A Hoi An, dietro le facciate di legno scuro e i tetti a coppo che si affacciano su via Tran Phu, ci sono ancora famiglie che vivono nelle stesse case dei loro bisnonni. Sono le nhà cổ, le case antiche di Hoi An: alcune hanno più di duecento anni e sono aperte ai visitatori, altre restano abitazioni private. Insieme raccontano meglio di qualsiasi museo cosa fosse Hoi An quando era uno dei porti commerciali più importanti del Sud-est asiatico. La più famosa di tutte è Casa Tan Ky, ma non è l’unica che vale una sosta.
Perché le case antiche di Hoi An sono così importanti
Tra il Cinquecento e l’Ottocento, Hoi An era un approdo obbligato per le navi che commerciavano tra Cina, Giappone ed Europa (ne abbiamo parlato più a fondo nell’articolo su Hoi An, patrimonio UNESCO). I mercanti che si stabilirono in città (soprattutto cinesi, ma anche giapponesi) costruirono le loro abitazioni seguendo un modello molto particolare: case strette e lunghissime, che si sviluppano in profondità dalla strada fino al fiume Thu Bon, sul retro. Il fronte serviva da bottega, il retro da magazzino e imbarcadero per le merci.
Il risultato è un’architettura ibrida, dove convivono elementi vietnamiti, cinesi e giapponesi: i tetti a âm dương (letteralmente “yin e yang”, con file di tegole concave e convesse alternate), i lucernari interni di ispirazione cinese e le travi a incastro, senza chiodi, tipiche della carpenteria giapponese. Proprio per questa fusione di stili, nel 1999 il centro storico di Hoi An è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, che lo descrive nella scheda ufficiale del sito come un esempio eccezionalmente ben conservato di porto commerciale del Sud-est asiatico tra il XV e il XIX secolo. Le case antiche sono uno dei motivi principali di quel riconoscimento.
Casa Tan Ky, la più celebre tra le case antiche di Hoi An

Casa Tan Ky (in vietnamita Nhà cổ Tấn Ký) è al numero 101 di via Nguyen Thai Hoc, a pochi passi dal Ponte Giapponese. Fu costruita nel 1741 da un mercante di origini cinesi, Le Cong, che aveva fatto fortuna commerciando prodotti agricoli lungo il fiume Thu Bon. Da allora la casa è passata di generazione in generazione nella stessa famiglia: oggi ci vive ancora la settima generazione dei discendenti, che occupa il piano superiore mentre il piano terra è aperto alle visite.

È considerata l’esempio meglio conservato di architettura commerciale di Hoi An. All’interno colpiscono soprattutto due cose. La prima è la struttura: tre ambienti collegati da un cortile interno a cielo aperto (il giếng trời, o “pozzo di cielo”, che in Cina si chiama tianjing), pensato per far entrare luce e aria senza bisogno di finestre sulle pareti laterali, che erano in comune con le case vicine, e sorretto da colonne su basamenti di pietra fatti arrivare apposta da Thanh Hoa, nel nord del Vietnam, perché più resistenti all’umidità.

La seconda è la collezione di oggetti antichi custoditi dalla famiglia: mobili in legno intarsiato, iscrizioni calligrafiche, ceramiche cinesi e giapponesi, e una piccola tazza da tè nota come “coppa di Confucio”, che si svuota da sola se viene riempita oltre un certo livello (un piccolo trucco idraulico legato a un insegnamento sulla moderazione).

Casa Tan Ky non è mai stata restaurata in modo radicale: gli interventi nel tempo sono stati soprattutto di manutenzione. Ha attraversato indenne anche la storica alluvione del 1964, una delle più gravi mai registrate a Hoi An, quando l’acqua del Thu Bon arrivò fino quasi al soffitto del piano terra: la struttura in legno resse comunque, ed è per questo che oggi la casa è spesso descritta come un “museo vivente”. Nel 1990 è stata la prima casa di Hoi An a ricevere il riconoscimento di monumento storico-culturale nazionale.
Casa Phung Hung, l’altra grande dimora storica di Hoi An

A pochi metri dal Ponte Giapponese, sull’altro lato, si trova Casa Phung Hung, costruita intorno al 1780: quasi quarant’anni dopo Tan Ky, ma con la stessa impostazione a tre campate e la stessa fusione di stili vietnamita, cinese e giapponese.

Il nome, che significa più o meno “prosperità crescente”, era di buon auspicio per la famiglia di mercanti che vi abitava, specializzata nel commercio di seta, spezie e legno di agar (l’agarwood, molto richiesto per l’incenso).

Phung Hung ha una particolarità strutturale interessante: gli oltre ottanta pilastri di legno che sostengono la casa poggiano su basi di pietra, proprio per proteggerli dall’umidità del fiume, che qui è particolarmente vicino.

Al primo piano c’è anche una botola che comunica con il piano superiore, pensata apposta per portare in salvo le merci quando il fiume esondava: tornò utile soprattutto durante l’alluvione del 1964, quando l’acqua salì fino a due metri e mezzo e la casa diventò rifugio per circa 160 persone del quartiere per tre giorni e tre notti. Anche in questo caso vive tuttora la famiglia proprietaria, mentre il piano terra ospita la parte visitabile con mobili d’epoca e oggetti da esposizione.
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Casa Quan Thang e Casa Duc An: le altre due tappe classiche
Se Tan Ky e Phung Hung sono le più fotografate, il percorso tra le case antiche di Hoi An include tradizionalmente altre due tappe.

