La notte dei mille inferi, il secondo romanzo della scrittrice indonesiana mescola fantasmi, terrorismo e critica sociale in una storia che ha conquistato critica e lettori

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Letture dal Sud-est asiatico
Questo approfondimento fa parte della nostra sezione dedicata ai libri sul sud-est asiatico, per allargare lo sguardo rispetto al Vietnam attraverso le letterature dei suoi vicini.

Arriva in Italia per add editore La notte dei mille inferi, la traduzione italiana di Malam Seribu Jahanam, il secondo romanzo di Intan Paramaditha. Il libro arriva in libreria ancora prima dell’edizione inglese (prevista per l’autunno 2026 con Europa Editions e Scribe), confermando l’interesse internazionale per una delle voci più interessanti della letteratura indonesiana contemporanea.

Chi è Intan Paramaditha

Oltre ad essere una scrittrice, Intan Paramaditha è anche un’accademica. Insegna studi sui media e il cinema alla Macquarie University di Sydney, dove vive dopo aver conseguito un dottorato alla New York University. I suoi libri precedenti (la raccolta di racconti Apple and Knife e il romanzo The Wandering) sono stati tradotti in inglese e in diverse altre lingue, vincendo premi importanti tra cui il PEN Translates Award.

La sua scrittura si caratterizza per un approccio che potremmo definire “gotico femminista”: prende le storie tradizionali, i miti popolari indonesiani e le fiabe, e li ribalta completamente. Il suo modo di lavorare con mitologia, leggende e cultura popolare indonesiana è particolarmente efficace proprio perché riesce a sovvertire i valori patriarcali che stanno alla base di queste narrazioni tradizionali, senza perdere il fascino delle storie originali.

Copertina de La notte dei mille inferi[TITOLO LIBRO] Acquista il libro 22,00 20,90
Autrice Intan Paramaditha
Editore Add
Traduzione Antonia Soriente, Luigi Sausa
Pagine 448
Uscita 13 marzo 2026

La notte dei mille inferi: la storia di tre sorelle

La notte dei mille inferi si apre con una profezia. Siamo nel 1991, e Hajjah Victoria binti Haji Tjek Sun (una matriarca che la gente del posto chiama “la donna tigre”) predice il futuro delle sue tre nipoti: Mutiara sarà la custode, Maya la viaggiatrice, Annisa la sposa. Fin qui, potrebbe sembrare una fiaba tradizionale.

Ma il romanzo inizia davvero quando Annisa, la sorella più giovane, si fa esplodere in un attentato terroristico, portando con sé il marito e i figli. Due bombe: una in una chiesa, l’altra in un centro dove donne transgender musulmane si riuniscono per recitare il Corano durante il Ramadan.

Le due sorelle sopravvissute devono fare i conti non solo con il trauma, ma anche con le domande che non si erano mai poste. Cosa hanno perso di vista? Dove hanno sbagliato? E soprattutto: chi era davvero Annisa?

Fantasmi e radici

Per cercare risposte, le sorelle tornano alla Casa Victoria, la dimora della nonna a Sumatra. È un luogo pieno di misteri: pentole annerite, vecchie fotografie, un pozzo proibito. E naturalmente i fantasmi. In particolare la kuntilanak, lo spirito di una donna morta vestita di bianco che non riesce a trovare pace – una figura ricorrente nel folklore indonesiano.

Ma i fantasmi più inquietanti del romanzo non sono quelli soprannaturali. Sono quelli interiori: i segreti di famiglia, le aspettative tradite, il peso delle scelte non fatte. Paramaditha usa gli elementi gotici e il folklore per parlare di cose molto concrete: la classe media indonesiana in frantumi, il fondamentalismo religioso, il patriarcato, la libertà delle donne.

È raro trovare un libro che parli di estremismo religioso e società patriarcale riuscendo davvero ad andare in profondità, oltre la superficie dei fatti di cronaca. Questo romanzo ci riesce perché mostra come i problemi nascano dalle strutture culturali, religiose e sociali che tutti (consapevolmente o meno) contribuiscono a mantenere.

Uno stile particolare

La scrittura di Paramaditha è ritmica, quasi poetica. Il romanzo gioca con i punti di vista: ogni sezione è raccontata in prima persona da una delle sorelle. Questa struttura permette di vedere la stessa storia da prospettive diverse, scoprendo strati di significato che altrimenti resterebbero nascosti.

Il risultato è una narrazione che intreccia l’assurdo, il gotico e il corporeo in modo sorprendente. È un libro disturbante, spesso umoristico, ma sempre sfacciatamente femminista. Non cerca compromessi né addolcisce le sue posizioni.

Perché leggere La notte dei mille inferi

La notte dei mille inferi non è un romanzo facile. Affronta temi difficili (il terrorismo, la violenza familiare, l’oppressione religiosa) senza cercare risposte semplici. Ma è proprio questa complessità a renderlo importante. Come scrive Paramaditha nell’incipit: “Sono sempre le sorellastre brutte a cominciare le rivoluzioni”.

Il romanzo arriva in Italia in un momento in cui la letteratura del Sud-Est asiatico sta finalmente ricevendo l’attenzione che merita. Add editore ha fatto un lavoro importante pubblicando negli ultimi anni diversi autori indonesiani, tra cui Eka Kurniawan (con cui Paramaditha ha collaborato per la raccolta Gli schiavi di Satana). La notte dei mille inferi conferma che c’è un intero mondo narrativo (fatto di voci, storie e prospettive) che vale la pena scoprire.

Se vuoi esplorare altri titoli di narrativa indonesiana, trovi la nostra selezione completa nella guida ai libri sull’Indonesia.

Per chi cerca storie che mescolino l’intimità familiare con questioni sociali ampie, che usino il fantastico per parlare del reale, e che non abbiano paura di affrontare le contraddizioni della contemporaneità, questo romanzo è una lettura che merita attenzione.

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