Nella provincia di Phu Tho, considerata la terra ancestrale del Vietnam, si canta ancora oggi come si faceva migliaia di anni fa. Si chiama canto Xoan, è una forma di canto rituale e festivo, ed è riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Non è solo musica: è uno dei modi in cui il popolo vietnamita tramanda la propria storia e celebra i Re Hung, le figure leggendarie a cui si attribuisce la fondazione della nazione.
Riconosciuto dall’UNESCO nel 2011 come patrimonio in urgente necessità di salvaguardia, il canto Xoan è stato poi promosso nel 2017 alla Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. È stato un percorso insolito, e per certi versi straordinario.
Le origini leggendarie del canto Xoan

Le origini del canto Xoan si perdono nella mitologia vietnamita. La tradizione orale racconta che uno dei Re Hung, durante un viaggio primaverile per scegliere il luogo dove costruire una cittadella, incontrò un gruppo di giovani pastori che cantavano e danzavano nei campi. Il sovrano rimase affascinato, si fermò ad ascoltare, e in seguito insegnò ai giovani i canti e le danze del popolo Lac Viet (gli antichi vietnamiti). Per ricordare quell’incontro, gli abitanti del villaggio costruirono il tempio di Lai Len, ancora esistente nella comune di Kim Duc, città di Viet Tri.
Da quel momento, i villaggi hanno continuato a onorare la memoria dei Re Hung con banchetti rituali il trentesimo giorno del dodicesimo mese lunare, seguiti da canti di adorazione nei primi cinque giorni del Capodanno lunare. Questa tradizione, insieme spirituale e comunitaria, è l’origine di quello che oggi chiamiamo Xoan: un legame sonoro tra antenati e viventi.
Le tre forme di canto Xoan

Il canto Xoan si articola in tre forme distinte, ciascuna con una funzione precisa.
La prima comprende i canti di adorazione, dedicati alla venerazione dei Re Hung e degli spiriti guardiani del villaggio. Vengono eseguiti nei templi e nelle case comuni durante le cerimonie religiose, e rappresentano la parte più solenne della tradizione.
La seconda raccoglie i canti rituali, eseguiti per propiziare raccolti abbondanti, salute e prosperità. Sono quattordici melodie diverse che esprimono ammirazione per la natura e per la vita comunitaria. Tra i repertori più conosciuti ci sono il Trang Mai cach e l’Hoi lien cach, che celebrano il mondo naturale e il rapporto tra essere umano e ambiente.
La terza forma, forse la più vivace, è quella dei canti festivi: uomini e donne si alternano in duetti che simulano un corteggiamento. Melodie come Mo ca (cercare i pesci), Xin hue (chiedere fiori) e Bo bo trasformano le performance in momenti di gioia collettiva, dove si celebrano l’amore, la giovinezza e la speranza.
L’organizzazione delle corporazioni Xoan

Una delle cose più interessanti del canto Xoan è la sua struttura sociale. Esistono quattro corporazioni storiche (An Thai, Phu Duc, Kim Doi e Thet) situate nelle comuni di Kim Duc e Phuong Lau, vicino a Viet Tri. Sono loro a custodire e trasmettere la tradizione.
Ogni corporazione è guidata da un trum (che può essere uomo o donna), responsabile della preservazione dei canti, della selezione degli allievi e della trasmissione dello stile. Gli strumentisti maschi si chiamano kep, le cantanti femminili dao. Una corporazione conta tipicamente dai quindici ai diciotto membri, e la conoscenza si trasmette oralmente, di generazione in generazione.
Musicalmente, lo Xoan è essenziale: poche note ornamentali, ritmi semplici, con il rapporto tra cantanti e strumentisti costruito sull’intervallo di quarta perfetta. Gli strumenti sono spartani: tamburi di varie dimensioni e i phach, piccoli bastoncini di legno che battono su scatole di bambù. Come documentato dall’Istituto Vietnamita di Musicologia, che ha raccolto 31 canti Xoan tradizionali, questa semplicità strumentale convive con strutture poetiche e melodiche piuttosto complesse.
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Un legame con il culto dei Re Hung

Lo Xoan è strettamente intrecciato con il culto dei Re Hung, una delle espressioni più radicate dell’adorazione degli antenati in Vietnam. Non è un legame accessorio: secondo i ricercatori, il patrimonio dello Xoan e la venerazione dei Re Hung sono “due ma uno”, inscindibili.
Per approfondire: La Festa del Tempio dei Re Hung a Phu Tho
I villaggi di origine dello Xoan nella provincia di Phu Tho derivano tutti da antiche città del regno di Van Lang (il primo stato vietnamita della tradizione leggendaria), e per questo il canto conserva elementi storici e culturali che risalgono all’alba della nazione. In questo senso, lo Xoan non è solo arte: è un documento vivente.
Come altre forme di patrimonio culturale immateriale presenti in Vietnam, lo Xoan è al tempo stesso pratica artistica, religiosa e momento di aggregazione comunitaria. Questo lo distingue da tradizioni musicali simili come il Quan Ho di Bac Ninh o il Ca trù, e lo colloca in un posto particolare all’interno della più ampia panoramica della musica vietnamita tradizionale e contemporanea, che arriva fino al V-Pop di oggi.
La rinascita del canto Xoan

