Stai programmando un viaggio in Vietnam e ti stai chiedendo cosa vedere durante la tua visita nella capitale Hanoi? La città è ricca di storia e cultura: per questo motivo, le cose da visitare a Hanoi sono numerosissime. Tra queste, qui ti presentiamo uno dei siti Patrimonio dell’Umanità che si trovano in Vietnam: la Cittadella imperiale di Thang Long (in vietnamita Hoàng thành Thăng Long).
Situata nel quartiere Ba Dinh, a due passi dal Mausoleo di Ho Chi Minh, questa cittadella è stata per tredici secoli il cuore politico e militare del Paese: qui si sono succedute le principali dinastie vietnamite, dai Ly ai Nguyen, in un intreccio di leggende, guerre e ricostruzioni che l’hanno resa uno dei siti storici più importanti del Sud-est asiatico. Se questo è solo uno dei tanti luoghi che vuoi inserire nel tuo itinerario, ti consigliamo di dare un’occhiata alla nostra selezione di guide cartacee sul Vietnam: sono uno strumento prezioso per organizzare la visita nei dettagli, prima ancora di partire.
Il significato del nome: la leggenda del drago che ascende
Secondo la tradizione, nel 1010 l’imperatore Ly Thai To, fondatore della dinastia Ly, decise di spostare la capitale del Dai Viet da Hoa Lu (nell’attuale provincia di Ninh Binh) verso il delta del Fiume Rosso. Mentre risaliva il fiume, avrebbe visto un drago dorato levarsi in volo dalle acque: un presagio così favorevole da spingerlo a chiamare la nuova capitale Thang Long, letteralmente “il drago che ascende” (rồng bay lên). Il nome accompagnerà la città, con alterne vicende, fino all’epoca moderna, quando assumerà il nome attuale di Hanoi.
Le origini della Cittadella imperiale di Thang Long

Il terreno su cui sorge la Cittadella era un’area strategica ben prima dell’arrivo dei Ly. Le prime fortificazioni sul sito risalgono al VII secolo, durante la dominazione cinese della dinastia Tang, ma la struttura più imponente il governatore cinese Cao Bien la ampliò e rinforzò nell’866, dandole la forma che passò alla storia con il nome di Dai La. Fu proprio su questi resti, e su un terreno bonificato dal delta del Fiume Rosso, che i Ly costruirono la nuova cittadella imperiale a partire dal 1010, completando i lavori nei primi mesi del 1011.
Fu durante questa fase di costruzione che nacque una delle leggende più note della città: quella del cavallo bianco del tempio di Bach Ma, che secondo la tradizione avrebbe indicato al re Ly Thai To il tracciato esatto delle mura da erigere.
Tredici secoli di potere nella Cittadella di Thang Long: le dinastie Ly, Tran, Le e Nguyen
La Cittadella imperiale di Thang Long rimase per quasi tredici secoli il centro ininterrotto del potere politico e militare vietnamita, attraversando quattro grandi dinastie:
- Dinastia Ly (1009–1225): Ly Cong Uan la fondò nel 1009 e l’anno successivo spostò la capitale a Thang Long, facendone il simbolo dell’indipendenza del Dai Viet, appena riconquistata dopo secoli di dominazione cinese. Questo periodo è comunemente ricordato dagli storici come una vera e propria “età dell’oro” della civiltà vietnamita.
- Dinastia Tran (1225–1400): succeduta ai Ly, ampliò e rafforzò il complesso, consolidandone il ruolo di capitale.
- Dinastia Le (1428–1789): riportò la cittadella al centro della vita politica dopo la parentesi dell’occupazione Ming, ampliandone ulteriormente le strutture, tra cui il celebre Palazzo di Kinh Thien. L’usurpazione della dinastia Mac interruppe il dominio Le per circa sei decenni (1527–1592), prima che i Le tornassero al potere fino alla fine del XVIII secolo.
- Dinastia Nguyen (dal 1802): con l’ascesa dell’imperatore Gia Long, la capitale venne trasferita a Hué, nel Vietnam centrale, e Thang Long perse il suo ruolo di sede imperiale. I Nguyen ricostruirono comunque in parte il complesso nel 1805 che continuò a fungere da centro amministrativo regionale, prima di cadere gradualmente in stato di abbandono.
La cittadella imperiale di Thang Long e l’epoca coloniale francese

