Dal 7 al 15 aprile 2026 torna a Roma la 23esima edizione dell’Asian Film Festival, una delle rassegne più importanti del cinema asiatico in Italia. Quest’anno il Vietnam porta in concorso The Ancestral Home: vale la pena non perderlo.
In breve
- Asian Film Festival 2026: dal 7 al 15 aprile al Cinema Farnese, Piazza Campo de’ Fiori, Roma
- 36 lungometraggi e 10 cortometraggi da tutta l’Asia, in lingua originale con sottotitoli in italiano
- Film vietnamita in concorso: The Ancestral Home di Huỳnh Lập — lunedì 13 aprile, ore 15:00
- Biglietti: 7–8 € (intero) · 5–6 € (ridotto studenti e over 65)
Il Vietnam e l’Asian Film Festival: una storia di premi
Il Vietnam non è una presenza nuova all’Asian Film Festival di Roma. Negli ultimi anni è diventata una delle cinematografie più attese (e molto premiate) dell’intera manifestazione.
Nel 2020 il Miglior Film andò a The Third Wife di Ash Mayfair. Nel 2021 Trần Anh Khoa vinse il premio come Miglior attore per il film Ròm. Nel 2024, in quello che fu forse il momento più alto fino ad allora, il Vietnam Day portò in sala Inside the Yellow Cocoon Shell di Phạm Thiên Ân (vincitore della Caméra d’Or a Cannes come miglior opera prima) insieme ad altri due titoli vietnamiti. Poi nel 2025 il Vietnam ha vinto ancora: Miglior Film a Cu Li Never Cries di Phạm Ngọc Lân, premiato anche alla Berlinale.
Tre premi principali in cinque edizioni, più giornate dedicate organizzate in collaborazione con l’Ambasciata del Vietnam in Italia. Non è un caso: il cinema vietnamita contemporaneo sta attraversando una fase particolarmente vivace, capace di parlare sia ai festival internazionali sia al grande pubblico. Ce ne siamo occupati negli anni in cui seguiamo questa rassegna e il percorso è stato coerente e in crescita.
Quest’anno la formula cambia leggermente: niente Vietnam Day, un solo film vietnamita in concorso. Ma che film.
The Ancestral Home: la trama e il contesto

Il film si chiama The Ancestral Home (in vietnamita Nhà Gia Tiên, letteralmente “la casa degli antenati”) ed è diretto da Huỳnh Lập, regista e attore già popolarissimo in Vietnam per la serie Land of Spirits. La proiezione è fissata per lunedì 13 aprile alle 15:00.
La storia è quella di Mỹ Tiên, una giovane content creator della Gen Z (la generazione nata tra la metà degli anni novanta e i primi anni duemila) che torna alla casa di famiglia in cerca di materiale soprannaturale per i suoi video. Invece di trovare contenuti virali, si ritrova a fare i conti con il fantasma del fratello defunto (interpretato dallo stesso Huỳnh Lập) che le chiede di proteggere la casa dagli altri parenti, decisi a venderla o dividerla.
Dietro la trama fantastica c’è qualcosa di molto radicato nella cultura vietnamita: il rispetto per gli antenati, il peso della casa di famiglia, il conflitto tra la leggerezza della modernità e la responsabilità verso le generazioni precedenti. Temi che in Vietnam hanno un senso preciso, in una cultura dove il culto degli antenati è ancora una pratica viva e quotidiana: non un folklore, ma un modo di stare al mondo. La protagonista è interpretata da Phương Mỹ Chi, cantante seguitissima in Vietnam al suo debutto in un ruolo principale da attrice.
Un fenomeno al botteghino (e non solo)
The Ancestral Home non è un film d’autore da festival. È un successo popolare di dimensioni insolite, anche per gli standard vietnamiti.
Uscito in Vietnam il 21 febbraio 2025, ha rapidamente conquistato il titolo di film spirituale con il maggior incasso di sempre nella storia del cinema vietnamita. Il suo successo non si è fermato al Vietnam. Come riportato da Variety, a maggio 2025 il film è arrivato nei cinema del Nord America e in Australia, distribuito dalla Eastern Edge Films durante il mese dedicato al patrimonio degli americani di origine asiatica. La distribuzione internazionale è curata da Skyline Media, società vietnamita che lavora con oltre 130 partner in più di 50 paesi.
Portarlo all’Asian Film Festival di Roma, in un contesto di cinema d’autore, è una scelta che dice qualcosa sul maturità raggiunta dal cinema popolare vietnamita: non è più solo una questione di nicchia o di festival, ma di un’industria che sa fare entrambe le cose.
Il programma completo dell’Asian Film Festival – AFF23
Il film vietnamita è uno dei 18 titoli in concorso di questa edizione, che comprende anche opere fuori concorso e la sezione Newcomers dedicata ai registi esordienti.
Tra i titoli più attesi: Girl di Shu Qi (Taiwan), film d’apertura il 7 aprile sera; Magellan del filippino Lav Diaz (160 minuti, fuori concorso); Sham di Miike Takashi (Giappone); The Ugly di Yeon Sang-ho (Corea del Sud, il regista di Train to Busan). Quest’anno ci sono anche sei giornate-paese: Filipino Day (8 aprile), Indonesian Day (9), Thailand Day (10), Korean Day (11), Japan Day (12) e Malaysian Day (14). Il Vietnam, come detto, non ha una giornata dedicata ma è in concorso. Il che, alla luce dei premi degli anni scorsi, è tutt’altro che una presenza marginale.
Il programma completo con orari e descrizioni dei film è disponibile sul sito ufficiale dell’Asian Film Festival.
Biglietti e informazioni pratiche
| Intero | Ridotto (studenti e over 65) | |
|---|---|---|
| Proiezioni pomeridiane | 7 € | 5 € |
| Proiezioni serali | 8 € | 6 € |
| Abbonamento completo | 40 € | 25 € (solo studenti) |
Dove: Cinema Farnese Arthouse — Piazza Campo de’ Fiori 56, Roma Quando: dal 7 al 15 aprile 2026 The Ancestral Home: lunedì 13 aprile, ore 15:00
Perché vale la pena andare
L’Asian Film Festival è rimasto negli anni uno dei pochi appuntamenti italiani dove è possibile vedere film vietnamiti in anteprima, in sala, con sottotitoli in italiano. Per chi segue la cultura del Vietnam, o semplicemente il cinema asiatico in senso più ampio, è un’occasione che si ripete ogni anno e che ogni anno offre qualcosa di diverso.
The Ancestral Home è un film popolare, divertente, radicato in una cultura specifica ma comprensibile a chiunque abbia mai avuto a che fare con una casa di famiglia, degli antenati scomodi e parenti pronti a litigare su un’eredità. Non serve conoscere il Vietnam per capirlo. Ma capirlo aiuta a conoscere meglio il Vietnam.

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