Il Vietnam non è il primo paese che viene in mente quando si pensa al gin. Eppure negli ultimi anni nel paese si è sviluppato un piccolo movimento di distillazione artigianale che ha prodotto alcuni dei distillati più interessanti del Sud-est asiatico, e che ha cominciato a farsi notare anche sui mercati europei.
Il gin vietnamita ha alcune caratteristiche che lo distinguono subito dagli equivalenti europei o giapponesi. La base alcolica è spesso una miscela di alcol di riso e melasse, non i cereali neutri tipici dei gin occidentali. Il ginepro c’è, ma non domina: serve da struttura, non da protagonista. Al suo posto emergono botaniche locali difficili da trovare altrove: bacche di Mắc Mật (una pianta delle foreste settentrionali), pepe della giungla, fiore di loto, mano di Buddha, curcuma verde. Il risultato è un distillato più terroso e speziato, con un carattere tropicale che racconta chiaramente il luogo dove è stato fatto.
Le radici di questa tradizione sono antiche. Prima che esistessero le distillerie artigianali, esisteva il thuốc nam, la medicina tradizionale vietnamita, che da secoli catalogava e utilizzava le proprietà delle piante locali. I nuovi distillatori attingono a quel sapere non in modo folkloristico ma come punto di partenza reale per la selezione delle botaniche.
I principali produttori oggi sono tre: Song Cai, Saigon Baigur e Lady Triệu. Ognuno racconta una parte diversa del Vietnam.
Song Cai: il primo gin vietnamita

La storia inizia nel 2018, quando Daniel Nguyen, di origini vietnamite ma cresciuto negli Stati Uniti, fonda ad Hanoi la prima distilleria artigianale di gin del paese. Il nome Sông Cái significa letteralmente “fiume madre”, un riferimento al Fiume Rosso e alla civiltà che intorno a quel corso d’acqua si è sviluppata nei secoli.
Nguyen non era un distillatore di professione: aveva lavorato per oltre dieci anni nel settore agricolo, collaborando con organizzazioni come Oxfam America e con il Ministero delle Risorse Naturali del Vietnam. Questo background si vede nel modo in cui è strutturata la distilleria: Song Cai lavora con oltre 70 famiglie di raccoglitori, coltivatori e silvicoltori delle comunità rurali del Nord Vietnam, con pagamenti equi e programmi di riforestazione. Non è solo marketing: è il modello produttivo della distilleria. Come nella filosofia culinaria vietnamita, che cerca l’equilibrio tra ingredienti con energie “calde” e “fredde”, anche il gin Song Cai riflette un’idea di armonia tra tradizione e mercato, comunità locali e consumatori globali.
La gamma comprende tre espressioni, ognuna dedicata a un territorio preciso del Vietnam.
Il Song Cai Vietnam Dry Gin è il gin d’esordio e il più rappresentativo. Unisce 16 botaniche native con bacche di ginepro macedoni: ci sono le bacche e le foglie di Mắc Mật delle giungle settentrionali, i peperoncini Mắc Khén dal sapore piccante e terroso, la scorza di pomelo Diễn, curcuma verde, zenzero, liquirizia bianca, legno di Đia Siêu, semi di coriandolo, cassia e pepe nero. Al naso ha profumi di scorza di agrumi, litchi e spezie dolci; in bocca è agrumato e speziato, con note di miele nel mezzo e un finale caldo di pepe nero e liquirizia gialla.
Il Song Cai Vietnam Floral Gin guarda invece ai delta e alle montagne remote, ed è costruito intorno a cinque fiori distillati separatamente: dragon claw flower, ylang ylang, gelsomino, michelia alba e pomelo. È un omaggio alla tradizione delle celebrazioni lunari vietnamite, quando i fiori vengono raccolti per decorare gli altari di famiglia. Al palato è floreale e persistente, con note di bacche mature, pepe verde e ylang ylang in evidenza.
Il Song Cai Vietnam Spiced Roselle Gin è il più insolito dei tre. È ispirato agli altipiani centrali e ai tradizionali liquori di frutta vietnamiti, e usa bacche di mirto rosa (quả Sim) che crescono selvagge nella regione, responsabili del caratteristico colore rubino che richiama i terreni basaltici rossi di quella zona. È un gin che ricorda un incrocio tra un amaro e uno sloe gin: al naso cannella, prugna secca e ciliegia, in bocca caldo e speziato con tannini morbidi e una piacevole acidità nel finale.
Tutte le botaniche vengono macerate nella base di alcol di riso e melasse, poi distillate separatamente in piccoli alambicchi di rame a fiamma diretta. La tecnica è artigianale nel senso più letterale del termine: piccoli lotti, controllo manuale di ogni passaggio.
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Saigon Baigur: l’anima del Sud

