I riti funebri in Vietnam non finiscono con la sepoltura. Possono durare anni, coinvolgono tutta la famiglia allargata e mescolano buddismo, confucianesimo, taoismo e il culto degli antenati, che in Vietnam è più di una religione: è un modo di stare al mondo. Chi viaggia in Vietnam si trova spesso davanti a un corteo funebre rumoroso e colorato, con musica e bandiere, e fatica a capire cosa stia succedendo. La risposta è semplice: in Vietnam un funerale non è (solo) un momento di lutto, ma anche un rito di passaggio che accompagna il defunto verso l’aldilà, e che la famiglia deve gestire seguendo una sequenza di passaggi molto precisa.

In questo articolo proviamo a raccontare come funzionano i riti funebri in Vietnam: cosa succede nei primi giorni dopo la morte, come si svolge il funerale vero e proprio, quali sono le fasi del lutto e perché, anche quando le cerimonie si sono semplificate, certe usanze restano sorprendentemente uguali a quelle di secoli fa.

Cultura del Vietnam
Questo approfondimento fa parte della nostra più ampia sezione dedicata alla cultura vietnamita. Scopri gli usi, i costumi le tradizioni e tanto altro.

Perché i riti funebri in Vietnam durano così a lungo

Per capire i riti funebri in Vietnam bisogna partire da un’idea di fondo: la morte non è vista come una fine, ma come un passaggio. Lo spirito del defunto continua a esistere e a influenzare la vita dei vivi, nel bene e nel male. Da questa convinzione discende il culto degli antenati, molto diffuso nelle case vietnamite e attivo anche dopo la morte di una persona.

Questa visione spiega perché il funerale vietnamita non sia un singolo evento, ma una sequenza di riti distribuiti nel tempo: si parte dal momento della morte e si arriva, in alcuni casi, fino a due anni dopo. Ogni passaggio ha lo scopo di accompagnare lo spirito nel suo percorso e, contemporaneamente, di restituire alla famiglia la possibilità di tornare alla vita quotidiana senza mancare di rispetto al defunto.

Cosa succede nei primi giorni dopo la morte

Quando una persona muore, in Vietnam la prima cosa da fare è avvisare parenti e vicini: il lutto, fin da subito, si vive in modo pubblico, non privato. Il corpo viene lavato, vestito e collocato in casa per la veglia, in attesa della sepoltura o della cremazione. Tradizionalmente la famiglia consulta una persona esperta di geomanzia e calendario lunare per scegliere l’ora più propizia in cui mettere il defunto nella bara e quella per la sepoltura: secondo la tradizione, una data sbagliata può portare sfortuna a tutta la famiglia.

Durante la veglia, che può durare diversi giorni, i familiari indossano segni di lutto: un tempo una specie di turbante bianco, oggi più spesso una fascia nera al braccio. Amici e conoscenti passano a fare visita e portano offerte di incenso, fiori o piccole somme di denaro, e non è raro che la casa si riempia di persone che mangiano, chiacchierano e in apparenza non sembrano affatto in lutto: il cordoglio, in Vietnam, convive con la convivialità, e questo spesso colpisce i visitatori occidentali.

Il ruolo dei monaci e delle religioni nei riti funebri vietnamiti

Monaco buddista durante una cerimonia funebre in un tempio vietnamita

Nei riti funebri in Vietnam la presenza religiosa è quasi sempre multipla. Un monaco buddista (di scuola Mahayana, la più diffusa nel paese) viene spesso invitato a recitare preghiere per purificare lo spirito del defunto e indicargli la strada giusta nell’aldilà. In parallelo, può intervenire anche un officiante taoista, che si occupa di allontanare gli spiriti negativi e, in alcuni casi, di interpretare il terreno secondo le regole della geomanzia per scegliere l’orientamento della tomba.

Questa convivenza di pratiche diverse non è una contraddizione: deriva dal cosiddetto Tam Giáo, la “triplice religione” che in Vietnam fonde buddismo, confucianesimo e taoismo in un sistema di credenze coerente, sovrapposto alla religione popolare e al culto degli antenati. Per orientarsi tra i diversi luoghi di culto coinvolti in questi riti, può essere utile la nostra guida su templi e pagode in Vietnam, che spiega le differenze tra chùa, đền e gli altri edifici sacri del paese.

Il corteo funebre: perché un funerale vietnamita sembra una festa

Corteo funebre tradizionale durante un funerale vietnamita in strada

Uno degli aspetti che più stupisce chi visita il Vietnam è il corteo funebre. Non è raro incrociare per strada un piccolo camion decorato con fiori e lanterne, accompagnato da una banda che suona musica a volume alto, mentre qualcuno lancia in aria banconote finte (i cosiddetti soldi dell’inferno). Chi non conosce le usanze funebri vietnamite può scambiarlo per un matrimonio o una sagra di paese: in realtà si tratta dell’ultimo tragitto del defunto verso il cimitero o il forno crematorio.

Anche se può colpire un occhio occidentale, musica e rumore non sono considerati mancanza di rispetto: fanno parte del modo, pubblico e collettivo, in cui in Vietnam si accompagna il defunto. Il corteo è composto dai familiari più stretti, spesso vestiti con tuniche bianche o nere, che portano la bara o camminano dietro di essa fino al cimitero o al forno crematorio.

