.

Nel Settecento arriva Nguyễn Huệ, conosciuto anche con il nome imperiale di Quang Trung, celebre per aver respinto un’invasione dell’esercito Qing nel 1789. Nello stesso periodo si distingue Bùi Thị Xuân, una delle poche generalesse della storia vietnamita, che comandò le truppe della dinastia Tay Son.

Con l’Ottocento e la colonizzazione francese arrivano i nomi della resistenza anticoloniale: il poeta Nguyễn Đình Chiểu, reso cieco da una malattia in gioventù, che con i suoi versi in lingua vietnamita alimentò il sentimento patriottico contro i francesi; Phan Đình Phùng, che tra il 1885 e il 1896 guidò il movimento Can Vuong, una delle prime resistenze armate organizzate contro i francesi, e più tardi, già nel Novecento, Phan Bội Châu e Phan Châu Trinh, due intellettuali che scelsero strade diverse per lo stesso obiettivo dell’indipendenza: il primo più orientato alla lotta armata, il secondo convinto che si potesse ottenere l’emancipazione del paese anche attraverso le riforme. Nguyễn Thái Học guidò invece la rivolta di Yen Bai del 1930 e fu giustiziato dai francesi insieme ad altri dodici compagni.

Il Novecento della lotta comunista

Infine, il Novecento più recente porta i nomi legati alla lotta comunista e alla fondazione della Repubblica: Trần Phú, primo segretario generale del Partito Comunista Indocinese, morto in carcere nel 1931 a soli ventisette anni per le torture subite dopo l’arresto. Nguyễn Thị Minh Khai, rivoluzionaria giustiziata dai francesi e diventata una delle eroine nazionali più celebrate. Võ Thị Sáu, arrestata adolescente per un attacco contro le forze francesi e giustiziata a Con Dao poco prima dei vent’anni. Lý Tự Trọng, arrestato e giustiziato a soli diciassette anni. Tôn Đức Thắng, secondo presidente del Vietnam dopo Ho Chi Minh. Lê Duẩn, tra i principali dirigenti del Partito Comunista negli anni della guerra e della riunificazione. A questi si aggiunge un nome che con la politica non c’entra nulla: Nguyễn Du, il poeta a cavallo tra Settecento e Ottocento autore de La storia di Kieu (Truyện Kiều), considerato il capolavoro della letteratura vietnamita.

Gli eventi storici, le date e qualche nome straniero

Non tutte le vie prendono il nome da una persona. Điện Biên Phủ ricorda l’assedio del 1954 che pose fine al dominio coloniale francese in Indocina. Đồng Khởi (“sollevazione generale”) è il nome del movimento che tra la fine del 1959 e il 1960 fece insorgere le campagne del delta del Mekong contro il governo del Vietnam del Sud, portando alla nascita del Fronte di Liberazione Nazionale. Anche una semplice data può diventare il nome di una via: Ba Tháng Hai, il 3 febbraio, è il giorno del 1930 in cui a Hong Kong nacque il Partito Comunista del Vietnam.

Chiudono l’elenco tre nomi stranieri, gli unici sopravvissuti quasi ovunque all’epurazione dei toponimi coloniali: Pasteur, Calmette e Yersin, i medici e ricercatori francesi legati alla lotta contro le malattie infettive (Yersin, in particolare, è ricordato anche per aver contribuito alla fondazione della città di Da Lat).

Come sono cambiati i nomi delle strade dopo il 1975

Il sistema di toponomastica vietnamita che vediamo oggi è il risultato di almeno tre grandi ondate di ridenominazioni. La prima avvenne nel 1945, quando le amministrazioni locali sostituirono i nomi coloniali francesi con quelli di figure ed eventi vietnamiti. La seconda, più silenziosa, riguardò il Vietnam del Nord negli anni Cinquanta. La terza, la più visibile per chi visita oggi Ho Chi Minh City, arrivò dopo il 30 aprile 1975, con la riunificazione del paese: molte vie della vecchia Saigon dedicate a figure legate al governo del Vietnam del Sud vennero rinominate in onore di eroi rivoluzionari o di eventi della lotta di liberazione.

Qualche esempio concreto aiuta a capire la portata del cambiamento. La centralissima Lê Văn Duyệt, dedicata a un generale e alto funzionario della dinastia Nguyen che governò il sud del Vietnam nel primo Ottocento, diventò Cách Mạng Tháng Tám (Rivoluzione di Agosto, in onore dei moti del 1945). Hồng Thập Tự (Croce Rossa) prese il nome di Nguyễn Thị Minh Khai, la rivoluzionaria citata poco sopra. Công Lý (Giustizia), il viale che portava dritto all’ex Palazzo Presidenziale del Vietnam del Sud, oggi Palazzo dell’Indipendenza, diventò Nam Kỳ Khởi Nghĩa, in memoria della rivolta del sud del 1940. Un caso citato spesso dagli storici locali, tra cui il ricercatore Tim Doling, è quello di Hai Bà Trưng, che nel corso di un secolo ha cambiato nome più volte prima di stabilizzarsi su quello attuale.