Dopo l’abbandono del palazzo reale, il sito cadde lentamente in rovina, e fu in queste condizioni che i francesi lo trovarono al momento della conquista di Hanoi, nel 1896. I colonizzatori demolirono gran parte delle strutture superstiti per far spazio a uffici e caserme militari, trasformando l’area in una base per l’esercito coloniale. I francesi risparmiarono però alcune delle strutture più importanti: la Porta Nord (Bac Mon) e la Torre della Bandiera di Hanoi (Cot co Ha Noi), costruita nel 1812 come punto di osservazione militare dalla dinastia Nguyen e oggi diventata uno dei simboli della città. Se questo periodo turbolento della storia vietnamita ti affascina, trovi diversi spunti di approfondimento nella nostra selezione di libri sul Vietnam.
Il riconoscimento della cittadella imperiale di Thang Long come Patrimonio UNESCO

Nel 2010, in concomitanza con le celebrazioni per i 1.000 anni dalla fondazione di Hanoi, l’UNESCO ha inserito la Cittadella imperiale di Thang Long nella lista dei patrimoni mondiali dell’umanità. Il riconoscimento premia non solo gli edifici ancora visibili in superficie, ma soprattutto la straordinaria stratificazione archeologica del sito, che testimonia oltre un millennio di storia sovrapposta in un’unica area urbana: dai resti della fortezza cinese Dai La, ai livelli Ly-Tran, fino alle vestigia della dinastia Nguyen.
Nella motivazione ufficiale, l’UNESCO sottolinea in particolare tre elementi di valore universale: la lunghissima durata del sito come sede di potere, la sua continuità ininterrotta per tredici secoli e la straordinaria stratificazione di vestigia, sia sotterranee sia in superficie. Studiosi e guide del sito leggono inoltre la Cittadella come luogo di incontro tra le influenze provenienti dall’antica Cina a nord e dall’antico regno di Champa a sud, a testimonianza di una cultura del Sud-est asiatico unica nel suo genere.
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Cosa vedere all’interno della Cittadella imperiale di Thang Long
La maggior parte degli edifici oggi visibili risale a fasi di ricostruzione più recenti, ma alcune strutture permettono comunque di ripercorrere visivamente i secoli di storia del sito, seguendo l’antico asse cerimoniale nord-sud attorno a cui era organizzata l’intera città proibita. Tra le cose da vedere nella Cittadella imperiale di Thang Long di Hanoi, ecco le tappe che meritano più attenzione.
Porta Doan Mon

È l’ingresso meridionale al recinto imperiale ed è, dal punto di vista delle dimensioni, il monumento in superficie più esteso rimasto dell’antica Cittadella: lungo quasi 47 metri, ha una pianta a “U” articolata su tre livelli. Il piano terra è scandito da cinque varchi ad arco: quello centrale, alto 4 metri, era riservato esclusivamente al passaggio dell’imperatore, mentre i quattro archi laterali, leggermente più bassi, erano destinati a mandarini e membri della famiglia reale. Il secondo livello ospita un padiglione a pianta ottagonale con tetto a falde curve, mentre il terzo era il punto da cui il sovrano assisteva alle parate militari e riceveva i generali vittoriosi. Le sue fondamenta risalgono all’epoca Ly, ma la struttura oggi visibile è databile alla dinastia Le (XV secolo), con interventi di restauro in epoca Nguyen (XIX secolo), quando i Nguyen aggiunsero il padiglione di osservazione superiore.
Durante gli scavi effettuati sotto la porta, gli archeologi hanno trovato mattoni della pavimentazione dell’epoca Tran realizzati riutilizzando mattoni più antichi risalenti alla dinastia Ly. È una prova concreta che, per tre dinastie diverse, l’ingresso principale alla Cittadella è sempre rimasto esattamente nello stesso punto: un dettaglio piccolo ma significativo per capire la continuità del sito nei secoli.
Le scalinate di drago del Palazzo di Kinh Thien

Le Thai To lo fece edificare nel 1428 e Le Thanh Tong lo completò durante il suo regno: il Palazzo di Kinh Thien era l’edificio cerimoniale più importante della corte, sede delle udienze imperiali e della ricezione degli ambasciatori stranieri. La dinastia Nguyen ricostruì più volte l’edificio originario sullo stesso sito, da ultimo nel 1816; furono proprio i francesi a demolire questa struttura più recente nel 1886 per far posto al comando dell’artiglieria coloniale.

