Al largo delle coste della provincia di Quang Ngai, nel Vietnam centrale, c’è un’isola nata da un sistema di crateri vulcanici che oggi coltiva aglio. È l’isola di Ly Son, un pezzo di terra di appena dieci chilometri quadrati che in pochi anni è passata da meta per pescatori a destinazione che si apre al turismo. Chi la visita di solito arriva da Hoi An o da Danang, fa una deviazione di un paio di giorni, e poi si chiede perché non ne avesse mai sentito parlare prima.
Ly Son (Lý Sơn in vietnamita, si legge più o meno “Li Son”) si trova a circa 30 chilometri dalla costa di Quang Ngai, nel Mar Cinese Meridionale (in vietnamita Biển Đông, “mare orientale”). È diviso in due isole principali, chiamate Isola Grande (Đảo Lớn, o Cù Lao Ré) e Isola Piccola (Đảo Bé), dove vivono complessivamente circa ventimila persone. A queste si aggiunge un isolotto disabitato, Mu Cu. Le due isole maggiori distano circa quattro chilometri e mezzo l’una dall’altra, e sono due mondi diversi.
Se devi ancora mettere a punto il viaggio nel suo complesso, può tornare utile dare un’occhiata alla nostra selezione delle migliori guide turistiche sul Vietnam: Ly Son si inserisce bene in un itinerario più ampio nel Vietnam centrale, ma vale la pena inquadrarla prima nel resto del viaggio.
Dove si trova l’isola di Ly Son e perché è diversa dalle altre isole del Vietnam
Rispetto a Phu Quoc, la grande isola turistica del sud che ormai ha resort a cinque stelle e un aeroporto internazionale (ne parliamo nella nostra guida completa a Phu Quoc), Ly Son è rimasta meno sviluppata. Non ci sono grandi catene alberghiere internazionali (anche se un hotel a quattro stelle, il Mường Thanh Holiday, è arrivato negli ultimi anni) e la maggior parte degli spostamenti si fa in scooter o a piedi, ma non in taxi.

Fa parte del più ampio Vietnam centrale, la regione che ospita anche Hue, Hoi An e Danang ma, a differenza di quelle città, il fascino di Ly Son non nasce solo dalla storia: nasce anche dalla geologia. Anche se, come vedremo, storia e geologia qui sono più intrecciate di quanto sembri.
Una nota amministrativa, per chi conosce già un po’ il Vietnam: dal 1° luglio 2025 la provincia di Quang Ngai si è fusa con la provincia montana di Kon Tum, mantenendo il nome di Quang Ngai; Ly Son resta comunque all’interno di questa provincia, quindi dal punto di vista geografico la sua collocazione non cambia. È cambiato invece lo status dell’isola in sé: dal 16 giugno 2025 Ly Son non è più un “huyện” (distretto), ma una “đặc khu”, cioè una “zona speciale” insulare, una delle tredici istituite in tutto il Vietnam nella stessa riforma, con un proprio governo locale dedicato alla gestione del territorio insulare.
Un’isola nata da un sistema di crateri vulcanici

L’isola di Ly Son è ciò che resta di un’attività vulcanica antica, anche se le fonti non concordano su quanto antica: alcune guide internazionali parlano di eruzioni avvenute 25-30 milioni di anni fa, mentre uno studio geologico citato dalle autorità di Quang Ngai colloca la formazione del territorio in un arco più recente, tra 6,9 e 9 milioni di anni fa, con almeno tre distinte fasi di attività vulcanica che si sarebbero estese fino alla provincia di Phu Yen e all’isola di Phu Quy, più a sud. Sull’isola si contano oggi tre crateri principali: il più grande è il Monte Thoi Loi, che con un’altezza compresa fra i 149 e i 170 metri a seconda della fonte è il punto più alto di Ly Son, seguito dal cratere di Gieng Tien.

I vulcani vengono generalmente descritti come “spenti” dalle guide turistiche (incluso il portale ufficiale del turismo vietnamita) ma la questione è meno definitiva di quanto sembri: uno studio riferisce che i geologi considerano i crateri dell’isola ancora “giovani” (alcuni campioni di roccia risalirebbero a meno di diecimila anni fa) e non escludono che possano tornare attivi. È anche per questo patrimonio geologico che da anni è in corso un progetto, coordinato dalla provincia di Quang Ngai insieme all’Istituto vietnamita di Geoscienze e Risorse Minerarie, per far riconoscere l’area di Ly Son – Sa Huynh come Geoparco Mondiale UNESCO: sarebbe il quinto in Vietnam dopo Dong Van, Non Nuoc Cao Bang, Dak Nong e, dal 2025, Lang Son. La candidatura, avviata nel 2018, è ancora al vaglio. Per chi è curioso delle basi scientifiche del progetto, l’Università Nazionale del Vietnam ha pubblicato uno studio sulle caratteristiche geologiche dell’isola.
Antiche rotte commerciali
Prima ancora del vulcano, però, c’è un altro capitolo della storia di Ly Son che vale la pena raccontare: durante il periodo del Regno Champa, tra il VII e il XV secolo, l’isola era una tappa per le navi che commerciavano tra Cina, Sud-Est asiatico, India e penisola arabica, soprattutto per rifornirsi d’acqua dai pozzi artesiani scavati nel terreno vulcanico, alcuni dei quali sono ancora oggi utilizzati dagli abitanti dell’isola. Chi si appassiona a queste storie di isole, rotte commerciali e arcipelaghi contesi troverà spunti interessanti nella nostra selezione di libri e romanzi sul Vietnam.
Cosa vedere a Ly Son: le tappe imperdibili
Il modo migliore per visitare Ly Son è muoversi con calma, perché in fondo le distanze sono minime.
Cong Tay Vo (o To Vo)