Percorrendo alcune delle vie centrali di Ho Chi Minh City si attraversa in pratica una linea del tempo: si parte dai sovrani leggendari, si passa per i condottieri anti-cinesi, fino ad arrivare, avvicinandosi al centro, ai nomi più recenti legati all’indipendenza del Novecento. Anche l’organizzazione amministrativa della città, del resto, è cambiata di recente: dal 2025 Ho Chi Minh City ha abolito il sistema dei distretti numerati a favore delle nuove circoscrizioni, una trasformazione raccontata nella nostra guida ai quartieri di Ho Chi Minh City.

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Leggere un indirizzo con i nomi delle strade in Vietnam: civici, hẻm e ngõ

C’è un secondo livello di complessità, questa volta non storico ma pratico, ed è quello degli indirizzi. Chi ha provato a farsi recapitare qualcosa in Vietnam, o anche solo a indicare un ristorante a un tassista, avrà notato indirizzi come “123/45 Hai Bà Trưng”. Quella barra non è un errore di battitura: indica che l’edificio si trova dentro un vicolo (chiamato hẻm al sud e ngõ al nord) che si stacca dalla strada principale. Il numero prima della barra è quello del vicolo, quello dopo è il civico vero e proprio. Nei casi più estremi, soprattutto a Ho Chi Minh City, si possono trovare indirizzi con due o tre barre, per vicoli che si diramano da altri vicoli.

Un’altra convenzione, valida quasi ovunque nel paese, è quella dei numeri pari su un lato della strada e dispari sull’altro, la stessa che si usa in gran parte d’Europa. Nei centri storici più antichi, però, decenni di ampliamenti e suddivisioni degli edifici hanno reso la sequenza meno affidabile di quanto si vorrebbe, ed è comune imbattersi in lettere aggiuntive (12A, 12B) per distinguere case che condividono lo stesso numero civico. Anche per questo, se si visita la capitale, un’occhiata alla mappa dei quartieri di Hanoi prima di uscire dall’hotel non è mai tempo perso.

Una passeggiata tra i nomi delle strade di Hanoi e Ho Chi Minh City

molo Bach Dang Wharf Park a Ho Chi Minh City con statua di tran hung dao
in foto: il molo Bach Dang di Ho Chi Minh City con statua di Trần Hưng Đạo

Tutto questo diventa concreto appena si comincia a camminare. A Hanoi, intorno al lago Hoan Kiem, si passa in pochi minuti da Đinh Tiên Hoàng a Hàng Đào, già nel cuore del quartiere delle corporazioni. Poco più a sud, la stazione ferroviaria della capitale (quella da cui parte il treno della Riunificazione) si trova al 120 di via Lê Duẩn, proprio all’angolo con Trần Hưng Đạo. A Ho Chi Minh City, la stessa cosa succede scendendo lungo Lê Lợi fino al mercato di Ben Thanh, all’incrocio con Hàm Nghi e Trần Hưng Đạo: tre nomi, tre epoche diverse della storia vietnamita concentrate in un solo isolato. E se non si vuole camminare, il tratto sotterraneo della nuova metropolitana di Ho Chi Minh City, quello che collega la stazione di Ben Thanh alla fermata del Teatro dell’Opera, corre proprio sotto via Le Loi prima di proseguire fino alla stazione di Ba Son: qui, sul lungofiume chiamato Bach Dang Wharf, si trova anche una grande statua di Tran Hung Dao, perché il nome della banchina non è casuale ma richiama proprio le battaglie sul fiume Bach Dang di cui si è parlato più sopra.

Il collegamento tra nome e luogo non riguarda solo le due metropoli. A Hoi An, la via principale del centro storico patrimonio Unesco si chiama Trần Phú, mentre la passeggiata sul fiume Thu Bon, con ristoranti e mercato, è ancora una volta Bạch Đằng: la stessa battaglia, a centinaia di chilometri di distanza dal fiume che le ha dato il nome.

Non serve essere appassionati di storia per accorgersene: basta alzare lo sguardo dal telefono, per una volta, e leggere i cartelli. I nomi delle strade in Vietnam raccontano sempre qualcosa.

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