A cinquanta chilometri da Hanoi, dove la città lascia il posto alle risaie, c’è un villaggio che sembra essersi fermato un paio di secoli fa. Si chiama Duong Lam (in vietnamita Đường Lâm) ed è il primo villaggio antico del Vietnam a essere stato riconosciuto ufficialmente come monumento storico e culturale nazionale, nel 2006. Da queste parti lo chiamano “il villaggio di due re”, e non è un modo di dire buttato lì per attirare turisti: due sovrani vietnamiti sono nati davvero in queste stesse strade, a più di mille anni di distanza l’uno dall’altro.
Chi cerca informazioni su Duong Lam di solito lo fa per un motivo preciso: decidere se vale la pena di un’intera giornata fuori Hanoi. La risposta in breve è sì, soprattutto se si è già visto il Quartiere Vecchio di Hanoi e si cerca un’idea di Vietnam più lenta, meno turistica, più vera. Questa guida spiega cos’è Duong Lam, come arrivarci, cosa vedere e quanto tempo serve.
Cos’è Duong Lam e perché si chiama “il villaggio dei due re”

Duong Lam fa parte del territorio amministrativo di Hanoi dal 2008, quando l’allora provincia di Ha Tay (di cui era un centro autonomo) fu assorbita dalla capitale. Fino al 2025 apparteneva al thị xã (una sorta di città-comune di livello distrettuale) di Son Tay; dal 1° luglio di quell’anno una riforma amministrativa ha trasformato l’area in phường Son Tay, un nuovo quartiere nato dalla fusione di sette ex unità locali, che include ufficialmente il villaggio tra i propri beni patrimoniali. Cambiano le sigle amministrative, ma l’identità del posto resta la stessa.

La fama del villaggio nasce da un dettaglio che gli storici vietnamiti non si stancano di ripetere: Duong Lam ha dato i natali a due figure fondamentali della storia del paese. Phung Hung, vissuto nell’VIII secolo, guidò una rivolta contro il dominio cinese della dinastia Tang. Ngo Quyen, nato oltre un secolo dopo nello stesso villaggio, è il generale che nel 938 sconfisse la flotta cinese nella battaglia del fiume Bach Dang, chiudendo di fatto mille anni di dominazione straniera e aprendo l’era dell’indipendenza vietnamita. In loro onore, nel villaggio e nei dintorni sorgono templi e un mausoleo che si possono ancora visitare. Chi si incuriosisce a questa storia millenaria e vuole capire meglio il contesto prima di partire troverà diversi spunti nella nostra selezione di libri sul Vietnam, utile anche solo per arrivare a Duong Lam sapendo già cosa cercare.

A differenza del Quartiere Vecchio di Hanoi o dell’antica Hoi An, Duong Lam non ha mai vissuto di commercio urbano. È rimasto un villaggio agricolo, e questo si vede: le case sono ancora abitate da chi le ha ereditate da generazioni, i bufali pascolano nei campi intorno, e la vita quotidiana continua praticamente indisturbata dal viavai dei turisti. Per un approfondimento sugli altri villaggi storici del paese, la nostra guida ai villaggi antichi del Vietnam mette Duong Lam a confronto con realtà molto diverse, come l’antico villaggio di ceramisti di Phuoc Tich vicino a Hue.
Come arrivare a Duong Lam da Hanoi
Duong Lam si trova a circa 44-50 chilometri a ovest del centro di Hanoi, all’incrocio tra la Strada Ho Chi Minh e la Strada Nazionale 32. In auto o in taxi (anche prenotato via Grab, l’equivalente vietnamita di Uber) ci vuole circa un’ora e mezza, un po’ meno in moto se si conosce già il traffico vietnamita.
Chi viaggia con budget limitato può prendere uno degli autobus urbani che collegano Hanoi a Son Tay in partenza dalle stazioni di My Dinh o Yen Nghia (i numeri di linea cambiano di tanto in tanto: conviene verificarli sul momento, ad esempio con Google Maps o chiedendo in stazione). Il tragitto richiede più tempo rispetto all’auto, e dalla stazione di Son Tay servono poi un taxi o un motorbike-taxi (xe ôm) per gli ultimi quattro chilometri fino all’ingresso del villaggio.
L’opzione più comoda resta comunque un tour organizzato da Hanoi, spesso abbinato a un pranzo in una casa d’epoca e a una guida che aiuta a orientarsi: le stradine di Duong Lam sono state disegnate secondo uno schema “a lisca di pesce”, con un’unica via principale e decine di vicoli ciechi pensati, secoli fa, per disorientare eventuali invasori. Funziona ancora bene anche con i turisti, ed è uno dei motivi per cui vale la pena portarsi dietro una buona mappa o una delle guide turistiche del Vietnam: tra i vicoli senza insegne, una guida cartacea aggiornata resta spesso più affidabile del segnale del telefono.
Cosa vedere nel villaggio di Duong Lam
Il giro di Duong Lam si fa comodamente a piedi o in bicicletta (se ne noleggiano all’ingresso, intorno agli 80-100mila dong al giorno) e in una mezza giornata si vede la parte principale. Ecco le tappe che meritano davvero una sosta.
La porta di Mong Phu