Casa Quan Thang, al numero 77 di via Tran Phu, risale al Settecento e colpisce soprattutto per gli intagli in legno: hoành phi (le tavole calligrafiche appese sopra le porte) e câu đối (i distici in versi paralleli tipici delle case tradizionali vietnamite), realizzati dagli artigiani del vicino villaggio di falegnami di Kim Bong, ancora oggi attivo poco fuori Hoi An.

Casa Duc An, invece, è un caso un po’ diverso. Fu costruita nel 1830 dalla famiglia Phan e prende il nome (che significa “conservare la virtù per avere pace”) dalla libreria che la stessa famiglia vi aprì alla fine dell’Ottocento, l’unica di tutta la provincia del Quang Nam a vendere libri in caratteri Han-Nom. Fu un punto di ritrovo per gli intellettuali patrioti dell’epoca, tra cui Huynh Thuc Khang e Phan Chau Trinh, e proprio qui nacque uno dei protagonisti del movimento rivoluzionario vietnamita del Novecento, Cao Hong Lanh. Dopo il fallimento della rivolta anti-tasse del 1908, la libreria chiuse e la casa divenne una farmacia di medicina tradizionale: le vetrine con i cassetti delle erbe sono ancora visibili oggi. È meno scenografica delle altre, ma è la tappa più interessante per chi vuole capire il ruolo culturale, oltre che commerciale, di queste case.
Come visitare le case antiche di Hoi An: biglietto e orari
Le case antiche di Hoi An aperte al pubblico non si visitano con un biglietto singolo, ma tramite il biglietto cumulativo per il centro storico, che si acquista ai chioschi ufficiali sparsi per la città vecchia. Il biglietto costa 120.000 dong per i turisti stranieri (circa 4-5 euro) e dà diritto a scegliere un numero limitato di siti da un elenco di oltre venti tra case antiche, sale delle corporazioni (le hội quán, i circoli commerciali delle comunità cinesi), templi di famiglia e piccoli musei.
Conviene quindi decidere in anticipo quali punti visitare: noi consigliamo di includere almeno Casa Tan Ky (per la sua importanza storica) e una tra Phung Hung e Quan Thang, per avere un termine di paragone architettonico. Gli orari variano da casa a casa: Tan Ky è aperta dalle 8:30 alle 17:45, Phung Hung dalle 8 alle 18, Quan Thang dalle 9:30 alle 18, mentre Duc An resta aperta più a lungo, fino alle 21. Tutte accolgono visitatori tutti i giorni della settimana. In generale, il momento migliore per la visita è la mattina presto, quando la luce entra meglio dai cortili interni e ci sono meno gruppi organizzati.
Va detto che passeggiare per il centro storico di Hoi An e ammirare le facciate dall’esterno resta gratuito: il biglietto serve per entrare nei singoli monumenti.
Qualche consiglio pratico
Le case antiche si trovano tutte nel raggio di pochi isolati, tra via Tran Phu e via Nguyen Thai Hoc, quindi si possono visitare tutte a piedi in una mattinata, magari intervallando la visita con una sosta in uno dei mercati locali o una pausa per assaggiare il Cao Lau, il piatto di noodles che è ormai il simbolo gastronomico della città. Chi ha più tempo a disposizione può leggere anche la nostra guida generale su cosa vedere a Hoi An o inquadrare la tappa in un itinerario più ampio nel Vietnam centrale.
Un’ultima annotazione pratica: dal luglio 2025 Hoi An è amministrativamente parte della città di Da Nang, dopo la fusione tra quest’ultima e la provincia di Quang Nam. Non cambia nulla per chi visita la città, ma può capitare di trovare indirizzi aggiornati che riportano “Da Nang” invece di “Quang Nam” rispetto a quanto si legge in guide più datate.
Chi preferisce avere sottomano una mappa e delle indicazioni anche senza connessione internet può dare un’occhiata alla nostra selezione di guide cartacee sul Vietnam, utili soprattutto per orientarsi tra i vicoli del centro storico. E per chi, tornato a casa, vuole approfondire la storia di questo angolo di Vietnam centrale, segnaliamo anche una raccolta di libri sul Vietnam tra narrativa, saggistica e reportage.
Domande frequenti sulle case antiche di Hoi An
Le case aperte regolarmente al pubblico sono quattro: Tan Ky, Phung Hung, Quan Thang e Duc An. Ce ne sono altre nel centro storico, ma sono abitazioni private non visitabili.
Non esiste un biglietto singolo per ogni casa: si acquista il biglietto cumulativo del centro storico (120.000 dong per gli stranieri) che permette di scegliere alcuni siti da una lista più ampia di monumenti.
È Casa Tan Ky, costruita nel 1741 e abitata dalla stessa famiglia da sette generazioni: è generalmente considerata l’esempio meglio conservato di architettura commerciale della città.
Bastano una mattinata o un pomeriggio: le case sono vicine tra loro e ognuna si visita in 20-30 minuti.

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