Mu Cang Chai è un distretto di montagna nel nord del Vietnam, nella provincia di Yen Bai, conosciuto per le terrazze di riso scolpite lungo i fianchi delle colline. È una delle zone del Vietnam del nord più citate da chi cerca questo tipo di paesaggio, insieme a Sapa, che però resta la destinazione più conosciuta tra le due.
Secondo dati riportati dalla Vietnam News Agency, nel 2019 il distretto ha registrato circa 90.000 arrivi tra visitatori vietnamiti e stranieri, una quota minima rispetto al totale dei visitatori del paese in quell’anno.
Dov’è Mu Cang Chai, e perché conviene saperlo prima di partire
Mu Cang Chai si trova a circa 280-300 chilometri a nord-ovest di Hanoi, ai piedi della catena dello Hoang Lien Son (la stessa che ospita il Fansipan, la montagna più alta del Vietnam). Il territorio è montuoso, con altitudini che vanno dai mille ai duemila metri, ed è abitato in gran parte dall’etnia Hmong, che qui ha costruito nel corso di generazioni un sistema di terrazzamenti tra i più estesi del paese: oltre 2.200 ettari di risaie, secondo le stime più citate.

Tre comuni in particolare (La Pán Tẩn, Chế Cu Nha e Dế Xu Phình) sono stati riconosciuti come patrimonio nazionale dal Ministero della Cultura, dello Sport e del Turismo vietnamita nel 2007. Ne parliamo anche nella nostra guida alle risaie del Vietnam, che racconta anche le altre zone del paese dove si trovano terrazzamenti simili.
Quando andare a Mu Cang Chai
Chi organizza un viaggio a Mu Cang Chai deve fare i conti, prima di tutto, con il calendario del riso. Qui si fa un solo raccolto all’anno (a differenza del delta del Mekong, dove i raccolti possono essere due o tre), e questo significa che il paesaggio cambia radicalmente a seconda del mese in cui si arriva.
Il periodo migliore è quello tra metà settembre e metà ottobre: è la stagione del riso maturo, quando le terrazze si tingono di giallo dorato ed è anche il momento in cui si concentra il maggior numero di visitatori.

Un secondo periodo indicato è quello tra fine maggio e giugno: la stagione dell’irrigazione, quando i campi vengono allagati in preparazione alla semina e le terrazze riflettono cielo e montagne come specchi. Tra luglio e agosto, invece, il riso è cresciuto ma non ancora maturo, e le colline restano verdi.

Nella stagione secca invernale (novembre-marzo), invece, i campi non presentano i colori verdi o dorati delle altre stagioni.
Cosa vedere a Mu Cang Chai
Il punto più fotografato di tutta la zona è la collina di Mâm Xôi, il cui nome significa più o meno “vassoio di riso glutinoso” (il tipico xôi servito nei pasti vietnamiti), per via della forma a spirale delle sue terrazze. Ci si arriva con una salita ripida, spesso in moto-taxi, e in cima si trova anche un chiosco che vende succo di canna da zucchero.

A pochi chilometri di distanza c’è Mống Ngựa, la collina “a ferro di cavallo”, il cui nome descrive esattamente la forma semicircolare dei terrazzamenti: se Mâm Xôi è più suggestiva all’alba, questa lo è al tramonto. Il passo di Khau Phạ, uno dei quattro valichi più alti del Vietnam, merita la sosta non solo per il panorama sulla valle di Tu Le, ma anche perché ogni autunno ospita un festival di parapendio (chiamato, non a caso, “volare sulla stagione dorata”) che permette di vedere le terrazze dall’alto letteralmente in volo.

Chi ha tempo può spingersi anche verso la valle di Tu Le, nota per il riso glutinoso locale e per le sorgenti termali, o verso la valle di Cao Phạ, un’altra zona di risaie lungo la stessa strada. Per un quadro più ampio delle destinazioni della regione, si può consultare anche la nostra guida sul nord del Vietnam.

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I villaggi Hmong intorno a Mu Cang Chai
Le terrazze di riso non sono l’unico motivo per visitare Mu Cang Chai: il distretto è abitato in prevalenza da comunità Hmong, con presenze anche di Thai e Dao. Su come scegliere operatori che lavorano in modo rispettoso con queste comunità, rimandiamo alla nostra guida su come scegliere un tour operator etico in Vietnam.

