A circa quattro ore di macchina da Hanoi, nella provincia di Thanh Hoa, c’è una zona di montagne calcaree e risaie terrazzate che si chiama Pu Luong. Il nome viene dalla lingua thai e significa più o meno “la montagna più alta della zona”, per via dei quasi 1.700 metri di altitudine di alcune sue cime. Rispetto a Sapa, che si trova qualche centinaio di chilometri più a nord ed è ormai una delle mete più frequentate del paese, Pu Luong è rimasta più defilata: meno collegamenti, meno strutture, meno persone in giro. Per chi cerca il Vietnam rurale senza il traffico dei tour organizzati in pullman, è probabilmente una delle zone più convincenti di tutto il nord del paese.
Pu Luong è una riserva naturale (in vietnamita khu bảo tồn thiên nhiên, che si potrebbe tradurre con “area di conservazione della natura”). Circa 17.600 ettari di territorio, divisi tra i distretti di Ba Thuoc e Quan Hoa, comprendono foreste, campi coltivati e diversi villaggi abitati stabilmente all’interno dei confini protetti.
Cos’è la riserva naturale di Pu Luong

Il territorio di Pu Luong si distende tra due catene montuose parallele, separate da una valle centrale dove si concentrano i villaggi e i terreni agricoli. Da un lato ci sono colline di rocce ignee e metamorfiche, più dolci e arrotondate; dall’altro una lunga dorsale calcarea, la stessa formazione geologica che prosegue fino al parco nazionale di Cuc Phuong. Sono proprio queste rocce calcaree (il termine tecnico è carsismo, o karst in inglese) a creare grotte, pareti a strapiombo e quel paesaggio a “denti di sega” che si vede in molte foto della zona.
Da un punto di vista naturalistico, Pu Luong non è un posto qualunque. Un censimento ornitologico condotto tra il 2015 e il 2018 e pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Advanced Biotechnology and Experimental Therapeutics, consultabile qui, ha portato a 252 il numero di specie di uccelli documentate nella riserva, alcune delle quali classificate come “vulnerabili” o “quasi minacciate” dall’IUCN. La riserva ospita anche una popolazione del langur di Delacour (Trachypithecus delacouri), un primate endemico del Vietnam centro-settentrionale che l’IUCN, l’Unione internazionale per la conservazione della natura, classifica come “in pericolo critico di estinzione”. È una delle poche aree protette del paese in cui la specie è ancora presente, anche se, come per le altre popolazioni rimaste, si tratta di numeri ridotti (le stime complessive sulla specie, secondo le fonti scientifiche più recenti, oscillano nel tempo tra poche centinaia di esemplari in tutto il Vietnam).
Dove si trova Pu Luong e come arrivarci da Hanoi
Pu Luong si trova a una distanza compresa tra i 160 e i 170 chilometri da Hanoi, a seconda del percorso scelto e del villaggio di destinazione. Non esiste un treno diretto, e i collegamenti in autobus pubblico sono pochi e non sempre affidabili: la maggior parte dei bus che partono dai terminal di Giap Bat o My Dinh arriva solo fino alla cittadina di Ba Thuoc, da cui servono ancora una ventina di chilometri in moto-taxi per raggiungere la riserva vera e propria.
Le due opzioni più comuni restano quindi l’auto privata con autista (circa 4 ore di viaggio) o la moto a noleggio, per chi ha già guidato in Vietnam e non si spaventa per le curve di montagna. Ci sono sostanzialmente tre itinerari stradali: quello che passa per Mai Chau, il più battuto e forse il più comodo perché permette di spezzare il viaggio in questa valle abitata dai Thai Bianchi; quello che segue in parte la storica Ho Chi Minh Trail, più lungo ma con meno traffico; e un terzo percorso, via Tan Lac, più corto ma con una segnaletica meno chiara, per cui conviene avere una mappa offline o il gps sempre acceso.
Proprio per questo tipo di dettagli (percorsi alternativi, distanze) una guida cartacea aggiornata resta uno strumento utile da avere con sé, soprattutto in una zona con poca copertura di rete come questa. Nella nostra selezione delle guide turistiche sul Vietnam trovate i titoli più recenti, comodi da consultare anche offline mentre si organizza il resto dell’itinerario nel nord del paese.
Quando andare a Pu Luong: le stagioni del riso
Come per gran parte del nord del Vietnam, anche a Pu Luong il periodo migliore per partire dipende soprattutto da cosa si vuole vedere nelle risaie, argomento su cui abbiamo scritto una guida più ampia. Tra maggio e giugno inizia la stagione della semina: i campi vengono allagati e per qualche settimana diventano enormi specchi che riflettono il cielo e le montagne intorno, prima di riempirsi del verde intenso dei germogli. Tra settembre e ottobre, invece, il riso matura e i terrazzamenti si tingono di un giallo dorato, pronti per il raccolto: è probabilmente il periodo più fotografato, ma anche quello in cui si incontrano più visitatori nei weekend.
Il clima, in generale, è più fresco che altrove nel nord del Vietnam grazie all’altitudine: anche in piena estate le temperature restano piuttosto sopportabili. Vale comunque la pena portare con sé qualcosa di più pesante per le sere e per la stagione invernale, come per la maggior parte delle zone di montagna del Vietnam del Nord.
I villaggi di Pu Luong e le etnie Thai e Muong

