Nella provincia di Ninh Thuận, nel Vietnam centrale, le artigiane del popolo Chăm continuano a produrre ceramiche seguendo tecniche millenarie che non prevedono l’uso del tornio. La cosa particolare è che non è il pezzo che gira mentre l’artigiana sta ferma, come succede praticamente ovunque nel mondo: qui è l’artigiana che si muove intorno all’oggetto mentre lo modella, quasi danzando. Nel 2022 l’UNESCO ha riconosciuto la tradizione della ceramica Chăm come patrimonio culturale immateriale dell’umanità in urgente bisogno di salvaguardia.
Le origini della ceramica Chăm

La ceramica Chăm (si pronuncia “ciam”) è legata alla civiltà Champa, che tra il IX e il X secolo dominò ampie zone del Vietnam centrale e meridionale. Chi ha visitato i templi di My Son, nel Vietnam centrale, ha già avuto modo di vedere testimonianze della grandezza architettonica di questo popolo: la ceramica ne rappresenta invece l’espressione più intima e quotidiana.
Secondo la leggenda locale fu Po K’long Chank, consigliere del re Po K’long Giarai (che regnò tra il 1151 e il 1205), a insegnare agli abitanti del villaggio di Bau Truc come raccogliere l’argilla, modellarla e cuocerla per creare oggetti di uso quotidiano. La tradizione si è tramandata di madre in figlia per quasi mille anni, ed è sopravvissuta principalmente proprio a Bau Truc, considerato uno dei più antichi centri ceramici del Sud-est asiatico.

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Come si realizza la ceramica Chăm
Mentre villaggi come Bat Trang, nel nord del Vietnam, hanno da tempo adottato il tornio e tecniche moderne, i Chăm hanno preservato metodi che risalgono ai loro antenati. Non è solo una questione di nostalgia: per loro rappresenta un legame spirituale con la terra e con i riti che hanno plasmato la loro identità. La differenza con le altre tradizioni ceramiche vietnamite è evidente fin dai primi passi del processo.
Il processo inizia con la raccolta dell’argilla dal fiume Quao, un’operazione che avviene solo una volta all’anno per circa due settimane. Quest’argilla ha caratteristiche particolari: un colore giallo serico che sembra mescolato con particelle metalliche. Viene frantumata, lasciata a riposare nell’acqua per due giorni e poi mescolata con sabbia fine. Questa combinazione le dà la giusta flessibilità e al tempo stesso quella fragilità che permette una cottura uniforme.
La fase di modellazione è quella che più colpisce i visitatori. L’artigiana prende una piccola quantità di argilla e la posiziona su una superficie all’altezza della vita. Poi inizia a muoversi intorno al pezzo in circolo mentre le mani, guidate da secoli di esperienza tramandata, gli danno forma. È una sorta di danza, un movimento che diventa quasi ipnotico. Non esistono due pezzi identici nella ceramica Chăm: ogni creazione porta l’impronta unica dell’artigiana che l’ha realizzata.

La cottura è altrettanto particolare. Avviene all’aperto, in fosse comuni dove gli abitanti del villaggio portano i loro pezzi per cuocerli insieme. L’argilla di Binh Thuận (la provincia in cui si trova Ninh Thuận) non tollera temperature troppo elevate, quindi deve essere cotta all’esterno dove il vento aiuta a controllare il calore. Il momento perfetto è nelle mattine estive intorno alle 10:30, quando sole e vento creano le condizioni ideali. Le ceramiche vengono cotte a circa 800 gradi per 5-7 ore, usando legno e paglia di riso come combustibile.
Dopo la cottura arriva la decorazione. Le artigiane spruzzano rapidamente acqua colorata sui pezzi ancora caldi, creando motivi casuali in nero e rosso. I coloranti sono naturali, ottenuti da foglie, frutti forestali e terra di basalto rosso. Questa tecnica, tramandata oralmente di generazione in generazione, aggiunge un elemento di sorpresa che riflette la filosofia Chăm del rispetto per i cicli naturali. Ogni oggetto diventa così irripetibile.
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Dove si realizza la Ceramica Chăm

Per chi vuole vedere da vicino questa tradizione, il riferimento è Bau Truc, un villaggio che si trova a circa dieci chilometri da Phan Rang-Thap Cham (la cittadina che funge da porta d’ingresso alle bellezze costiere della regione). Conta circa 500 famiglie, di cui l’85 per cento è ancora attivo nella produzione ceramica tradizionale. È un posto particolare: sembra quasi un museo vivente dove il tempo si è fermato, con le case tradizionali che si alternano ai laboratori all’aperto.