Chi vuole capire qualcosa in più sulla storia di queste popolazioni di montagna, prima ancora di partire, troverà utile L’arte di non essere governati, il saggio dell’antropologo James C. Scott (Einaudi) su Zomia, il vasto altopiano del Sud-est asiatico dove per secoli comunità come quella Hmong hanno scelto attivamente di restare ai margini del controllo statale delle pianure. Non parla specificamente di Mu Cang Chai, ma cambia il modo di guardare ai villaggi che si attraversano lungo il percorso. Altri titoli, tra romanzi e saggi, sono raccolti nella nostra selezione di libri sul Vietnam.

Il villaggio di Kim Nọi è tra i più citati dalle guide di viaggio: case tradizionali in legno e bambù su palafitte, sentieri di terra battuta, e la possibilità di soggiornare presso famiglie locali. La stessa formula dell’homestay, ospitalità presso famiglie del posto, si trova anche in altre zone del nord Vietnam, come Mai Chau o il Parco Nazionale di Ba Be.
Come arrivare a Mu Cang Chai da Hanoi
Il viaggio da Hanoi a Mu Cang Chai dura, in media, tra le sette e le nove ore, a seconda del mezzo e delle soste lungo il percorso. Le opzioni sono sostanzialmente tre.

L’autobus notturno (sleeper bus) è la soluzione più economica, con partenza dalla stazione di My Dinh e prezzi che, secondo diverse fonti, vanno dai 10 ai 14 euro circa: l’arrivo avviene spesso nel cuore della notte, tra le 3 e le 4. Il transfer privato o il minivan organizzato costano di più, ma permettono di fermarsi lungo la strada, per esempio a Nghia Lo o a Tu Le. La moto è un’altra opzione: il percorso attraversa il passo di Khau Phạ, ma guidare una moto in Vietnam richiede la patente vietnamita per motocicli.

Non esistono treni diretti: il collegamento ferroviario più vicino arriva fino a Yen Bai, da cui si prosegue poi in autobus o auto privata.
Dove dormire a Mu Cang Chai
L’offerta di alloggi a Mu Cang Chai va dagli homestay nei villaggi agli ecolodge, alcuni dei quali con valutazioni alte sui portali di recensioni online, fino alle guesthouse più semplici nel centro del paese. Durante la stagione del raccolto, tra settembre e ottobre, il distretto ospita anche un festival locale con eventi culturali, un periodo che diverse fonti indicano anche come il momento di maggiore affluenza turistica.

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Mu Cang Chai o Sapa: quale scegliere

È la domanda che si fanno in molti prima di partire. Sapa ha una città vera e propria da cui partire e riceve un numero di visitatori nettamente superiore rispetto a Mu Cang Chai, come riportato sopra a proposito degli arrivi del 2019.
Chi ha più giorni a disposizione può anche combinare le due tappe, magari passando per Ha Giang, la terza grande zona di risaie terrazzate del nord Vietnam.
Quanti giorni servono, e qualche consiglio pratico
Due o tre giorni sono in genere sufficienti per vedere le colline principali, fare un trekking di mezza giornata tra i villaggi e provare i piatti tipici della zona, tra cui spicca il cơm lam (riso cotto dentro un tubo di bambù sulla brace), un piatto che si ritrova anche in altre zone montane del Vietnam del nord, come raccontiamo nel nostro approfondimento sul riso vietnamita.
Conviene portare con sé contanti a sufficienza: secondo diverse fonti i bancomat non sono sempre disponibili in zona. Le strade di montagna possono essere impegnative, soprattutto durante la stagione delle piogge. Chi ha in programma di riprendere le terrazze dall’alto con un drone può consultare anche la nostra guida su come viaggiare con un drone in Vietnam, che spiega la normativa vietnamita in materia.
Per chi sta ancora impostando l’itinerario generale del viaggio, resta valida la nostra guida per organizzare un viaggio in Vietnam, utile per capire come incastrare Mu Cang Chai con le altre tappe del nord del paese. Se invece si preferisce partire con una guida cartacea da consultare anche offline, lungo strade dove la connessione non è sempre garantita, la nostra selezione di guide sul Vietnam raccoglie quelle che troviamo più utili, sia in italiano che in inglese.

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