Dentro i confini della riserva vivono soprattutto due gruppi etnici: i Thai (nella loro doppia declinazione di Thai Bianchi e Thai Neri) e i Muong. Sono due delle 54 minoranze etniche riconosciute ufficialmente dal governo vietnamita, un tema su cui abbiamo scritto una guida a parte per chi vuole capirci qualcosa in più prima di partire. Qui vivono ancora, in gran parte, di agricoltura: bufali nei campi, riso raccolto a mano, terrazzamenti scolpiti nei pendii nel corso di generazioni.

Chi si affaccia per la prima volta a queste comunità di montagna, e si chiede perché si siano insediate proprio qui, in zone difficili da raggiungere e lontane dalle pianure, troverà molte risposte in L’arte di non essere governati, il saggio di James C. Scott pubblicato in Italia da Einaudi. Scott ricostruisce la storia di Zomia, il vasto altopiano che attraversa Vietnam, Laos, Cina e altri paesi del Sud-est asiatico, e racconta come per secoli le popolazioni di queste montagne abbiano scelto deliberatamente l’altitudine e l’isolamento per restare fuori dal controllo degli stati delle pianure. È una lettura che aiuta a guardare ai villaggi Thai e Muong di Pu Luong con occhi diversi da quelli del semplice paesaggio da cartolina. Lo trovate, insieme ad altri titoli sul paese, nella nostra raccolta di libri sul Vietnam.

Tra i villaggi più conosciuti c’è Ban Don, uno dei centri abitati principali dell’etnia Thai, con le tipiche case su palafitte circondate da risaie. Più isolato, immerso nella valle, c’è Kho Muong, raggiungibile solo con una strada tortuosa tra scogliere e campi verdi, e famoso anche per una grotta calcarea (la Hang Doi, letteralmente “grotta dei pipistrelli”) che si stima abbia circa 250 milioni di anni. Poi c’è Ban Hieu, che deve la sua fama alla cascata omonima.
Un’esperienza che vale la pena inserire in un itinerario, se capita nei giorni giusti, è il mercato di Pho Doan, attivo solo il giovedì e la domenica: bancarelle di verdure, tessuti tradizionali, prodotti artigianali, e ancora oggi qualche scambio fatto a baratto invece che in contanti. È uno di quei posti dove, semplicemente camminando tra i banchi, si capisce meglio la vita quotidiana della zona di quanto farebbe qualunque spiegazione.
TuttoVietnam sul tuo smartphone
Inizia a seguirci ora per ricevere i contenuti pubblicati su TuttoVietnam direttamente sul tuo cellulare
Cosa fare a Pu Luong: trekking, cascate e ruote d’acqua