Se Song Cai viene dal Nord e racconta le montagne, il Saigon Baigur racconta il Sud. Nato nel 2020, è il primo gin premium ad essere distillato a Ho Chi Minh City (quella che molti chiamano ancora Saigon) utilizzando un alambicco di rame tradizionale importato dall’Europa.
Il nome “Baigur” è un omaggio ai primi insediamenti commerciali di spezie della città, mentre la bottiglia (decorata con scaglie di drago, figura mitologica che nella tradizione vietnamita governa le piogge e protegge l’agricoltura) è pensata come un oggetto da tenere in vista.
La ricetta usa oltre dodici botaniche locali: semi di finocchio, ginepro, mano di Buddha, fiore di loto, cannella di Saigon, semi di coriandolo, radice di angelica, cardamomo nero, liquirizia, pepe di Phu Quoc, frutto del drago, anice stellato, citronella e scorza di limone. La mano di Buddha è un agrume dalla forma bizzarra, molto usato nella cucina e nei rituali del Sud-est asiatico per il suo profumo intenso. Il fiore di loto viene processato tramite infusione al vapore. Il pepe di Phu Quoc (proveniente dall’omonima isola vietnamita, famosa per le sue spezie) aggiunge una nota speziata inconfondibile.
Al palato il Saigon Baigur è secco, fresco e scorrevole: note erbacee in apertura, poi agrumi e lime nel mezzo, con un finale lungo di spezie esotiche. È un gin pensato per la miscelazione moderna, ma si comporta benissimo anche in un semplice gin tonic.
Lady Triệu e la nuova generazione di gin vietnamita