Cremazione o sepoltura? Le usanze funebri vietnamite oggi

Cimitero tradizionale vietnamita

Per secoli la sepoltura è stata la norma in Vietnam, con un’usanza particolare e oggi quasi scomparsa: la riesumazione del corpo dopo alcuni anni, per pulire le ossa e seppellirle di nuovo in un luogo definitivo, un rito che testimoniava un legame profondo (e molto pratico) con i resti del defunto.

Negli ultimi decenni, però, la situazione è cambiata rapidamente, soprattutto nelle grandi città. La crescita demografica e la scarsità di terreni hanno reso le tombe sempre più costose, mentre il governo vietnamita promuove attivamente la cremazione: già nel 2013 una decisione del primo ministro ha incentivato il passaggio dalla sepoltura alla cremazione nelle aree urbane, e oggi sono soprattutto le grandi città e le province limitrofe a Hanoi e Ho Chi Minh City ad avere i tassi di cremazione più alti. Le ceneri vengono raccolte in un’urna e custodite in un colombario, spesso all’interno di una pagoda, oppure portate a casa sull’altare di famiglia.

Le fasi del lutto: dai tre giorni ai due anni dopo il funerale

Una delle caratteristiche più particolari dei riti funebri in Vietnam è la loro scansione nel tempo, che segue un calendario molto preciso:

Dopo tre giorni dalla sepoltura, la famiglia torna sulla tomba per il rito chiamato mở cửa mả, l’apertura della tomba. Trascorsi 49 giorni, periodo che in diverse tradizioni buddiste è legato al passaggio dello spirito verso una nuova rinascita, la famiglia smette di portare offerte di riso quotidiane all’altare. Dopo 100 giorni si celebra il tốt khốc, la “fine delle lacrime”, che segna la conclusione del lutto più intenso. A un anno dalla morte si tiene la prima cerimonia commemorativa. Solo dopo due anni si considera ufficialmente conclusa la fase di lutto, anche se le commemorazioni annuali del giorno della morte continuano negli anni successivi.

Da quel momento, il defunto entra a far parte degli antenati venerati sull’altare di famiglia, e i suoi discendenti continueranno a bruciare carta votiva e a offrire cibo nelle occasioni rituali: un’usanza che raccontiamo più nel dettaglio nel nostro approfondimento su come e perché in Vietnam si bruciano banconote finte.

Il culto degli antenati: il vero filo conduttore dei riti funebri vietnamiti

Se c’è un elemento che lega tutte le fasi del funerale vietnamita, dalla veglia alla commemorazione annuale, è il culto degli antenati. Non è un caso isolato legato alla morte ma una pratica quotidiana: quasi ogni casa vietnamita ha un piccolo altare dedicato ai parenti scomparsi, dove si bruciano bastoncini di incenso e si lasciano offerte di frutta. I riti funebri sono semplicemente il momento in cui una persona viene “ammessa” in questo sistema di venerazione familiare, che continuerà a includerla per le generazioni successive.

Questa centralità della famiglia e della discendenza è anche il motivo per cui, secondo la tradizione confuciana arrivata dalla Cina, fosse il figlio maschio a dover guidare i riti in onore dei genitori scomparsi: un’usanza che nel Vietnam contemporaneo si è progressivamente ammorbidita, lasciando più spazio anche alle figlie nella gestione delle cerimonie. Per chi vuole approfondire la dimensione spirituale che accompagna questi riti nella vita di tutti i giorni, abbiamo dedicato un articolo anche alla meditazione vietnamita e al modo in cui buddismo e culto degli antenati convivono nelle case del paese.

Cosa può sorprendere un viaggiatore italiano

Chi arriva dall’Italia, dove il lutto è generalmente vissuto in modo sobrio e silenzioso, può trovare diversi aspetti dei riti funebri vietnamiti spiazzanti: il cibo offerto ai presenti durante la veglia, quasi come fosse un piccolo ricevimento; la musica ad alto volume durante il corteo; il lancio di banconote finte per strada; il bianco, e non il nero, come colore tradizionale del lutto. Sono tutte usanze che derivano dalla stessa idea di fondo: la morte va affrontata insieme, pubblicamente, e accompagnata con tutto l’aiuto rituale possibile, perché lo spirito del defunto possa trovare pace. Per chi è curioso anche di altre usanze legate alla spiritualità vietnamita, può essere utile partire dalla nostra panoramica sulla cultura del Vietnam o dal nostro calendario delle feste e festività vietnamite, molte delle quali sono legate proprio alla commemorazione degli antenati.

Domande frequenti sui riti funebri in Vietnam

Quanto dura un funerale in Vietnam?

La cerimonia principale, tra veglia, corteo e sepoltura o cremazione, si concentra nei giorni immediatamente successivi alla morte. Il lutto formale, però, si considera concluso solo dopo due anni dalla morte.

Perché in Vietnam si bruciano soldi finti ai funerali?

È un’usanza legata al culto degli antenati: si crede che bruciando carta votiva, comprese banconote false, si possano “inviare” beni materiali al defunto nell’aldilà.

In Vietnam si preferisce la sepoltura o la cremazione?

Tradizionalmente si seppelliva, con riesumazione successiva delle ossa. Oggi, soprattutto nelle città, la cremazione è sempre più comune per ragioni di spazio e di costo.

Qual è il colore del lutto in Vietnam?

Il bianco, non il nero. I familiari più stretti indossano tradizionalmente una specie di turbante o una fascia bianca; oggi è più comune un semplice nastro nero al braccio.

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