Il modo più naturale di vivere Pu Luong è a piedi o in bicicletta, muovendosi tra un villaggio e l’altro lungo sentieri che attraversano risaie e piccoli boschi. Non servono trekking estremi: la maggior parte dei percorsi è alla portata di chi ha una discreta forma fisica, anche se per le zone più remote una guida locale resta consigliata: aiuta a non perdersi e, allo stesso tempo, è un modo diretto per far arrivare qualche soldo alle famiglie del posto (chi vuole approfondire il tema della sostenibilità dei tour in queste zone può leggere la nostra guida su come scegliere un tour operator etico in Vietnam).
La tappa più fotografata resta probabilmente la cascata di Hieu (Thac Hieu), che scende su più livelli fino a formare alcune piscine naturali dove è possibile fare il bagno: l’acqua è piuttosto fresca d’estate, meno gelida in inverno di quanto ci si aspetterebbe. Poco distante, nella zona conosciuta anche come Lang Tom o Suoi Cham, si trovano le grandi ruote d’acqua in bambù usate ancora oggi per irrigare i campi: un sistema tradizionale che ha secoli di storia alle spalle e che continua a funzionare, senza essere stato trasformato in una semplice attrazione per turisti. Chi vuole un’esperienza più tranquilla può anche provare il bamboo rafting, una discesa in zattera di bambù lungo il torrente Cham, tra risaie e boschi.
Dove dormire a Pu Luong: homestay ed eco-lodge

L’offerta di alloggi nella zona si divide grosso modo in due categorie. Da un lato ci sono gli homestay nei villaggi (Kho Muong, Kit, Hieu sono tra i più citati), dove si dorme in case tradizionali su palafitte, spesso in camerate condivise, a prezzi molto bassi. È l’opzione più immersiva, ed è anche quella su cui vale la pena leggere qualche riflessione in più nella nostra guida agli homestay sostenibili in Vietnam, che spiega come funziona davvero il modello dell’accoglienza familiare nelle zone rurali del paese.
Dall’altro lato, negli ultimi anni sono spuntati diversi eco-lodge e resort di fascia più alta, pensati per chi cerca comfort ma non vuole rinunciare del tutto all’atmosfera del posto: piscine a sfioro con vista sulle risaie, ma quasi mai televisori o aria condizionata, per restare coerenti con la filosofia ecoturistica della zona.
Ricevi ogni mese i migliori articoli
Iscriviti alla newsletter di TuttoVietnam: una selezione mensile degli articoli migliori, direttamente nella tua casella di posta. Puoi cancellarti in qualunque momento.
Pu Luong, Sapa o Mai Chau? Come scegliere

Chi ha già letto qualcosa sul nord del Vietnam si sarà fatto una domanda: che senso ha andare a Pu Luong se esistono già Sapa e Mai Chau? La risposta più onesta è che dipende da cosa si cerca. Sapa resta la scelta giusta per chi vuole trekking impegnativi e panorami di alta montagna, ma è anche la meta più turistica delle tre, con tutto quello che ne consegue in termini di folla e commercializzazione. Mai Chau è una valle più raccolta, ideale per chi vuole un primo assaggio di vita rurale senza allontanarsi troppo da Hanoi. Pu Luong sta nel mezzo: paesaggi altrettanto spettacolari, ma con un livello di turismo ancora piuttosto contenuto, complice anche la scarsità di collegamenti pubblici che scoraggia i viaggiatori meno organizzati.
Non è un caso che molti itinerari combinino le due o tre destinazioni in sequenza, magari proseguendo poi verso Ninh Binh e la zona di Trang An, o spingendosi fino a Ha Giang per chi ha più tempo a disposizione. Trovate qualche spunto anche nella nostra guida sul nord del Vietnam in generale.
Quanto tempo dedicare a Pu Luong e come organizzare il viaggio
Due o tre giorni sono in genere sufficienti per farsi un’idea della riserva senza affrettare troppo le cose: un giorno per il trasferimento e l’assestamento, uno o due per muoversi tra villaggi, cascate e risaie. Chi sta pianificando un itinerario più lungo nel paese può inserire Pu Luong come tappa intermedia tra Hanoi e Ninh Binh, oppure come deviazione rispetto al classico giro Sapa-Halong: la nostra guida generale su come organizzare un viaggio in Vietnam e l’itinerario che proponiamo per chi ha 15 giorni a disposizione possono essere un buon punto di partenza per capire come incastrare i pezzi.
Un’ultima considerazione, che vale un po’ per tutte le mete “non ancora scoperte” del Vietnam: Pu Luong sta cambiando. Ogni anno arrivano più visitatori, si costruiscono più resort, e c’è chi teme che nel giro di qualche anno la zona possa somigliare sempre di più a Sapa. Non è detto che succeda, ma è uno di quei posti in cui, se si può, conviene andarci prima piuttosto che dopo.

2026: L’Anno del Cavallo
Il cavallo nella cultura vietnamita / Il Capodanno vietnamita, spiegato bene