La storia recente dello Xoan è uno degli esempi più citati di recupero culturale nella storia dell’UNESCO. Nel 2011, quando fu inserito nella lista dei patrimoni in pericolo, la situazione era critica: nella provincia di Phu Tho restavano solo settantanove artisti in grado di praticarlo, trentuno dei quali avevano tra gli ottanta e i centocinque anni, e soltanto otto sapevano insegnarlo.
Di fronte a questo scenario allarmante, la provincia di Phu Tho ha lanciato nel 2013 un ambizioso programma di salvaguardia del valore di 7,85 milioni di dollari, finanziato dal governo vietnamita. I risultati sono stati straordinari: in soli sei anni, il numero di praticanti del canto Xoan è raddoppiato, passando da circa cento nel 2011 a duecento nel 2017, mentre l’età media dei praticanti è scesa da oltre sessant’anni a trentacinque.
La risposta fu concreta: nel 2013 la provincia di Phu Tho avviò un programma di salvaguardia da 7,85 milioni di dollari, finanziato dal governo vietnamita. I risultati sono stati notevoli. In sei anni, il numero di praticanti è raddoppiato (da circa cento nel 2011 a duecento nel 2017) e l’età media è scesa da oltre sessant’anni a trentacinque.
Questo percorso ha portato lo Xoan a diventare il primo patrimonio nella storia UNESCO a passare dalla lista dei patrimoni in pericolo a quella rappresentativa: un precedente che ha trasformato Phu Tho in un punto di riferimento internazionale per la conservazione culturale.
I luoghi del canto Xoan: templi, case comuni e villaggi antichi
Lo Xoan si esegue negli spazi sacri della provincia di Phu Tho: templi, case comuni e villaggi antichi. Il tempio di Lai Len (considerato la culla della tradizione e, secondo alcuni, il primo teatro artistico del Vietnam) è il luogo più significativo per capire le origini del canto. Restaurato negli ultimi anni, è oggi visitabile.
Nella zona ci sono anche le case comuni di Hung Lo (alcune risalenti al diciassettesimo secolo) e i mercati tradizionali dei villaggi, che insieme creano un contesto dove la storia è ancora tangibile. Venti dei trenta spazi culturali originali per la pratica dello Xoan sono stati restaurati e sono oggi in uso.
La provincia di Phu Tho ospita anche il Parco Nazionale di Xuan Son, con montagne coperte di foreste pluviali e valli isolate: un motivo in più per fermarsi qualche giorno.
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Come assistere al canto Xoan: qualche consiglio per i viaggiatori

Per chi desidera vivere l’esperienza autentica del canto Xoan, la provincia di Phu Tho offre diverse Il momento migliore per vedere lo Xoan dal vivo è nei primi due mesi dell’anno lunare, durante le celebrazioni primaverili. Il periodo più intenso coincide con il Festival del Tempio dei Re Hung, che si tiene dall’ottavo all’undicesimo giorno del terzo mese lunare (con il culmine il decimo giorno), come descritto nella nostra guida alle feste e festività vietnamite.
Dal 2013, la provincia ha sviluppato il programma turistico “Xoan nei villaggi antichi”, in collaborazione con agenzie di viaggio specializzate. In una sola giornata è possibile visitare il Sito Storico del Tempio Hung, partecipare ai rituali religiosi, vedere il Museo Hung Vuong e assistere a una performance di canto Xoan nella casa comune antica di Hung Lo. È possibile anche partecipare alla preparazione del banh chung (la torta di riso glutinoso tipica delle feste) e visitare i villaggi lungo il fiume Lo.
Noi stessi, in un’occasione, ci siamo ritrovati trascinati nelle danze che accompagnano i canti.
Secondo le statistiche del Centro di Promozione Turistica della provincia di Phu Tho, dal lancio del programma i siti dello “Xoan nei villaggi antichi” hanno accolto oltre quattordicimila turisti, in prevalenza gruppi internazionali da Inghilterra, Francia, Paesi Bassi e Stati Uniti. La provincia riceve in media due o tre gruppi stranieri al mese. Per organizzare una visita, è consigliabile contattare in anticipo il Dipartimento di Cultura, Sport e Turismo di Phu Tho o un’agenzia turistica specializzata.

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