Oggi restano il basamento e, soprattutto, la celebre scalinata di pietra a dieci gradini scolpita nel 1467, larga circa 13,7 metri: quattro draghi di pietra, scolpiti a bassorilievo con corpo sinuoso e cinque artigli per zampa (simbolo riservato al solo sovrano), suddividono la scalinata in tre rampe: quella centrale per l’imperatore, le due laterali per i dignitari di corte. Nel dicembre 2020 il governo vietnamita ha dichiarato questa scalinata Tesoro nazionale, e gli storici dell’arte la considerano uno dei massimi esempi di scultura lapidea del primo periodo Le.
Il numero di artigli scolpiti sulle zampe del drago non è un dettaglio decorativo casuale. In tutta l’iconografia sino-vietnamita, il drago a cinque artigli era un simbolo riservato esclusivamente al sovrano: usarlo su un oggetto non autorizzato dalla corte poteva essere considerato un affronto alla maestà imperiale. Lo stesso motivo compare anche sulle tegole di copertura del palazzo ritrovate negli scavi archeologici limitrofi, a conferma che quest’area era davvero riservata al solo uso del re.
Hau Lau, la “Torre di Retroguardia”

Conosciuta anche come Tinh Bac Lau o “Palazzo della Principessa” fu fatta costruire nell’ottobre 1821 dall’imperatore Minh Mang, della dinastia Nguyen, come padiglione a scopo sia abitativo (vi risiedevano regine e principesse al seguito della corte) sia religioso-difensivo, legato al culto taoista di protezione geomantica della cittadella. Si tratta di un edificio interamente in mattoni, articolato su tre livelli e tre coperture disposte in modo simmetrico, con il secondo piano un tempo destinato a un altare dedicato a divinità protettrici. I francesi lo restaurarono in epoca coloniale, dopo i danni di fine Ottocento.

Durante l’occupazione, i soldati francesi ribattezzarono l’edificio Pagode des Dames (“Pagoda delle Dame”), un nome con cui compare ancora in alcune vecchie mappe e fotografie d’epoca della città, nonostante la funzione originaria dell’edificio non fosse affatto quella di un tempio buddhista, bensì di residenza reale e luogo di culto taoista legato alla protezione geomantica della città.
Bac Mon (Porta Nord)

La dinastia Nguyen la costruì nel XIX secolo: era una delle cinque porte d’accesso alla città di Hanoi ed è, insieme alla Torre della Bandiera, una delle pochissime strutture originarie a essere sopravvissuta quasi intatta alle demolizioni coloniali. Sulla facciata sono ancora visibili i segni di due colpi di cannone che la flotta francese sparò nel 1882, durante l’assedio che portò alla seconda caduta di Hanoi. Al piano superiore della porta si trova oggi un piccolo santuario dedicato ai due governatori della città, Nguyen Tri Phuong e Hoang Dieu, che si tolsero la vita pur di non arrendersi ai francesi.
È una coincidenza della toponomastica cittadina che l’area archeologica adiacente alla Cittadella si trovi proprio in via Hoang Dieu, intitolata allo stesso governatore che, secondo la tradizione, si tolse la vita pur di non arrendersi ai francesi nel 1882: il nome dello scavo più importante della storia vietnamita (“scavi di 18 Hoang Dieu”) richiama così, senza che fosse in origine collegato, la memoria della resistenza contro l’occupazione coloniale.
Torre della Bandiera (Cot Co)

Alta circa 33 metri, è composta da un fusto ottagonale che poggia su tre basamenti tronco-piramidali sovrapposti, di dimensioni decrescenti man mano che si sale. I lavori iniziarono nel 1805 e furono completati nel 1812, con funzione di torre di osservazione militare: è oggi uno dei simboli più riconoscibili di Hanoi e uno dei rarissimi edifici a essere rimasto pressoché intatto durante l’intero periodo coloniale francese.
A salvarla dalle demolizioni ordinate dai francesi tra il 1894 e il 1897 non fu un gesto di rispetto per la storia vietnamita, ma un calcolo puramente pratico: con la sua altezza, all’epoca ineguagliata a Hanoi, la torre offriva un punto di osservazione perfetto sulla città, e l’esercito coloniale la riutilizzò quindi come stazione radiotelegrafica. Il suo significato cambiò radicalmente il 10 ottobre 1954, quando le truppe vietnamite issarono per la prima volta, in cima alla torre, la bandiera rossa con la stella gialla, a segnare la liberazione di Hanoi: da allora la Torre della Bandiera è diventata uno dei simboli dell’indipendenza vietnamita.
Area archeologica di 18 Hoang Dieu