È l’immagine simbolo di Ly Son: un arco di roccia lavica alto fino a 2,5 metri, scavato dal mare nel corso di secoli, che si affaccia direttamente sull’oceano. È diventato meta di fotografi arrivati da tutto il Vietnam, ed è uno dei punti più cercati per gli scatti da cartolina.
Hang Cau (la Grotta di Cau)

Si trova ai piedi del Monte Thoi Loi, sull’isola grande: una serie di scogliere e piccole grotte modellate in millenni dall’erosione del vento e delle onde. È uno dei punti dell’isola dove la natura vulcanica del terreno si vede meglio.
Monte Thoi Loi

Si può salire fino in cima a piedi o in scooter, dove un grande pennone segna simbolicamente la sovranità marittima vietnamita sull’area. Da qui la vista sull’isola e sul mare aperto è la più ampia di tutta Ly Son.
La statua di Quan Am

Nella parte nord-occidentale dell’isola, una grande statua dedicata alla divinità della compassione domina il paesaggio, con alle spalle il cratere di Gieng Tien. Qui parte anche un sentiero che permette di osservare da vicino la stratificazione vulcanica del terreno, con colori che variano dal grigio al rosso a seconda della composizione delle rocce.
La sala espositiva della Flottiglia Hoang Sa

Si trova nel villaggio di An Vinh, nel centro amministrativo dell’isola, ed è dedicata a un capitolo di storia locale poco conosciuto fuori dal Vietnam: tra il XVII e la metà del XIX secolo, i villaggi di An Vinh e An Hai (entrambi su Ly Son) fornivano gli uomini per l’Đội Hùng binh Hoàng Sa, una flottiglia incaricata di piantare cippi di sovranità, rilevare le rotte marittime e mappare gli arcipelaghi di Hoang Sa e Truong Sa (le odierne isole Paracel e Spratly). Inaugurata nel 2010, la struttura raccoglie un centinaio tra documenti, mappe e oggetti legati a questa storia; all’ingresso, una statua raffigura tre di quei militari. Ogni anno, nel terzo mese lunare, l’isola celebra questa memoria con la Lễ khao lề thế lính Hoàng Sa, una cerimonia molto sentita dagli abitanti. Da non confondere con il più noto Nhà trưng bày Hoàng Sa di Danang, un museo diverso e più grande, dedicato alla sovranità vietnamita sull’arcipelago Hoang Sa in generale.
Dao Be, l’isola piccola

Ci si arriva in circa 15 minuti di barca dal porto principale (le imbarcazioni partono in genere la mattina presto e tornano nel primo pomeriggio, quindi conviene organizzare la giornata con un po’ di anticipo). È la versione ancora più tranquilla di Ly Son: case trasformate in murales colorati che raccontano la vita quotidiana e le tartarughe marine, acqua trasparente, e la possibilità di fare snorkeling tra piccoli coralli.
Le spiagge di Ly Son e dove fare snorkeling

Ly Son non ha le distese di sabbia bianca infinita che si trovano più a sud (per quelle, la nostra guida sulle spiagge più belle del Vietnam resta il punto di partenza migliore). Quello che offre è diverso: piccole insenature di sabbia chiara incastonate tra scogliere vulcaniche, acqua limpida e, soprattutto intorno a Dao Be, punti di snorkeling con coralli ancora ben conservati.
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Cosa mangiare a Ly Son: il regno dell’aglio del Vietnam

Ly Son è conosciuta in tutto il Vietnam come il “regno dell’aglio” (vương quốc tỏi). Ogni anno, dopo il raccolto di luglio, gli agricoltori preparano i campi per la semina successiva stendendo a mano nuovi strati di sabbia corallina bianca sopra il terreno vulcanico: un metodo tradizionale tramandato di generazione in generazione, riconosciuto anche dall’Ufficio della Proprietà Intellettuale del Vietnam come parte del disciplinare che protegge il marchio “aglio di Ly Son”.