Il punto di partenza quasi obbligato è la porta del villaggio di Mong Phu, costruita nel Cinquecento e oggi l’unico ingresso storico ancora intatto in tutto il nord del Vietnam. È una struttura in laterite (la pietra rossastra locale, ricavata dalle cave della zona, che dà a tutto il villaggio il suo colore caratteristico) con un tetto a due falde, affiancata da un banyan di oltre trecento anni e da un laghetto di fiori di loto. È probabilmente l’immagine che si porta a casa chi visita Duong Lam.
La casa comunale di Mong Phu

Poco oltre la porta si trova il đình (la casa comunale, il centro civico e religioso di ogni villaggio vietnamita) di Mong Phu, costruito nel Cinquecento, nello stesso periodo della porta d’ingresso.

È rialzato su palafitte di legno, come le case tradizionali delle etnie montane del nord (un impianto simile, per intenderci, a quello della casa su palafitta di Ho Chi Minh a Hanoi, anche se qui la funzione è civile e non abitativa). All’interno si trovano decine di iscrizioni e coppie di versi laccati che risalgono a secoli fa, e il cortile è pavimentato con mattoni prodotti a Bat Trang, il celebre villaggio della ceramica alle porte di Hanoi.
I pozzi e le case di laterite

Duong Lam conserva circa 950 case tradizionali, alcune costruite nel Seicento e ancora abitate. Diverse famiglie aprono le porte ai visitatori (a volte con una piccola offerta, altre gratuitamente) offrendo un tè e qualche dolce tipico.
Girando per il villaggio si incontrano anche numerosi pozzi antichi, ancora usati per l’acqua di tutti i giorni: i più curiosi si trovano ai due lati della casa comunale e, secondo la tradizione locale, rappresentano gli occhi di un drago.
I templi dei due re

A poca distanza dal centro del villaggio sorgono il tempio dedicato a Phung Hung (Đền Phùng Hưng) e, su una piccola collina, il tempio e il mausoleo di Ngo Quyen (Đền và Lăng Ngô Quyền), che affaccia su una vallata dove secondo la leggenda proprio Phung Hung avrebbe affrontato una tigre a mani nude.

Sono luoghi semplici, poco frequentati dal turismo internazionale, ma centrali per capire perché a Duong Lam si parli ancora oggi con orgoglio di “terra di due re”.
Doai Creative

Una tappa più recente, e utile a chi vuole vedere come il villaggio sta reinventandosi senza tradirsi: Doai Creative è uno spazio nato dal recupero di un vecchio chiosco abbandonato, dove un artigiano locale ha raccolto le tegole scartate dai restauri delle case antiche e le mette a disposizione dei visitatori per dipingerle o decorarle con l’argilla. È un piccolo laboratorio artistico, gestito da chi il villaggio lo abita davvero.
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Biglietti e orari per visitare Duong Lam