Gli oggetti prodotti spaziano dagli utensili domestici alle opere d’arte: vasi, pentole, vassoi, oggetti sacri. I motivi decorativi riflettono la visione del mondo Chăm e hanno spesso contenuti religiosi. Si vedono rappresentazioni di fiumi, alberi, cielo e terra, ma anche figure legate all’induismo che ha influenzato profondamente la civiltà Champa: le Apsara (ninfe danzanti), le danze di Shiva, i linga-yoni (simboli fallici e vulvari usati nel culto induista), vasi che simboleggiano la dualità maschile-femminile.
Negli ultimi anni i ceramisti hanno iniziato a creare anche oggetti più contemporanei, compresi souvenir per turisti. L’idea è di combinare le caratteristiche tradizionali con elementi della cultura occidentale e vietnamita. Non è un tradimento delle origini, ma una strategia di sopravvivenza: permette all’arte della ceramica Chăm di trovare nuovi mercati mantenendo intatta la sua essenza.
Il valore culturale e spirituale

Per i Chăm la ceramica non è semplicemente un mestiere. È un elemento centrale della loro identità culturale, intrisa di significati spirituali che vanno ben oltre la funzione pratica degli oggetti. Prima di ogni cottura le famiglie selezionano un giorno propizio (secondo il calendario tradizionale) e preparano offerte per onorare gli antenati dell’arte ceramica e le divinità, pregando affinché i loro prodotti vengano cotti con successo. La ceramica è considerata un dono degli spiriti, un’arte che richiede non solo abilità tecniche ma anche una connessione spirituale con le forze della natura.

I motivi decorativi non sono mai casuali: ogni simbolo ha un significato preciso che si riconnette alla cosmologia Chăm e testimonia l’influenza della cultura induista che, come si può ammirare nei templi di My Son, ha profondamente permeato questa civiltà.
C’è poi l’aspetto sociale. La ceramica offre alle donne l’opportunità di incontrarsi, scambiare idee e partecipare attivamente alla vita economica e sociale della comunità. Attraverso questo lavoro trasmettono non solo tecniche artigianali ma anche valori, storie e tradizioni che definiscono l’identità Chăm in un Vietnam sempre più modernizzato.
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Come assistere all’Arte della ceramica Chăm

Qualche consiglio pratico
Il villaggio è facilmente raggiungibile da Phan Rang-Thap Cham in circa quindici minuti di auto o venticinque minuti di motocicletta, seguendo la Strada Nazionale 1A in direzione sud. Il momento migliore per visitarlo è durante le ore mattutine, quando le artigiane sono più attive e la luce del sole illumina perfettamente i laboratori all’aperto.
I visitatori sono accolti calorosamente e possono osservare da vicino tutto il processo di creazione, dalle prime fasi di modellazione fino alla decorazione finale. Un’esperienza particolarmente bella è provare personalmente a modellare l’argilla sotto la guida delle artigiane locali. Creare un oggetto perfetto richiede anni di pratica, ovviamente, ma l’opportunità di mettere le mani nell’argilla offre una nuova prospettiva sull’abilità delle ceramiste Chăm.
Acquistare souvenir
Un’esperienza particolarmente coinvolgente è quella di provare personalmente a modellare l’argilla sotto la guida esperta delle artigiane locali. Anche se creare un oggetto perfetto richiede anni di pratica, l’opportunità di mettere le mani nell’argilla offre una nuova prospettiva sull’abilità delle ceramiste Chăm.
Il villaggio offre anche la possibilità di acquistare autentiche opere di ceramica Chăm direttamente dalle artigiane. I pezzi più piccoli possono essere portati via come souvenir (e sono regali molto apprezzati), mentre per quelli più grandi è possibile organizzare la spedizione. I prezzi variano ovviamente in base alla dimensione e alla complessità del pezzo, ma sono generalmente accessibili.
Qualche ultimo consiglio per approfondire la cultura Chăm
Chi vuole approfondire la cultura Chăm può combinare la visita con altre destinazioni della zona. Il complesso di torri Po Klong Garai, per esempio, dove ogni ottobre si celebra il festival Kate (una delle principali festività vietnamite). Le isole Cham, al largo di Hoi An, offrono un’altra prospettiva su questo popolo. E naturalmente c’è Mỹ Sơn, il sito archeologico più importante della civiltà Chăm, patrimonio UNESCO dal 1999: un complesso di templi-torri costruiti tra il IV e il XIII secolo che vale assolutamente una visita.
Per chi è interessato ad approfondire l’influenza Chăm sulla cultura vietnamita, tracce di questo popolo si ritrovano anche nella musica tradizionale vietnamita e persino nell’áo dài, il vestito tradizionale del Vietnam.

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