Situata a circa 170 metri a ovest di Doan Mon, appena fuori dal recinto murario visibile, è la zona in cui dal 2002 gli scavi hanno riportato alla luce strati archeologici sovrapposti riferibili a epoche diverse: le fondamenta della fortezza cinese Dai La (dinastie Sui-Tang, VII-IX secolo) nel livello più profondo, seguite dai resti dei palazzi delle dinastie Ly e Tran, da strutture della dinastia Le e, infine, da vestigia più recenti della città di Hanoi in epoca Nguyen. Migliaia di reperti in ceramica, elementi architettonici in terracotta e resti di pozzi e canali di drenaggio fanno di quest’area il principale fondamento scientifico del riconoscimento UNESCO: l’accesso, tuttavia, non è sempre incluso nel biglietto ordinario e in alcuni periodi è regolato con orari o percorsi separati rispetto al resto del sito, quindi conviene informarsi in biglietteria al momento dell’ingresso.

La scoperta di questo sito, nel dicembre 2002, arrivò in un momento decisamente scomodo: gli scavi erano stati avviati proprio in vista della costruzione del nuovo Palazzo dell’Assemblea Nazionale del Vietnam, e i progettisti dovettero rivedere il progetto proprio per tutelare l’area archeologica riportata alla luce. Fu, secondo gli archeologi vietnamiti, il più grande scavo mai condotto nel Paese, e tra i reperti spiccano tegole smaltate decorate con draghi a cinque artigli, un tempo riservate esclusivamente ai tetti dei palazzi reali: ritrovamenti che hanno pesato in modo significativo a favore del dossier presentato all’UNESCO, portando al riconoscimento del sito come Patrimonio dell’Umanità nel 2010.
Il bunker D67

Nel 1965, durante il conflitto con gli Stati Uniti, ingegneri militari vietnamiti scavarono una rete nascosta di bunker sotto il sito della Cittadella. La sezione più importante fu costruita nel 1967 ed è conosciuta come Bunker D67. Fu da questa war room sotterranea che i comandanti militari, tra cui il generale Vo Nguyen Giap, presero decisioni chiave sulla condotta delle truppe nordvietnamite durante la guerra del Vietnam. Abbandonato nel 1975, le autorità hanno ristrutturato il bunker nel 2012 e lo hanno aperto al pubblico nel 2017: oggi è possibile visitare la sala operativa con le mappe militari, la sala riunioni e persino la camera da letto usata dagli alti ufficiali.

Il nome “D67” non ha nulla di enigmatico quanto potrebbe sembrare: deriva semplicemente dall’anno di progettazione e costruzione dell’edificio, il 1967. All’interno, accanto alla sala riunioni del Politburo e del Consiglio militare centrale, si trovava l’ufficio personale del generale Vo Nguyen Giap, con accesso diretto alla sala stessa. Il bunker si trova proprio a pochi metri dalle sale storiche del Palazzo di Kinh Thien: un accostamento che rende plasticamente visibile, in pochi passi, il passaggio da un migliaio di anni di potere dinastico alla guerra del XX secolo.
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Come arrivare alla cittadella imperiale di Thang Long
La Cittadella imperiale di Thang Long si trova nel quartiere Ba Dinh di Hanoi, ad appena 1,5 km ad est dal Quartiere Vecchio, e a poche centinaia di metri dal Mausoleo di Ho Chi Minh e dal Tempio della Letteratura, altre due tappe imperdibili di una visita ad Hanoi. Per questo motivo, puoi raggiungere il sito comodamente a piedi da queste zone, oppure in taxi o mototaxi. È aperto tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle 8.00 alle 17.00.
Biglietti e consigli per visitare la Cittadella di Thang Long
Il biglietto di ingresso costa VND 30.000 per gli adulti. Studenti, over 60 e persone di altezza inferiore a 1,2 m pagano una tariffa ridotta di VND 15.000, mentre l’ingresso è gratuito per i minori di 15 anni.
Per la visita è consigliabile mettere in conto almeno 1,5-2 ore, un po’ di più se si vuole includere anche il Bunker D67 e l’area archeologica di 18 Hoang Dieu. Il sito offre poca ombra: è quindi preferibile visitarlo al mattino presto o nel tardo pomeriggio, soprattutto nei mesi più caldi (da maggio a settembre). Autunno (settembre-novembre) e primavera (febbraio-aprile) offrono generalmente i periodi migliori per il clima più mite.
Se vuoi arrivare preparato e goderti ogni angolo della Cittadella imperiale di Thang Long di Hanoi con più consapevolezza, ti consigliamo di dare un’occhiata anche ai libri e romanzi ambientati a Hanoi: raccontano proprio le atmosfere, le vicende e i personaggi che hanno attraversato questi luoghi nei secoli.

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