Il panorama del gin vietnamita non si esaurisce con i due pionieri. Lady Triệu Gin (guidato dal master distiller Adam Westbrook) è, secondo l’International Wine and Spirits Record 2022, il gin artigianale più venduto in Vietnam. Il nome è un omaggio a Triệu Thị Trinh, la guerriera del III secolo che guidò la resistenza contro l’occupazione cinese: una scelta che dice molto sull’identità che il brand vuole costruire.
La gamma comprende quattro etichette, ognuna dedicata a un territorio del Vietnam. Il Mekong Delta Dry Gin è fresco e agrumato, con botaniche tropicali del delta più fertile del paese. L’Hoi An Spice Road Gin è speziato e caldo, con cannella, pepe e note resinose che rimandano all’antica via delle spezie che ha reso famosa quella città patrimonio UNESCO. Il Dalat Flowerbomb Gin è il più floreale dei quattro, dominato da gelsomino e crisantemo: viene dai giardini delle highlands e si rivolge esplicitamente a chi ama i gin botanici. Il Sapa Citrus Tea Gin unisce agrumi del Nord con le tradizioni del tè delle minoranze etniche delle terrazze di riso: fresco, con un fondo tannico piacevole e un finale leggermente amaro.
Tutti i gin Lady Triệu sono distillati da cereali e botaniche vietnamite al 100%, prodotti in piccoli lotti.
Nella categoria delle novità vale la pena segnalare anche Về Để Đi Distillery, ad Hanoi, che nel 2024 ha fatto storia diventando la prima distilleria di whisky del Vietnam. Produce anche gin, utilizzando botaniche locali e crema di cacao in collaborazione con i cioccolatieri di Maison Marou. E poi c’è MẦM Distillery, nata dalla linea di vini di frutta del sistema di ristoranti Quán Kiến di Hanoi, e Rhum Belami, che produce rum con cocco biologico, caffè e cioccolato vietnamita.
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Gin vietnamita e gin giapponese: due modi diversi di guardare all’Asia
Il gin vietnamita e quello giapponese vengono spesso accomunati perché entrambi valorizzano le botaniche locali rispetto al ginepro. Ma partono da filosofie molto diverse.
Il gin giapponese, con yuzu, tè verde, fiori di ciliegio e pepe sansho, punta all’eleganza, alla delicatezza e alla pulizia aromatica. Riflette l’estetica nipponica: è verticale, preciso, raffinato. Al palato è floreale e leggero, con una complessità che si scopre gradualmente.
Il gin vietnamita è un’altra cosa. È più terroso, esuberante, speziato. Riflette la biodiversità tropicale del paese, l’intensità delle montagne del Nord, la tradizione erboristica del thuốc nam. Dove il gin giapponese sussurra, quello vietnamita racconta ad alta voce.
C’è anche una differenza tecnica rilevante: molti gin vietnamiti usano una base di alcol di riso e melasse, che conferisce una texture leggermente più morbida e dolce rispetto ai gin giapponesi, che partono spesso da liquori di grano o mais.
Per chi ama i gin asiatici, il consiglio è di non scegliere ma di trattarli come si tratterebbero due regioni gastronomiche diverse: stessa categoria, esperienze completamente differenti.
Come si beve
Il gin vietnamita ha un profilo aromatico che richiede qualche attenzione nella preparazione. La regola generale: meno si aggiunge, meglio si sente.
Song Cai Dry in gin tonic: tonica neutra e secca (Fever-Tree Indian Tonic o Schweppes Classic), ghiaccio abbondante, una scorza di pompelmo rosa o un rametto di lemongrass fresco. Le note agrumate e terrose del Mắc Mật emergono bene senza interferenze.
Saigon Baigur in gin tonic: il fiore di loto e la mano di Buddha chiamano una tonica leggermente floreale (Fever-Tree Elderflower). Come guarnizione, una fetta di lime e qualche grano di pepe di Sichuan per richiamare le note speziate meridionali.
Song Cai Spiced Roselle liscio: grazie al carattere da amaro-fruttato, il Roselle è ottimo servito leggermente freddo (8-10°C) con solo un grosso cubetto di ghiaccio, senza tonica — come aperitivo al posto di uno Spritz.
Sul fronte degli abbinamenti con il cibo, i gin vietnamiti si sposano naturalmente con la cucina vietnamita. Il Song Cai Dry accompagna bene i gỏi cuốn (involtini freschi) e i piatti di gamberetti. Il Saigon Baigur trova il suo complemento accanto a piatti speziati come il bún bò Huế.
Tre cocktail da fare a casa con il gin vietnamita
Mekong Spritz (con Song Cai Floral). 4 cl di Song Cai Floral Gin, 6 cl di prosecco secco, 2 cl di sciroppo di litchi, ghiaccio, un fiore essiccato o una scorza di yuzu per guarnire. Versare il gin e lo sciroppo su ghiaccio, aggiungere il prosecco a filo. Fresco, floreale, adatto all’aperitivo.
Saigon Sour (con Saigon Baigur). 5 cl di Saigon Baigur, 2 cl di succo di lime fresco, 1,5 cl di sciroppo di zucchero, 1 albume d’uovo, ghiaccio. Agitare prima a secco per 10 secondi, poi con ghiaccio, filtrare in coppetta. Le note di cannella e pepe di Phu Quoc si esaltano nella schiuma dell’albume.
Red Highlands (con Song Cai Spiced Roselle). 4 cl di Song Cai Roselle, 1 cl di Campari, 3 cl di succo d’arancia sanguinella, ghiaccio, una fetta di arancia. Mescolare con ghiaccio e servire su roccia in un bicchiere basso. È già un Negroni reinterpretato, e il colore rubino del Roselle è di per sé un buon motivo per provarlo.
Dove trovare il gin vietnamita
In Italia il Saigon Baigur è distribuito dalla Compagnia dei Caraibi, che ne gestisce la distribuzione esclusiva. I gin Song Cai si trovano su Amazon e presso alcune enoteche specializzate in distillati artigianali. Lady Triệu è in espansione sui mercati europei e si trova tramite distributori selezionati di craft spirits.
Su Amazon
Per chi preferisce l’acquisto online, nella nostra sezione sui prodotti vietnamiti in Italia c’è una selezione aggiornata con i link diretti ad Amazon.
Sông Cài – Vietnam Dry Gin
Gin artigianale vietnamita dal carattere unico, distillato con botaniche locali per un sapore autentico e distintivo
Sông Cài – Vietnam Floral Gin
Versione floreale del gin vietnamita, arricchita con note botaniche delicate e profumi tropicali per un’esperienza sensoriale raffinata
Saigon Baigur
Distillato tradizionale vietnamita che cattura l’essenza e i sapori autentici di Saigon in una bottiglia dal design elegante
Disclaimer: TuttoVietnam ha un’affiliazione con Amazon e ottiene una piccola quota dei ricavi, senza variazioni dei prezzi per chi acquista. Ma potete anche cercare le stesse cose su Google. Se invece volete saperne di più di questi link, qui c’è una spiegazione.
I riconoscimenti internazionali e il mercato

Il successo del gin vietnamita all’estero non è casuale. Song Cai ha ottenuto la medaglia d’oro ai Gin Masters 2020, Saigon Baigur ai Gin Masters 2022. Lady Triệu è il gin artigianale più venduto in Vietnam e sta guadagnando spazio sui mercati internazionali.
Il contesto aiuta a capire la traiettoria. Secondo i dati dell’IWSR, il mercato degli spirits vietnamiti ha raggiunto un volume di circa 51 milioni di litri nel 2023, con una crescita costante spinta dall’aumento dei redditi e da un cambiamento nelle preferenze dei consumatori verso prodotti premium e artigianali. Il gin — che fino a pochi anni fa era pressoché assente dal mercato locale — è uno dei segmenti in crescita più rapida, proprio grazie ai brand locali che usano botaniche vietnamite.
La tendenza si sta estendendo oltre il gin: Về Để Đi Distillery è la prima a produrre un single malt vietnamita, con le prime botti private lanciate nel 2024. Il Vietnam sta diventando, lentamente ma in modo riconoscibile, uno dei nuovi riferimenti asiatici per la distillazione artigianale.

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