La varietà più pregiata è il tỏi cô đơn, l'”aglio solitario”: uno spicchio unico invece dei soliti bulbi multipli, che si forma per una specie di anomalia nella crescita della pianta ed è per questo raro e più caro.Viene considerato quasi un rimedio della tradizione, spesso messo a macerare nel vino di riso come infuso casalingo. Un altro piatto tipico, più quotidiano, è il gỏi tỏi: un’insalata fatta non con gli spicchi ma con gli steli della pianta d’aglio, scottati e conditi con arachidi tostate, cipolla fritta ed erbe aromatiche, mangiata scoop con pezzi di bánh tráng (la cialda di riso croccante).
Sul fronte del pesce, Ly Son vive di pesca da generazioni: aspettatevi piatti semplici a base di pescato del giorno. Tra le specialità più citate dalle guide locali c’è il granchio imperiale (cua huỳnh đế), considerato uno dei prodotti di mare più pregiati dell’isola. La cucina qui è per lo più informale, servita nei piccoli locali a gestione familiare lungo la strada principale e, la sera, al mercato notturno.
Come arrivare a Ly Son da Danang, Hoi An o Ho Chi Minh City
Ly Son non ha un aeroporto proprio, quindi si arriva sempre passando dalla provincia di Quang Ngai. L’aeroporto più vicino è quello di Chu Lai, a circa 50 chilometri dal porto di imbarco, collegato con voli interni da Hanoi e Ho Chi Minh City; in alternativa si può atterrare a Danang, che ha molti più collegamenti internazionali (la nostra guida agli aeroporti del Vietnam aiuta a orientarsi tra le opzioni), e poi proseguire in auto o taxi privato per circa tre ore (140 chilometri) direttamente fino al porto.
Il punto di imbarco è il porto di Sa Ky, da cui partono più corse al giorno di traghetti veloci per l’isola di Ly Son, con una traversata che dura tra i 30 e i 60 minuti a seconda dell’imbarcazione. Il servizio dipende dalle condizioni del mare: con mare mosso, soprattutto nei mesi più piovosi, le corse possono essere ridotte o cancellate, quindi vale la pena tenere un margine di flessibilità nell’itinerario. Al momento dell’acquisto del biglietto viene richiesto il passaporto. Una volta sull’isola, il modo più comodo per spostarsi resta il noleggio di uno scooter (la nostra guida su come spostarsi in Vietnam spiega anche i requisiti di patente per guidarne uno).
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Quando andare a Ly Son

Il periodo più affidabile per visitare Ly Son va da febbraio ad agosto, quando il Vietnam centrale attraversa la sua stagione secca e il mare è generalmente più calmo. Da settembre a dicembre la regione entra nella stagione delle piogge, con la possibilità concreta di tifoni: in quei mesi i traghetti per l’isola vengono cancellati con più frequenza. Per un quadro più dettagliato mese per mese, la nostra guida su quando andare in Vietnam è un buon punto di riferimento prima di prenotare i biglietti del traghetto.
Quanto tempo restare e dove dormire
Due giorni e una notte possono bastare per visitare Ly Son: è il tempo sufficiente per vedere le tappe principali dell’isola grande, compresa la deviazione a Dao Be. Chi ha più tempo può restare più a lungo e vivere l’isola con ritmi più lenti. L’offerta di alloggi comprende soprattutto guesthouse a conduzione familiare e piccoli homestay, oltre a un hotel a quattro stelle (il Mường Thanh Holiday Ly Son) per chi cerca un po’ più di comfort. Se non l’avete ancora fatto, prima di partire vale la pena dare un’occhiata alla nostra guida generale su come organizzare un viaggio in Vietnam, utile per incastrare Ly Son nel resto dell’itinerario nel Vietnam centrale.
Domande frequenti sull’isola di Ly Son
L’isola grande (Đảo Lớn) misura circa cinque chilometri per due. L’isola piccola (Đảo Bé) è ancora più contenuta e si visita in poche ore.
È un tragitto interno al Vietnam ma, al momento dell’acquisto del biglietto a Sa Ky, viene comunque richiesto il passaporto e i dati anagrafici vengono registrati.
Sì, ma solo dal 28 settembre 2014, quando è stato inaugurato un cavo sottomarino di oltre 26 chilometri che collega l’isola alla rete elettrica nazionale vietnamita: prima di allora l’elettricità sull’isola era limitata. Da quel momento l’isola ha visto uno sviluppo turistico ed economico molto più rapido.
È un’isola che si visita soprattutto in scooter o con mezzi noleggiati, con spiagge piccole e poca infrastruttura pensata per le famiglie: fattibile, ma va soppesato in base all’età dei bambini e alla tolleranza per gli spostamenti in barca e su due ruote.

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