L’ingresso a Duong Lam costa cifre simboliche: intorno ai 20mila dong per gli adulti (meno di un euro) e 10mila per i bambini, più un piccolo supplemento per il parcheggio della moto. Il villaggio si visita tutto l’anno: a differenza dei monumenti di Hanoi, non c’è un unico cancello d’ingresso con orari fissi, e ci si muove liberamente tra le case nelle ore diurne, rispettando ovviamente la privacy di chi ci vive. Per orari aggiornati di eventuali siti a pagamento (come alcune case-museo) conviene comunque informarsi in loco o tramite un tour organizzato.
Cosa mangiare a Duong Lam
Duong Lam ha una sua piccola cucina di villaggio che vale la pena provare. Il chè lam, un dolce denso a base di riso glutinoso, zenzero e arachidi, è la specialità più citata dalle famiglie che aprono le case ai visitatori. Si accompagna spesso a un tè locale e, quando è stagione, a fette di giaca fresca. Tra i piatti salati compare il gà mía, una razza locale di pollo dalle zampe piccole e il piumaggio giallo, che una volta bollito ha la carne bianca e la pelle dorata e croccante: un tempo era un piatto riservato al re o alle feste di villaggio, oggi si trova nei menù pensati per i visitatori.
C’è poi il maiale arrosto con foglie di guava, oltre alla salsa di soia prodotta artigianalmente da alcune famiglie del villaggio, conservata nelle grandi giare di terracotta che si vedono nei cortili. Chi vuole farsi un’idea più ampia della cucina della zona può leggere la nostra guida a cosa mangiare a Hanoi, utile anche per orientarsi una volta tornati in città.
Quando andare: la stagione del riso e i festival di Duong Lam
Duong Lam si può visitare in ogni stagione, ma due periodi rendono l’esperienza particolarmente memorabile. Il primo mese del calendario lunare (tra gennaio e febbraio) porta con sé le celebrazioni annuali nella casa comunale, con processioni, offerte tradizionali e giochi popolari come il tiro alla fune. Il secondo momento migliore è la stagione del raccolto, tra maggio e giugno, quando le risaie intorno al villaggio diventano dorate e i sentieri si riempiono dell’odore della paglia appena tagliata: è il periodo preferito da chi visita Duong Lam soprattutto per fotografare.
Come per il resto del delta del Fiume Rosso, luglio e agosto portano caldo e umidità piuttosto intensi: non impediscono la visita, ma vale la pena mettere in conto soste più frequenti all’ombra.
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Dove dormire: gli homestay di Duong Lam

Chi non si accontenta della gita di un giorno può fermarsi a dormire in uno degli homestay del villaggio, concentrati soprattutto nel quartiere di Xom He, a Mong Phu. Sono sistemazioni semplici, spesso ricavate in case di famiglia arredate secondo lo stile tradizionale del nord del Vietnam, pensate per chi vuole svegliarsi con il canto dei galli invece che con il traffico di Hanoi. È un’esperienza che ricorda, in scala ridotta, quella degli homestay di Mai Chau, anche se qui il contesto è quello di un villaggio della pianura e non di una valle di montagna.
Qualche consiglio pratico

Un’ultima cosa, forse la più importante: Duong Lam non è un museo a cielo aperto, è un posto dove la gente vive davvero. Le case che si visitano sono abitazioni private, spesso di famiglie anziane che le tengono aperte come forma di reddito integrativo.

Vale la pena entrare con discrezione, chiedere prima di scattare foto dentro le stanze, e magari lasciare qualche decina di migliaia di dong se si è stati ospitati con tè e dolci. È un gesto minimo che aiuta a mantenere in vita un equilibrio già abbastanza fragile tra turismo e vita quotidiana: secondo diverse fonti di settore, il restauro di cinque case in mattoni del villaggio ha ricevuto nel 2014 un award of merit nell’ambito degli UNESCO Asia-Pacific Awards for Cultural Heritage Conservation, proprio per il modo in cui sono state restaurate senza stravolgerne il carattere originale.
Per chi sta organizzando un soggiorno più lungo nella capitale, la nostra guida completa a Hanoi aiuta a incastrare Duong Lam in un itinerario più ampio, magari insieme ad altre gite fuori porta raccontate nella sezione dedicata al nord del Vietnam.

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